Uomini del Sud visti da vicino : Un caffè con Arturo Iannaccone

fiore arturo iannaccone in bianco e nero

Foto : Roma Febbraio 2009 , II Congresso nazionale MpA, Hotel Marriot

con Arturo Iannaccone e il compianto don Massimo Cuofano

 

Uomini del Sud visti da vicino : Un caffè con Arturo Iannaccone

Le  Due Sicilie sono per me è uno stato d’animo, un senso di appartenenza e una chiamata alle armi permanente.

Di Fiore Marro

Caserta 15 febbraio 2021

Ho avuto il piacere, nel 2008, di stringere una buona amicizia con Arturo Iannaccone, avellinese come me, conosciuto durante la stagione della fondazione dei Comitati Due Sicilie, quando come movimento confluimmo  in un progetto politico ambizioso (almeno nella prospettiva di voler migliorare le sorti del nostro mezzogiorno), quello dell’MpA di Raffaele Lombardo, movimento che è stato una sorta di antesignano del M5S,  almeno in teoria, abortito subito dopo forse pure perché troppo fuori dagli schemi, portatore di un messaggio che poteva essere troppo debordante per le sorti di un paese che si avviava alla deriva di oggi; io ero lì come segretario nazionale dei CDS e Iannaccone come deputato parlamentare fresco di nomina parlamentare.

La sua lezione politica mi fu molto chiara, durante un nostro scambio di idee mi riferì quello che serviva per arrivare fino in fondo, per raggiungere un obiettivo politico personale : “Devi avere la pazienza di aspettare il tuo turno; mettiamo che sei il numero 500 di una lista, se hai la pazienza di attendere che il tuo momento arrivi, vedrai che alla fine arriverà anche il turno”, una verità che sottoscrivo, per lui è stato così, per il sottoscritto, che mai ha amato le file, è andata diversamente.

Arturo Iannaccone che è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Chirurgia d’Urgenza e in Endocrinochirurgia, è stato per oltre dieci anni assistente presso la Cattedra di Chirurgia d’urgenza del Secondo Policlinico di Napoli. Successivamente, ha svolto l’incarico di specialista ambulatoriale di chirurgia generale delle ASL e dell’Inail della Provincia di Avellino. Ha cominciato presto a occuparsi di politica a 18 anni  aderisce all’allora Democrazia Cristiana, nel ruolo di delegato provinciale del movimento giovanile, per poi diventare vicesegretario e infine segretario provinciale della DC irpina. Con lo scioglimento della DC nel 1994, aderisce al Centro Cristiano Democratico In occasione delle elezioni politiche del  1995 viene eletto, per il CCD, al Consiglio Regionale della Campania ed è nominato assessore alla Ricerca Scientifica ed Informatica della giunta presieduta da Antonio Rastrelli. Alle successive elezioni politiche di aprile 2008 è candidato alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Campania 2, nelle liste del Movimento per le Autonomie, venendo eletto deputato della XVI Legislatura . Il 22 gennaio 2010, dopo essere uscito con altri tre Deputati dall’MpA, diventa segretario nazionale del nuovo partito di centro-destra “Noi Sud”. Il 7 novembre 2011 Iannaccone fonda con altri due deputati di Noi Sud, Elio Vittorio Belcastro e Americo Porfidia, la componente del gruppo misto “Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia (Grande Sud)”, divenendone capogruppo. Attualmente è Segretario Federale di “Autonomia Sud – Noi per il Sud” e Presidente del cartello di movimenti autonomisti Popoli Liberi.

Nelle elezioni comunali del 2013 viene eletto consigliere comunale di Avellino nella lista di Autonomia Sud.

In occasione delle Elezioni Regionali in Campania del 2015, sostiene il candidato presidente del centro-sinistra Vincenzo De Luca, a discapito del candidato del centro-destra, ovvero del presidente uscente Stefano Caldoro; a tal proposito il partito di Iannaccone costituisce insieme ad Alleanza per l’Italia ed al Nuovo CDU la lista Campania in #Rete, con cui Iannaccone è anche candidato per la carica di consigliere regionale in provincia di Avellino: Iannaccone non viene tuttavia eletto consigliere in quanto Campania in #Rete elegge un solo consigliere regionale in provincia di Caserta. Ad agosto 2015 viene nominato Assessore al Commercio ed ai Fondi Europei  del Comune di Avellino, carica ricoperta fino a luglio 2018.

D) Un bilancio sulla tua esperienza di deputato parlamentare in MpA, che fu l’occasione per la nostra conoscenza: puoi oggi tracciare un resoconto di cosa si è fatto allora e di cosa si poteva fare ancora?

R) Le elezioni politiche del 2008, quando sono stato eletto in Parlamento, se si riflette bene, avrebbero potuto rappresentare una grande novità positiva con effetti profondi nella realtà economica e sociale del nostro Paese. Per la prima volta si presentano insieme in alleanza con Forza Italia due forze ad impronta territoriale: la Lega al Nord e l’MPA al Sud con l’opportunità di riportare al centro delle azioni di governo la Questione Meridionale.

Come è finita lo ricordano tutti. Lombardo, leader dell’MpA  incalzato e destabilizzato da Forza Italia in Sicilia, ne era il Governatore, rompe l’accordo con Berlusconi e si allea con Fini, Casini e il Pd per ribaltare la maggioranza a Roma. Peccato! Perché Lombardo aveva tutte le qualità di leadership e di consenso per creare un grande movimento sudista e riscattare il Mezzogiorno.

