Sabato 23, in serata, a Piazza Dante, sono stato testimone dell’apoteosi del meridionalismo, del revisionismo storico, del borbonismo. Beppe Grillo è il più meridionalista di tutti! Il suo intervento – che riporto qui di seguito pari pari – mi ha letteralmente galvanizzato: urlavo, lo acclamavo con felicità e, al contempo, avevo l’amara consapevolezza di essere l’unico DuoSiciliano, l’unico meridionalista militante (tra i tanti gruppi, associazioni, comitati che si dichiarano “per il Sud”) ad essere presente.
Ho sempre sostenuto che Grillo sia il vero leader, il rappresentante più autorevole del meridionalismo contemporaneo. Mi hanno colpito particolarmente i passaggi sul Kosovo e sul Nord Italia: provocatori, sì, ma chiari, diretti, e in sostanza identici a quelli con cui ho esordito il 17 febbraio a Formia, nel mio intervento. Mi sono sentito di dovergli essere riconoscente per il suo coraggio, per la sua umiltà nel chiedere scusa a Napoli, per il suo essere dalla mia – dalla nostra – parte. Diciamolo: dalla parte dei perdenti che però resistono per sé stessi e per l’intera umanità, proprio come sosteneva Pasolini, che ieri “ci guardava” dal palco, dove campeggiava una sua immagine.
Preso dalla voglia di parlargli, di conoscerlo personalmente (era la mia prima volta a un suo spettacolo), ho disegnato una vignetta che lo ritrae nelle vesti di Masaniello. Masagrillo! Dietro la vignetta ho allegato l’articolo sulla raccolta differenziata adottata nel Regno delle Due Sicilie, voluta dai Borbone già nel 1832. Gli ho scritto brevemente chi sono e a quale comitato appartengo: il Comitato delle Due Sicilie di Portici.
Conoscendo qualcuno della rete di Grillo (Francesca Morante) e con un pizzico di fortuna, sono riuscito a fargli avere tra le mani il mio cartaceo, sincero… un semplice “grazie!”. Grazie Grillo! Ti aiuterò nel Nuovo Rinascimento!
Antonio Avano.


