Contadina Cervinarese si trovA? a fare da vivandiera e guardiana alla Banda di Ciccone, Pace e Marino per amore di Michele Lippiello di Roccamonfina brigante, da lui ebbe un figlio. Non potendolo sposare perchAi?? riconosciuto come aggregato alla banda Ciccone e Pace, il fidanzato una notte comunque irruppe nella pagliaia dove abitavano i familiari di Carolina, e la presa portandola con se. CosAi?? Carolina Casale si aggregA? anchai??i??essa alla banda e conobbe la compaesana Giocondina Marino. Da allora la Casale partecipA? alle azioni della banda, vestita da uomo, agli agguati, alle requisizioni, agli scontri a fuoco con le guardie . Il fratello Pasquale, altro aggregato, si era costituito, convinto da alcuni conoscenti di Cervinara, che, per questo suggerimento, furono uccisi dal capo banda Alessandro Pace. Ella, non esitA? a buttarsi nella mischia di Monte Pipirozzi (Roccamonfina) contro la truppa e non rimase estranea allai??i??omicidio di Giuseppe Di Francesco, a Mignano, perchAi?? sospettato di tradimento. In un successivo combattimento il 30 marzo 1868 a Monte Cavallo, fu catturata con gli altri. La Corte di Appello di Napoli la condannerAi?? per associazione a delinquere, estorsione, sequestro di persona, e omicidio premeditato, omettendo come da consuetudine la resistenza politica. Condannata a 15 anni. Quando fu scarcerata riprese il mestiere di carbonaia; il suo Michele Lippiello morAi?? in conflitto a fuoco.


