Anche questai??i??anno si A? svolta a Gaeta la commemorazione dei caduti, militari e civili, che nel 1861 persero la vita per difendere la loro cittAi??, la loro patria, il loro mondo e i loro ideali. I CDS naturalmente sono stati presenti in modo da poter promuovere questai??i??iniziativa e aiutare nella sua diffusione. Eai??i?? importante partecipare a tale evento, perchA? senza avere una spiegazione di ciA? che successe sulle mura di Gaeta, senza sentire gli spari dei cannoni e dei moschetti, non si puA? capire cosa provarono i nostri avi durante quei duri mesi dai??i??assedio. CiA? che perA? lascia perplessi A? che, anche a Gaeta, la fedelissima, lai??i??ultima cittAi?? del Regno a cadere, molta gente, soprattutto i giovani, non sappiano piA? cosa sia successo.
Non di rado gli anziani, vedendo passare i figuranti dellai??i??esercito borbonico facevano cenni di assenso, loro sanno, loro ancora ricordano; ma i giovani? Alcuni di loro erano convinti che i figuranti con gli abiti in seta di San Leucio fossero maschere (del resto A? da poco passato Carnevale) e che i suonatori dellai??i??esercito borbonico in divisa storica fossero carabinieri. Certo la prima cosa che viene da pensare A? che sia tutta colpa di questo stato che cancella la nostra memoria e ci fa amare fin da bambini falsi miti e falsi eroi. Ma se A? da noi che deve partire il cambiamento allora forse, quando si commemora la presa di Gaeta sarebbe meglio mettere qualche manifesto per le vie della cittAi??, cercare di far uscire sul giornale due righe che spieghino chi sono e cosa rappresentano quei figuranti e cosa fanno con quei moschetti e quei cannoni. Certo le persone presenti erano molte, non cai??i??era spazio per i piedi di tutti sui resti della batteria fatta saltare dai piemontesi, dove persero la vita la metAi?? delle vittime complessive dei sei mesi dai??i??assedio. Ma potevamo essere molti di piA?, poteva esserci tutta Gaeta a commemorare la sua gente oltre ai rappresentanti dei vari movimenti meridionalisti. Del resto, come dicevo prima, se per noi duosiciliani i morti di Gaeta sono compatrioti da onorare, per gli abitanti della cittAi?? essi sono sicuramente parenti, che morirono anche per poter dare alla loro discendenza un passato d’onore. Per questo motivo bisognerebbe fare in modo che questa commemorazione diventi un evento ai???pubblicoai???, molto sentito, conosciuto e vissuto in prima persona dai gaetani e non un luogo in cui i pochi che sanno si ritrovano a sentire insieme la spina nel cuore che fu quella dolorosa resa. Fino a quando saranno solo ai???altriai??? ad andare a commemorare i morti di Gaeta, fino a quando tutti i loro discendenti non saranno venuti anche loro su quelle mura ad assistere al lancio della corona in mare, non avremo raggiunto quello che dovrebbe essere lai??i??obiettivo principale di ogni movimento meridionalista: il risveglio di una coscienza identitaria.
Chiara Foti


