Prosegue rispettando il ruolino di marcia, lo sviluppo del megaporto calabrese, A? notizia di ieri lo stanziamento, da parte della societAi?? marittima “Contship”, di ben 262 milioni di euro.
Il Piano di investimenti prevede una movimentazione di 11,3 milioni di teu(unitAi?? di misura del trasporto container) per il 2013, rispetto ai 3,5 milioni del 2007.
Tale incremento prospetta anche un’aumento dell’occupazione, infatti saranno assunti circa 1000 nuovi addetti in piA?, mentre adesso la sola Contship ne impegna ben 1242.
E questi numeri non considerano l’indotto, che si andrebbe ulteriormente a rinforzare.
L’autoritAi?? Portuale di Gioia, dal canto suo, sta ampliando il canale portuale di ulteriori 70 metri oltre al ribassamento di ulteriori 16 metri dei fondali, mentre la societAi?? “Medcenter Container Terminal” ha messo i cantiere la costruzione di 10 nuove gru.
Non solo, il gruppo Contship, prevede la gestione di nuove tratte ferroviarie tramite la controllata SOGEMAR, evitando cosAi?? di utilizzare il pessimo servizio di Trenitalia Cargo, verso la quale sarAi?? cosAi?? in concorrenza.
Il gruppo Contship compierAi?? il prossimo anno i suoi primi 40 anni di attivitAi??.
Eurokai KGaA (Amburgo) detiene l’82% del capitale Contship Italia Spa di cui il 66,6%
direttamente ed il restante 15,4% tramite Eurogate GmbH, una “Joint Venture” paritaria tra Eurokai e BLG Logistics Group AG&Co.KG di Brema. Quest’ultimo detiene, sempre tramite Eurogate, il restante 18% di Contship Italia.
L’amministratore delegato A? un giovane manager calabrese (Domenico BagalAi??) che si A? fatto le ossa come direttore operativo al Medcenter Container Terminal.
Bisogna dire innanzitutto che quello di Gioia A? una tipologia di porto detta di trans-shipment, ovvero le grandi porta-container, in genere provenienti dall’ Oriente, scaricano nel porto calabrese le loro merci perchA? Gioia A? l’unico porto italiano e uno dei pochi in Europa ad essere in grado di ospitare queste navi gigantesche.
Una volta ripartita la nave, i container vengono ricaricati nelle navi piA? piccole, alla portata dei piccoli porti europei.
Oltre alla posizione strategica al centro del Mediterraneo, ideale per la costituzione di hub A? necessario molto spazio, quindi un grande retroterra come lo A? la Piana di Gioia Tauro.
Ma A? anche importante il tipo di fondale, infatti quelli fondali bassi e sabbiosi non si apprestano a questo tipo di infrastrutture.
Ed infine, ma non meno importante, l’assenza di altri insediamenti industriali che giAi?? utilizzano il molo o che si trovano nelle vicinanze, i quanto precluderebbero l’accesso allo spazio, che A? vitale, quando si tratta della movimentazione e del “parking” di milioni di container.
Insomma, per fare un HUB come A? quello di Gioia Tauro bisognerebbe costruirlo ex novo, un progetto apposito in un luogo dove non c’A? assolutamente nulla, dove l’espansione urbanistica ed industriale non hanno occupato gli spazi portuali.
Ecco perchA? A? stata scelta Gioia Tauro, e non altre cittAi?? siciliane o del nord, un piccolo paesino calabrese dove non c’era nulla, ma dotato di fondali profondi e di una piana.
Riteniamo che la Sicilia sia stata fortunatissima con la scelta di Gioia Tauro in quanto sarebbe la regione del Mezzogiorno piA? vicina al megaporto calabrese e per questo, dotandosi delle apposite infrastrutture, potrAi?? allacciarsi logisticamente in maniera piA? forte, rispetto alle altre regioni del Sud Italia.
Senza contare l’influenza dell’indotto che calamiterebbe le piA? vicine imprese siciliane.
Il progetto “sistema logistico integrato” ovvero l’Hub Logistico delle Due Sicilie.
Il controllo delle merci (e del gas) che viaggiano verso l’Europa, ci darebbe senz’altro la forza di contrattare misure doganali favorevoli alle Due Sicilie per lo sviluppo di un’industria interna e della nostra agricoltura.
Non sarebbe bello che il porto di Gioia oltre ad essere un porto di trans-shipment, servisse anche per caricare e spedire in Cina le merci siciliane?
Le navi cinesi oggi tornano a casa vuote…
Comitato delle Due Sicilie-SICILIA