Il pregevole lavoro di A. Dumas Mastro Adamo il calabrese, curato e tradotto da Sandro Paparatti per la casa editrice Bietti, costituisce una preziosa reliquia per la Biblioteca Civica di Nicotera. Il libro ha catturato in tutto e per tutto la mia attenzione e, anche in questo caso, ho indossato l”abito a me piA? congeniale, quello cioA? dello storico.
Il testo presenta uno stile chiaro e semplice e da esso si apprende, seppur sotto forma di romanzo, del passaggio dei briganti a Nicotera. La storia sembra essere veritiera in quanto descrive dettagli umani e paesagistici tipici del territorio nicoterese.
Dumas si trovA? a visitare Nicotera durante il periodo Murattiano e rimase folgorato dalle sue bellezze naturali. Non furono pochi gli scrittori europei del Romanticismo che come Dumas, vennero a girovagare a piedi nelle province del Reame Duosiciliano dell”800. Essi hanno scritto di terremoti, sangue, soprusi, violenze, miserie e bellezze, che hanno scolpito un”immagine drammaticamente icastica delle Calabrie, terra piA? bella dellaSicilia, in quanto sconosciuta. Tuttavia tornando a Dumas, A? proprio attraverso il Mastro Adamo Calabrese che si puA? capire chi fossero i briganti di Nicotera. L”archivio storico della cittAi??, tace infatti su tale argomento ma non A? da escludere che essi fossero personaggi reali visti la veridicitAi?? di luoghi e persone ivi descritti. Il romanzo si svolge a Nicotera durante i primi dell”800, all”epoca Nicotera era dedita per vocazione alla pastorizia come oggi lo A? al turismo. Adamo, adottato da una famiglia di pastori cresce a Nicotera ma una volta divenuto adulto, scopre nell”arte la sua vocazione; dote che lo porta a dipingere l”effigie della Madonna del Carmelo sullo stendardo del Cardinale Ruffo in passaggio col suo moto cristiano a Nicotera. Dopo questo atto, Adamo diviene pittore ufficiale della Chiesa e dello Stato e la sua fama si sparse ovunque. FrAi?? Brancaleone, sagrestano di una chiesa della cittAi??, convoca Adamo per rimettere in sesto una vecchia statua miracolosa che da tempo oramai non compiva miracoli, e ora come non mai, Nicotera ne aveva bisogno. Come prosegue Dumas nel suo racconto, l”intera Calabria era infestata dal temibile Marco Brandi, figlio del brigante Placido di Nicotera. Marco, braccato, si era rifugiato lAi?? e la gente ne aveva il terrore a causa del mito del brigante cattivo. una volta avvertito il giudice di Monteleone, l”odierna Vibo Valentia, Nicotera viene presidiata giorno e notte e i gendarmi stanano la banda di Marco che bivaccava nella cittadina. Egli fugge e si eclissa, aiutato da Suor Marta, sua madre naturale la quale lo aiutA? in tutti i modi possibili. Intanto a Nicotera la Madonna compie un miracolo e appare a un giovane, i gendarmi allora lasciano l”assedio per lasciare il posto al potere temporale della Chiesa. Sebbene vengano indetti numerosissimi pellegrinaggi che destano perplessitAi?? allo Stato per i disagi apportati, a Mastro Adamo viene ordinato di non dipingere Madonne e a Suor Marta di trasferirsi a nuova collocazione. PoichA? Marco aveva avuto il pieno diritto di essere brigante, diritto acquisito direttamente dalla mano paterna, egli risulta essere uan figura mitologica maggiore di quella di Placido Brandi. Su di lui si raccontarono “acrobazie esistenziali”, si dice infatti nelle righe del Dumas che fu amante di Suor Marta, con la quale avrebbe concepito il figlio Marco. Tuttavia furono le sue peripezie con la Corona che lo indussero a fare il brigante. Ferdinando infatti, non gli aveva riconosciuto nAi?? onori nAi?? ricompense per i privilegi prestatigli, egli organizzA? cosAi?? la banda piA? temibile della Calabria, che operava da Capo Spartivento fino a Salerno. Una volta catturato dai francesi, fu cacciato nella fortezza di Cosenza e condannato a morte per impiccagione, ma scampA? la morte per vie straordinarie: la giustizia terrena fece il suo corso ma proprio durante il funerale si risvegliA? per cause non conosciute alla mente umana. Ricevuta la grazia dal re, dopo averla ottenuta da Dio, si ritirA? a vivere a Cosenza sciogliendo al sua banda e concedendo al figlio enormi tesori.
Maria Lombardo
Consigliere Commissione Cultura Comitati Due Sicilie
Centro Studi e Ricerche Comitati Due Sicilie


