a cura di don Massimo Cuofano
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Ogni cristiano puA? definirsi realmente tale se vive ontologicamente la vitaAi??stessa di Dio. Ai??Sin dalla nascita lai??i??uomo porta in sAi?? questa realtAi??, perchAi?? Dio, che nellaAi??creazione fece lai??i??uomo a sua immagine e somiglianza, comunica se stesso allaAi??stessa vita dellai??i??uomo sin dalla sua origine. Infatti dice la Sacra Scrittura,Ai??che lai??i??uomo vivente A? la gloria di Dio.Il peccato originale, che A? allai??i??origine stessa della disobbedienza dellai??i??uomo eAi??causa di ogni peccato, ha portato lai??i??uomo lontano da Dio e ha spezzato questaAi??comunione con Lui. Ma esso non ha fatto perdere quella immagine di Dio impressaAi??nellai??i??uomo, essa A? rimasta, seppure sbiadita, sporcata.
Dio, che ama tanto lai??i??umanitAi??, non abbandona lai??i??uomo nel peccato, e attraversoAi??GesA? Cristo riporta lai??i??uomo alla vita divina.
Il Santo Battesimo, che ci unisce a Cristo e ci fa ritornare alla grazia diAi??Dio, rendendoci nuovamente ai???figliai???, fa ritornare nella sua pienezza la vitaAi??divina in noi. Infatti con questa grazia straordinaria lai??i??uomo, che giAi?? nellaAi??creazione era stato predestinato ad essere figlio di Dio, viene eletto allaAi??santitAi??.
Quindi proprio la nostra adesione a Cristo GesA?, che trova il suo compimentoAi??nella fede in Lui, fa di ciascuno, come dice lai??i??apostolo Paolo, ai???una creaturaAi??nuovaai???.
Questa consapevolezza ha avuto Francesco II sin dalla sua fanciullezza. Ai??Abbiamo spesso riflettuto come la memoria, ancora viva ed efficace, sia in Ai??famiglia che nel popolo, della Regina Maria Cristina, sua madre, in lui lo era Ai??in modo particolare.
Suo padre certamente gli aveva raccontato di questa ai???mamma straordinariaai???, che Ai??era vissuta nella fede in Dio e nella caritAi??, e che sapeva essere per tutti una Ai??luce. Ella aveva donato la sua vita per trasmetterla a lui. Nel morire la BeataAi??aveva raccomandato al marito questo bambino appena nato, perchAi?? ricevesse unaAi??formazione che si basasse sulla Parola di Dio.
Il ai???buon Ferdinandoai???, come solitamente lo chiamava la Regina, da vero Ai??cattolico non si risparmiA? nel mettere in pratica questa volontAi??.
Il piccolo Francesco battezzato nella fede in Cristo, da subito ha sentito Ai??questa sua ai???appartenenzaai???.Ai??Infatti nella corte napoletana , ancor piA? dopo il felice passaggio dellaAi??Beata Maria Cristina, non erano estranei la preghiera in comune e la SantaAi??Messa. Una tradizione giAi?? viva nella famiglia dei Borbone di Napoli,Ai??solitamente sempre rallegrati da numerosi figli, che mi piace pensare tuttiAi??insieme raccolti la sera nella recita del Rosario, accanto al papAi?? re e allaAi??mamma regina. Non A? questa una pura licenza narrativa, ma una realtAi??. PerchAi??Ai??davvero era normale ritrovare la corte napoletana a recitare il Rosario nellaAi??ai???cappella palatinaai??? di palazzo reale. Non poteva non essere cosAi??, perchAi?? inAi??essa aleggiava forte non solo la felice memoria della Beata, ma anche laAi??testimonianza remota del grande santo napoletano e borbonico Alfonso Maria DeAi??Liguori, e della piA? recente e ancora presente realtAi??, dei due santi preti napoletani,Ai??don Gaetano Errico e don Placido Baccher, fedeli sudditi e consiglieri specialiAi??di re Ferdinando.
Certamente tra i tanti maestri che curavano la formazione del piccoloAi??principe, sia gesuiti che scolopi, che non erano per nulla mediocri come certiAi??storiografi hanno voluto tramandare, spiccano anche questi due giganti dellaAi??santitAi?? napoletana.
A Francesco non mancA? dunque quella cultura generale adatta a chi doveva ben Ai??governare, forse un tantino quella militare, ma era eccezionale nel diritto,Ai??tanto che Nisco, uno dei liberali certamente non filo borbonico, ebbe a direAi??nel 1894: ai???nessuno meglio di Francesco II conosceva le leggi ed i regolamentiAi??amministrativiai???.
Allo stesso tempo questa cultura generale era accompagnata da una formazione Ai??spirituale matura e coerente, per nulla bigotta o superstiziosa, come certi Ai??ai???pennaruliai??? liberali hanno trascritto, da fare di lui un cristiano temprato e Ai??deciso.
