A cura di Fiore Marro
Antonio Rossi Capua 3-2-1843
Eduardo Rossi Nocera 19-1-1846
Figli del tenente dello stato maggiore Paolino Rossi, aiutante di campo del generale Zola, morto eroicamente il 7 settembre del 1848 alla presa di Messina, furono allevati a spese dello stato ed entrano gratuitamente alla Nunziatella.
Antonio entrò nell’istituto di Pizzofalcone nel 1853, Eduardo nel 1856.
Cresciuti nel ricordo del fulgido esempio paterno non ebbero dubbi sulla scelta che li vide coinvolti nei fatti dell’invasione piemontese.
Raggiunsero Gaeta e, promossi alfieri, furono assegnati alle batterie di S. Giacomo e Fico.
Diedero un forte contributo alla resistenza duosiciliana, dando lustro alla figura del soldato borbonico.
Charles Guarnire nel suo ‘Journal du siàge de Gaeta’ ricorda in data 11 febbraio 1861 “On a rencontrè cette soireè, sur una batterie dont jà ai oubliè le nom, un sous-lieutenant de quinze o seize ans, servant seul avec deux hommes quatre canons, chargeant, pointant, et tirant avec rage. Ce brave enfant se nomme Rossi; il a un frère qui, comme lui, sè est distinquè pedant le siàge”
“ho incontrato questa sera, su una batteria di cui non ricordo il nome, un sottotenente di quindici o sedici anni, che serve con solo due uomini quattro cannoni, che caricano, che indicano, e che mirano con perizia.” Questo ottimo giovanotto si chiama Rossi; ha un fratello anche molto bravo, e poichè molto legati risiede con lui”.
Ufficiale borbonico


