Il problema per cui bisogna “negarsi”, a parer mio, consiste nel fatto che il federalismo di cui si parla avverrebbe, ora come ora, tra parti economicamente ineguali e quindi potrebbe finire per portare al collasso la parte piA? debole; a meno che in precedenza non fossero stati stipulati accordi di collaborazione e patti di garanzia per entrambe le parti.
Ora, alla luce di quanto scritto, chiedo: chi vuole costruire l’Italia in senso veramente federalista ha mai dato segnali in tal senso?
E se ne ha dati, come sembrerebbe da qualche anno in qua, per quale motivo, allora, non ha deciso di partecipare alle elezioni costituendo un ipotetico “movimento federalista”, preferendo allearsi con partiti che tradizionalmente sono per uno Stato centralista?
Spero di sbagliarmi (e se A? cosAi?? farA? volentieri, in futuro, il MEA CULPA), ma a me pare che quello di cui si parla sia un federalismo piA? di nome che di fatto.
Con stima.
Gabriele Falco


