Chiara Foti Formia 28.08.14
Dopo e ultime notizie sulla proposta di portare i bronzi di Riace a Milano per l’expo non ci si poteva non documentare per capire l’importanza di questi tesori che la cultura mediterranea ha plasmato secoli fa.
I Bronzi di Riace sono due statue bronzee di dimensioni leggermente superiori al vero (altezza: 205 cm e 198 cm), di provenienza greca e piA? precisamente magnogreca o siceliota, databili al V secolo a.C. e pervenute fino a noi.
Secondo l’ipotesi avanzata dall’archeologo Sandro Stucchi, i bronzi rappresenterebbero entrambi il pugile Euthymos da Locri Epizephiri, ritratto: nella statua A scolpito poco dopo il 470 a.C. da Pitagora di Reggio come “vincitore a Temesa”; mentre nella statua B scolpito da un artista magnogreco poco prima del 425 a.C. che lo avrebbe eroizzato dopo la morte presentandolo come un pugile. Il mito vuole infatti che Euthymos abbia prima sconfitto un demone che terrorizzava gli abitanti di Temesa, e poi vinto le olimpiadi nella specialitAi?? del pugilato. CiA? ha portato lo Stucchi per primo a formulare un’ipotesi che consideri le due statue nell’insieme, affermando che una probabile cuffia da integrare sulla testa del Bronzo B (visibile sotto l’elmo corinzio anticamente presente sulla statua), sarebbe l’elemento caratterizzante dell’iconografia del pugile, quindi corrispondente al mito di Euthymos.
Detto ciA? si puA? capire perchA? la capitale del business voglia usarli come polo di attrazione per il turismo a casa sua, non v’A? dubbio che ancora una volta ci sarebbe l’occasione di portare dei soldi fuori dalle nostre regioni per poi rimanere la palla al piede dello sviluppo economico della penisola. Dalle ultimissime dell’Ansa, visto il polverone di proteste sollevato dai calabresi, parrebbe che Sgarbi abbia abbandonato l’idea dei bronzi per spostare la sua attenzione sui reperti di Pompei, la stessa Pompei che, come lui stesso aveva dichiarato tempo fa, doveva essere lasciata morire. Ora sorge spontanea la domanda, ma se quando si parla della Calabria sui notiziari nazionali lo si fa solo per questioni di mafia o disfunzionamenti delle strutture, se quando si parla di Pompei si parla solo dei crolli e dell’incuria, tornando quindi in sottinteso a un messaggio che ci vede come la palla al piede della penisola, perchA? a nessuno viene l’idea di portare all’Expo di Milano il Bucintoro del Doge di Venezia o il balcone di Giulietta che A? a Verona? Temono forse che non ci sarebbero abbastanza introiti?
Da parte mia attendo di vedere la reazione dei pompeiani, o meglio dei campani. ChissAi?? se questa volta riusciremo a mostrare un poco di amor proprio e a comportarci come i fratelli calabresi che capendo la gravitAi?? della situazione si sono sollevati rumorosamente. Infatti portare via dei reperti dai nostri musei sarebbe solo fare un favore, in termini di guadagno, a chi politicamente da sempre ci denigra, togliendo alle nostre strutture una fetta di turismo. Se la Campania ha osservato e appreso, mi auguro di vedere qui la stessa reazione avuta in Calabria.
Chiara Foti coordinatrice giovanile CDS