Di quel periodo ricordo un proficuo confronto con la Lega e in modo particolare con Andrea Gibelli che era il Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera di cui facevo parte.

Se quel Governo fosse durato si sarebbe avviata, ad esempio,la costruzione del  Ponte sullo Stretto di Messina opera fondamentale per realizzare la vera Unità d’Italia non quella  fatta  con il sangue e la violenza  dai Piemontesi che ha creato il problema penalizzando i territori dell’ex Regno delle Due Sicilie.

D) Quanto c’è del grande meridionalista Guido Dorso nelle tue prospettive politiche e quanto hai attinto dalle lezioni di don Luigi Sturzo?

R) Guido Dorso era irpino Sturzo siciliano, il primo laico e il secondo cattolico essendo tra l’altro un sacerdote. Partono, quindi, da visioni e condizioni diverse ma arrivano a conclusioni comuni. Il primo sostiene che se i grandi partiti nazionali non si fossero dedicati a superare il divario Nord-Sud allora sarebbe stato necessario organizzare un grande partito meridionale ( ah se fosse stato fatto! ) e il secondo “ data la incomprensione politica del problema senatori e deputati meridionali hanno il dovere di fare fronte unico al di sopra dei singoli partiti e al di fuori di ogni competizione regionalista “. Esprimono, quindi, la comune esigenza di creare una unità di fondo del popolo e dei rappresentanti meridionali per porre fine ad un’ingiustizia ma soprattutto per garantire all’Italia un equilibrio di crescita e di sviluppo. Non può esistere un gigante dai piedi di argilla e l’Italia lo è senza un abbattimento del forte divario tra le Regioni del Nord e quelle del Sud. Il Meridione non è una palla di piombo al piede dell’economia italiana ma una grande opportunità per farla crescere ai ritmi di quella mondiale ed europea.

Ho tentato con Gianfranco Miccichè ed Adriana Poli Bortone di dare vita ad un partito del Sud unitario ma le spinte centrifughe furono troppe e non centrammo l’obiettivo. I tempi erano maturi. Non so se lo siano ancora. In politica il tempo, purtroppo, non è una variabile indipendente.

D) Nella stagione in cui ti ho affiancato come collaboratore vicino al movimento, abbiamo presentato la nazionale di calcio delle Due Sicilie, una tua riflessione su quell’evento?

R) Tu sei un grande visionario e l’utopia è il tuo tratto distintivo. Aver organizzato quell’evento ti ha consentito di lanciare un messaggio e un avvertimento. Se il Nord se ne vuole andare il Sud non ha paura. Siamo pronti a camminare e a correre da soli. Andremo più lontano perché abbiamo più coraggio e più talenti. Ti sei guadagnato il rispetto di chi immaginava che al Sud si è più inclini al lamento ed alla autocommiserazione.

D) MpA è stato per certi versi un progetto ambizioso, una visione onirica svanita nel nulla oppure non è mai stato veramente un progetto innovativo ma semplicemente, come molti dicono ora e a suo tempo, un contenitore di scontenti berlusconiani?

R) L’MpA è stato un grande movimento, non subalterno a nessuno, che conteneva in sé il progetto ambizioso di Dorso e di Sturzo, con un leader, Raffaele Lombardo financo superiore all’Umberto Bossi delle origini per carica dirompente e per la rottura degli schemi classici della politica italiana destra-sinistra.

Mi alleo con chi è disposto a fare gli interessi del Sud era il mantra di Lombardo in quel periodo. Siciliano fino al midollo avrebbe dovuto evitare di fare il Governatore della Sicilia ed essere  leader a Roma. Mi auguro che superate le difficoltà giudiziarie ritorni sulla scena della politica attiva. Occorre una voce fuori dal coro.

D) Come attento osservatore politico avrai sicuro informazioni in merito al progetto di Macroregione, cosa ne pensi?

R) Più della Macroregione occorre un coordinamento delle Regioni Meridionali per accrescere il peso all’interno della Conferenza delle Regioni ed imporre una distribuzione da parte del Governo centrale delle risorse più equa e che favorisca progressivamente l’abbattimento delle differenze territoriali. Un po’ come ha fatto la Germania con l’unificazione Est-Ovest. I fondi europei devono essere aggiuntivi e non sostitutivi di quelli nazionali. Questo scempio lo abbiamo già subito con l’intervento straordinario e la Cassa per il Mezzogiorno. Gli unici fondi che hanno a disposizione, oggi, i Comuni del Sud sono quelli europei. Dallo Stato non arriva nulla.

D) Esiste una tua idea di Due Sicilie?

R) Per me è uno stato d’animo, un senso di appartenenza e una chiamata alle armi permanente. Un’idea che dobbiamo custodire nei nostri cuori, un sogno e una speranza. Abbiamo il dovere di riscattare il Sud e lavare con i nostri successi il sangue che venne versato all’epoca della cosiddetta Unità d’Italia.

Tu fai un grande lavoro di mobilitazione delle coscienze che seguo con attenzione ed ammiro.

D) Il tuo impegno oggi ? Di cosa ti stai occupando?

R) Professione, famiglia e politica.

D) I prossimi obiettivi di Arturo Iannaccone?

R) Farò quello che è necessario fare. Ma mi vergogno della condizione in cui versa la politica italiana.

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