Ai??Tratto dal testo Usi e costumi di Napoli e contorni, di Francesco de Bourcard.
Le crociate, secondo un valente scrittore patrio, portarono a noi il morbo della lebbra dall’Egitto e dalla Palestina. Coloro i quali ne vennero afflitti invocarono a protettore il lazzaro del VangeloAi??e fu creato un Ospedale col titolo di S. Lazzaro, noncheIi?? l’ordine cavalleresco ed ospedaliero sotto il medesimo titolo conosciuto. Or come quelli che componevano l’infimo ordine de’ nostri popolani, specie di proletari, vestivano una semplice camicia e calzoni di tela grossolana, rendendo cosiIi?? una tal quale simiglianza de’ lebbrosi dell’Ospedale di S. Lazzaro i quali indossavano una veste di tela bianca, con buon fondamento puoIi?? rintracciarsi in cioIi?? l’etimologia della voce lazzaro onde poi nacque lazzarone. Gli storici si accordano nell’opinare essere il nome di lazzaro sorto al tempo de’VicereIi?? spagnuoli e dato per delusione a quelli del basso popolo percheIi?? andavano quasi nudi come Lazzaro. Difatti tra un gran numero di abbiette genti (seguo le espressioni di uno di essi storici ) molti vivevano a modo di belve, mal coperti, senza tetto, dormendo il verno in certe cave e l’ estate al ciel sereno.
Comunque sia, oggi il lazzaro non somiglia piuIi?? a quello de’ primitivi tempi, sensibilmente nel numero diminuito, e mutato nelle forme. ImperoccheIi?? dapprima se ne contavano presso di noi circa quarantamila, gente pigra, oziosa, noncurante di seIi??, dedita al ventre ed al sonno, cenciosa, scalza. Oggi una tale cifra eIi?? divenuta favolosa; i lazzari odierni, partecipi anche eglino al benefico ascendente dell’incivilimento, non piuIi?? si cuoprono con cenci; di scalzi (salvo qualche rarissima eccezione) non piuIi?? si veggono per la capitale, anzi taluno veste in modo abbastanza proprio e decente, di tal che oggi lo straniero inutilmente ricercherebbe il tipo
Anche oggi quando il nostro popolo vede taluno impiagato o malconcio ha per suo detto ai??i?? Me pure un Santo Lazzaro.
Primieramente accioccheI? fossero distinti ed oguno quimdi potesse cansarli, ed in secondo luogo accioccheI? la camicia potesse facilmente lavarsi .
Ai??Il commercio indicibilmente facilitato e promosso, grazie alle stupende invenzioni delle ferrovie e de’ bastimenti a vapore ha renduto indispensabile il soccorso di braccia, epperoIi?? il lazzaro, anzicheIi?? starsene meschinamente a poltrire, trova sempre in che spendere con profitto la giornata, ed in conseguenza a provvedere, meglio che per lo innanzi, ai suoi bisogni. Oltre a cioIi?? il destro che di continuo gli si offre di avvicinare persone illustri per nascita e per dignitaIi??. ingentilendo i suoi costumi, migliorando ed ampliando le sue idee, ha giovato non poco a solleticarne la piccola ambizione ( cheIi?? anche egli come tutti ne ha un tantino a questo mondo) a persuaderlo come sconcia e sconvenevol cosa sia la sudicezza e la improprietaIi?? ancora all’infimo e piuIi?? vile degli uomini, anzi la nettezza non sapere iscompagnarsi da qualunque, avvegnacheIi?? abbiettissimo uffizio; ed infine come ogni gentile e bennata persona tanto piuIi?? volentieri si senta inclinata ad avvalersi dell’opera altrui per quanto piuIi?? mondo e castigato sopra seIi?? stesso lo veggia.
Quanto all’indole talun autore ha voluto dare una tinta di ferocia al nostro lazzaro; qualche bell’umore straniero, tramutandolo in una specie di brigante, sul fare di Titta Grieco o Peppe Mastrillo, io ha descritto armato di stile e di coltello, accattabrighe, insolente, corrivo alle risse ed all’offendere.
Senza dividere alcuna di queste opinioni, o piuttosto sogni, diremo come il nostro lazzaro nulla ha di feroce; in quella vece eIi?? gaio e di rado si spinge ad eccessi se non provocato, nel quale caso soltanto eIi?? a temersene molto, imperoccheIi?? la parte fisica eIi?? in lui possentemente sviluppata.
NeIi?? manca, per la intellettuale, di quell’acume e prontezza di spirito per avventura siIi?? propri del nostro popolo; singolar privilegio dalla natura largitogli. In effetti a chi non eIi?? noto quanto sia esso concettoso ed epigrammatico? Che se tal fiata eccede gli eIi?? ad attri- buire a quella sua soverchia franchezza abituale, da veruna buona disciplina ovvero edu- cazione raddolcita e moderata.
L’idea del lazzarone si accorda naturalmente a quella del facchino, imperoccheIi?? ne sia una delle tante diramazioni, come diramazioni del lazzarone sono anche il vastaso ed il mascalzone.
Potremo in conseguenza distinguere cosiIi?? queste specie:
Lazzarone – nome generico dell’infimo ordine del nostro popolo.
Mascalzone – peggiorativo di lazzarone; nome che gli si da per ischerno o vituperio, eAi??tolto per avventura da quello onde nell’etaIi?? del feudalismo addimandavansi i pedoni o soldati di masnada male in arnese.
Facchino – lazzarone che ha deposto in gran parte la rozzezza originaria, utilissimo anzi necessario alla societaIi?? , industrioso, intelligente, onesto, sempre occupato attivo solerte, e d’ordinario, come vedremo, assai onorato e stimato.
Vastaso – suona quasi facchino ma eIi?? voce piuIi?? volgare, nascente dal greco che significa portare, e che ha fornito bastah agli Illiri, vastaso ai Napolitani e bastagio ai Toscani.
Vengono infine i lazzaroni talune volte chiamati anche banchieri e cioIi?? dalla vecchia costumanza di riposare sotto le panche ovvero banchi.
Riepiloghiamo. II lazzarone eIi?? di un’indole soverchiamente franca ed aperta, cioIi?? che in lui deriva da mancanza di coltura e da quella rustichezza primitiva non moderata in lui da circospe- zione e prudenza e da que’ modi gentili, i quali formano l’appannaggio dell’alta societaIi??.Ai??Provocato, eIi?? terribile nell’ira,capace di tutto intraprendere, pronto e risoluto nella presa deter- minazione, ma trattato con garbo eIi?? umile, sottomesso, rispettoso e sempre leale.
II suo umore eIi?? sempre allegro e gioviale, il suo cuore, a dispetto d’un’apparenza di spavalderia, eIi?? ben formato e la sua anima (come ne han dato prova in varie congiunture) abborrente da tutto cioIi?? che non sia giusto ed onesto.Ai??EIi?? dotato per natura di molto acume e di molta penetrazione, di una mente pronta e svegliataci che con grande faciltaIi?? intraprende qualsivoglia arte o mestiere e, quando pur lo voglia, non eIi?? a dubitare della sua riuscita.Ai??


