Gaeta 2026 – Nel segno della resistenza identitaria
Si rinnova la commemorazione dell’ultimo baluardo di resistenza nel segno delle Due Sicilie
Dovevo esserci,nonostante gli acciacchi, dovevo essere lì nel segno dell’appartenenza identitaria, in nome di chi ci ha preceduto e almeno al sottoscritto, hanno trasmesso l’onore della partecipazione, sotto la celata scusa del mio ultimo libro, una commedia teatrale dedicata al brigantaggio, edizioni Massimo Capasso.
Ci siamo mossi da Caserta, con Carmine Posillipo alla guida, che è Consigliere Nazionale dei Comitati Due Sicilie, un grazie a lui da parte del sottoscritto, senza la sua disponibilità avrei dovuto mio malgrado dare forfait.
Dopo un viaggio che attraversa le cittadine che da casa mia portano a Gaeta finalmente arriviamo a destinazione, l’aria ricorda i momenti di coesione duosiciliana degli anni passati, le strade raccontano i mille abbracci, le indimenticabili pacche sulle spalle, i sorrisi di chi sa di appartenersi, il tempo è passato, quei giovani pronti a tutto per il ricatto territoriale sono diventati uomini canuti, con qualche acciacco di troppo e molte altre carezze sui volti che sono diventate con il tempo rughe.
Gennaro De Crescenzo è lì sul ponte di comando, come un generale borbonico pronto a resistere come fece Fergola a Messina, come fece Campanelli a Capua, Ascione a Civitella del Tronto, proprio come Francesco II appunto a Gaeta.
E’ stato bello sentire i racconti di Alessandro Romano, pioniere del nostro cosmo,il saluto con Umberto Perlingieri, un vero compatriota, e poi la chiosa finale regalata da Maurizio Dente, che parla di Carlo Alianello e al sottoscritto si apre il cuore o almeno di quel poco di cuore che continua a battere sotto il segno del Borbone.
Per chi vorrà esserci l’evento continua nei giorni oggi sabato 11 aprile e domani 12 con la commemorazione al soldato borbonico presso il Monte Orlando.
Chi viva? Viva ‘o Rre!!!
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