Sulla spiaggia di Capo Peloro in localitAi?? Lanternino, a due passi dalla torre dellai??i??omonimo Capo e subito accanto (a sud) allai??i??imponente traliccio ex Enel (Pilone), giacciono semisepolti nella sabbia alcuni (oggi se ne vedono 2 ma A? probabile che ve ne siano altri insieme a reperti vari) pezzi di artiglieria in bronzo ad avancarica ed anima liscia, risalenti al XVIIIAi?? secolo.
Secondo alcune fonti prodotte in primis da pochi benemeriti che in vari modi (libri ecc) ma invano hanno evidenziato il caso, seguiti da coloro che da diverso tempo cercano di rendere il piA? possibile nota la faccenda, si tratta di artiglierie Borboniche (o comunque Inglesi, in periodo preunitario ancora alleati dei Borbone) abbandonate poco prima dellai??i??arrivo dei garibaldini a nord della cittAi??.
CiA? A? tuttavia da verificare, ma al momento non A? possibile effettuare accertamenti piA? specifici poichAi?? la posizione dei cannoni (con la volata allai??i??insA? ovvero in verticale) non permette ciA? in quanto eventuali segni, simboli o iscrizioni (ruggine permettendo) sono solitamente presenti o sul campo di lumiera e la cintura di volata o sulle orecchioniere, parti posteriori e centrali attualmente sepolte dalla sabbia.
Ad un primo esame esterno i due pezzi attualmente visibili sembrano essere rispettivamente un mezzo cannone detto anche da 32 libbre, lungo circa 3.600 metri con un peso di 3.000 Kg (con ancora una palla infilata nella bocca) ed un quarto di cannone detto anche da 16 libbre lungo 3.400 metri con un peso di 2.000 Kg, che utilizzava palle da circa 7,8 chilogrammi. (oppure un Sagro da 8 libbre con lunghezza di 2.800 metri e 1.000 Kg di peso).
Nonostante il vergognoso ed ingiustificato abbandono sia dei pezzi (notare lai??i??attuale utilizzo) che della spiaggia circostante, le condizioni sono tutto sommato buone, ma onde evitare che la ruggine ne consumi del tutto la struttura (nella speranza che la parte sepolta sia ancora in condizioni tali da essere dissotterrata), si rende urgente il recupero e la collocazione in un luogo certamente piA? consono e dignitoso.
Premesso ciA? e di fronte a tali pregevoli testimonianze storiche, non si capisce ne il motivo della totale indifferenza degli organi invece preposti alla loro tutela, e di tutti coloro che troppo spesso solo a parole si occupano di recupero e valorizzazione di beni culturali ecc, ne la disparitAi?? di trattamento con i due cannoni Inglesi invece recuperati, restaurati ed attualmente posizionati sul lungomare nella poco distante localitAi?? di Pace.
Dunque la situazione attuale non A? assolutamente tollerabile, anzi A? aggravata e nel contempo resa ridicola dal fatto che tecnicamente il recupero sia piuttosto semplice dato che gli oggetti in questione sono ben visibili e sepolti sotto qualche metro di sabbia, quindi una volta verificate le condizioni, facilmente recuperabili e restaurabili sia dal punto di vista metodico che finanziario.
Ricordando che come sempre in altre realtAi?? piA? sveglie e dinamiche di quella locale, vengono spesso effettuati recuperi di ben piA? ampia portata e difficoltAi??, si ribadisce in conclusione il fatto che in questo caso non esistono ostacoli di sorta, bastando pochi mezzi, poche risorse e molta buona volontAi?? e voglia di riscoprire e tutelare tutto ciA? che appartiene alla gloriosa storia della cittAi??, giAi?? oscurata ed ulteriormente vilipesa ed oltraggiata da insopportabili situazioni come quella qui descritta.
Dott. Armando Donato
Segretario provinciale di Messina