Proprio la fede in Cristo facevano di lui uno strenuo difensore dei valoriAi??cristiani, quindi attento a non cadere nel tranello dei nemici della Chiesa eAi??della giustizia. Ai??E la sua formazione ne fece uno dei piA? grandi amici del BeatoAi??Pontefice Pio IX, che aveva saputo riconoscere la sensibilitAi?? e la bontAi?? diAi??questo principe cattolico.Ai??Il cristianesimo concreto di Francesco II si basava sulla volontAi?? di stareAi??lontano dal male, dallai??i??ingiustizia, dal peccato. Infatti con il Battesimo luiAi??era consapevole di aver sposato la causa di Dio, di dover vivere innanzituttoAi??nella perfetta comunione con Lui e nella comunione della Chiesa.
Questo stesso insegnamento lo aveva ricevuto dalla testimonianza di suo padre,Ai??Re Ferdinando II, il quale era fedelissimo al Papa e alla Legge di Dio. ProvaAi??ne A? stata la devozione verso il Romano Pontefice, lai??i??affezione verso il popoloAi??e tutto il bene che aveva realizzato a beneficio del Regno.
Con questi principi Francesco iniziA? la sua missione di Re, preoccupandosi di Ai??essere sempre fedele figlio della Chiesa e padre del suo popolo. Per questoAi??appena re si preoccupA? di migliorare le condizioni del popolo, di aiutare aAi??progredire chi era nella povertAi??, di creare altre istituzioni per chi eraAi??ammalato o bisognoso o sviluppare in meglio quelle giAi?? esistenti, di dare piA?Ai??impulso alle ferrovie e alle industrie, di allargare lai??i??impegno dellai??i??istruzione.
Un re, che non badava a preoccuparsi di espandere i suoi domini o il suoAi??potere, e tanto meno ai suoi personali interessi, ma di dare benessere eAi??progresso alla sua gente.
Il cristiano A? chiamato a dare ragione della sua fede vivendo il Vangelo.
Questo ha fatto come re cristiano Francesco II.Ai??Egli sentiva fortemente la sua chiamata alla santitAi??, tanto piA? cheAi??comprendeva il dono che aveva ricevuto e ne sentiva tutto il peso. Egli era ReAi??per VolontAi?? di Dio. Quella croce, che da Dio solo aveva ricevuto, dovevaAi??portarla con amore e dignitAi?? fino in fondo.
Il suo modello di regalitAi?? A? Cristo stesso, come d’altronde A? lai??i??ideale dellaAi??monarchia tradizionale. E come Cristo che A? lo Sposo della sua Chiesa , lui Ai??aveva sposato il suo Regno ed era padre del suo popolo. Dunque la sua regalitAi??Ai??diventa servizio, offerta, sacrificio, impegno di amore, per sempre.
Certamente, perchAi?? questi ideali fossero sempre vivi, egli non mancava diAi??custodire nel suo cuore la vera devozione, attraverso una vita di preghiera eAi??la pratica dei sacramenti.
Nella sua infanzia e fanciullezza, come nella gioventA? e nellai??i??etAi?? matura, haAi??sempre tenuto al primo posto Dio, non mancando mai di osservare il precettoAi??domenicale. Non solo per lui, ma anche per i suoi soldati, dei quali siAi??preoccupava tanto per la formazione militare, quanto per la vita materiale eAi??soprattutto spirituale. Anche nel tempo della guerra e nellai??i??assedio di Gaeta,Ai??il giorno del Signore doveva essere per Dio e per il riposo.
In maniera ancora piA? eroica ha testimoniato questa sua appartenenza a Cristo Ai??nel tempo dellai??i??esilio. Parco nella vita, i suoi interessi sono stati la fede inAi??Dio, la vita di preghiera, non mancando mai alla Messa quotidiana e alla recitaAi??del Rosario, come alla benedizione eucaristica, e la caritAi?? e lai??i??attenzione alAi??prossimo. Da vero cristiano ha badato innanzitutto alla ricerca del bene,Ai??desiderando la pace e la concordia del suo popolo. AccettA? anche la Ai??mortificazione di lasciare la sua amata Napoli, pur di non vederla distruttaAi??dalla voracitAi?? di quella guerra ingiusta e non voluta. Per questa scelta aAi??volte incompresa ha subito calunnie e ingiurie. Ma chi puA? sapere cosa cai??i??A? nelAi??cuore di un uomo? Quali misteriose battaglie si conducono? Ragionare a freddo,Ai??quando ormai tutti i giochi sono fatti, A? semplice. Ma trovarsi da soli dinanziAi??al dilemma della coscienza, e dover decidere in bene o in male, diventaAi??difficile ed eroico. Ha preferito la croce per sAi??, sperando il meglio per la Ai??sua gente.
E proprio con questa visione ha condotto i suoi ultimi anni, umile, nascosto,Ai??povero, e forse proprio il peso di questa croce postagli sulle sue fragiliAi??spalle lo hanno condotto cosAi?? presto alla tomba. Sempre dignitoso e pronto alAi??perdono.
Per lui si addicono le beatitudini, perchAi?? A? stato uomo mite, sereno nellai??i??afflizione, coraggioso nelle prove e nelle persecuzioni, umile e silenzioso,Ai??puro di cuore e misericordioso, uomo di giustizia e di caritAi??, operatore diAi??pace.
Le beatitudini ci richiamano al volto di Cristo, e guardando Francesco II diAi??Borbone noi possiamo contemplarlo in lui questo volto, perchAi?? la sua vita A?Ai??stata una con Cristo.


