Valentino Romano,Nacquero contadini, morirono briganti, Capone Editore
Il libroAi??ai???Nacquero contadini, morirono brigantiai???Ai??A? riuscito a compiere un piccolo miracolo. Da quando ho letto lai??i??ultima composizione diAi??Valentino RomanoAi??(edita da Capone esattamente un anno fa) mi sono appassionato al brigantaggio post unitario, tema su cui non mi ero mai soffermato per via delle difficoltAi?? del problema e dei miei diversi interessi.
Al di lAi?? dellai??i??aspetto personale, ai???Nacquero contadini, morirono brigantiai??? A? un libro che mi sento di consigliare. Lo trovo adatto per chi del brigantaggio conosce giAi?? diversi momenti. Lo trovo adattissimo per chi di brigantaggio non sa proprio nulla perchAi?? permette di avere uno spaccato sulla questione senza avere lai??i??impressione di ascoltare parole vuote sui massimi sistemi filosofici. La scelta di raccontare non una ma piA? storie brevi paga e paga soprattutto perchAi?? si tratta di storie nuove. Si racconta della vita di tutti i giorni al tempo dei briganti ma non come se si stesse leggendo un manuale di educazione domestica per educande dellai??i??epoca. Le storie sono quelle della povera gente, di quelli che vengono segnalati in qualche fascicolo della prefettura pieno di riferimenti a briganti di primai??i??ordine, generali, alti ufficiali e prime donne della politica del tempo. Storie di tutti i giorni, vita veramente vissuta in prima persona e non come comprimari. Nei racconti si passa dalle ingiurie al re ai???galantuomoai???Ai??Vittorio Emanuele IIAi??alla vicenda del lecceseNenna NennaAi??passando per veri e finti pazzi; dai costi della commissione parlamentare sul brigantaggio al ai???voloai??? dei carabinieri per raggiungere le bande brigantesche segnalate a San Vito dei Normanni. Non mancano i riferimenti eccellenti suAi??Carmine CroccoAi??e quelli sul generaleAi??JosAi?? BorjesAi??con le sue annotazioni sul diario ai??i?? taccuino. Lo sfondo A? quello della lotta per la restaurazione del Borbone deposto dallai??i??invasore piemontese, ma anche la lotta di un popolo meridionale che non si arrende di fronte alle nuove condizioni in cui si ritrova per scelte di politica nazionale e per errori commessi e decisioni assunte nelle alte sfere. Uno sfondo di grandezza e miseria dove si vive di atti eroici, di battaglie, di corruzione, di disperazione, di odio e di amore. Una nazione senza stato in continuo movimento. Sullai??i??autenticitAi?? delle storie raccontate non ci possono essere dubbi. Come giAi?? dimostrato inAi??ai???Brigantesse. Donne guerrigliere contro la conquista piemontese (1860 ai??i?? 1870)ai???Ai??(Controcorrente, Napoli, 2007), e inAi??ai???Don JosAi?? Borjes, generale catalano e guerrigliero borbonicoai???Ai??(Adda, Bari, 2003) la ricerca dai??i??archivio A? la base del lavoro su cui Valentino Romano costruisce le sue opere. Una base solidissima come si puA? percepire dallai??i??elenco delle fonti archivistiche: Archivio centrale dello Stato fondo tribunali militari di guerra ai??i?? brigantaggio e fondo ministero dellai??i??Interno, gabinetto, Archivio di Stato di Lecce, fondo Prefettura e Intendenza di Terra dai??i??Otranto; Archivio di Stato di Brindisi e lai??i??Ufficio Storico dello Stato Maggiore dellai??i??Esercito, fondo brigantaggio.
Buona lettura.
Roberto Della Rocca
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