Problemi “politici” intorno alla canonizzazione di Maria Cristina di Savoia.

maria cristina di savoia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria Cristina in preghiera a Assisi.

 

di Lorenzo Terzi

Napoli 2 aprile 2016

Maggio 1863. Il prefetto di Napoli Rodolfo d’Afflitto scrive al questore Nicola Amore una nota con oggetto: “Canonizzazione della Regina Maria Cristina”:

“Si A? sparsa la voce, ed a quanto pare non senza fondamento, che a Roma si tratti di canonizzare la defunta Maria Cristina di Savoja, Regina di Napoli madre di Francesco II.
In conseguenza di ciA? il Ministero dello Interno comprendendo che nelle presenti circostanze un atto di questa specie avrebbe un significato veramente politico, e che il clero ed i borbonici non tralascerebbero di trarne argomento per infondere nelle menti rozze e superstiziose un prestigio religioso in favore del Principe spodestato, ha stimato opportuno che fosse predisposta una conveniente sorveglianza sui mezzi che si porranno in opera in simile occasione dal partito borbonico-clericale, onde agitare il paese e suscitarvi passioni cieche e funeste alla pubblica tranquillitAi??, e perchAi?? ove se ne presenti il mezzo non si ommetta [sic] di illuminare sullo scopo disleale cui tendono codeste arti della Corte Romana.
Mentre mi pregio di comunicare tali determinazioni alla S.V. per sua norma non tornerAi?? inutile che siano tenuti dai??i??occhio tutti coloro che piA? si faranno a distinguere per il loro attivo concorso a questo modo di macchinazione”.

(Parentesi: D’Afflitto aveva cominciato la sua carriera di amministratore nel 1834 come relatore presso la Consulta di Stato. Nel giugno del 1844 fu nominato sottointendente a CefalA?. Due anni piA? tardi venne trasferito con la stessa carica a Bovino. Nel corso del 1848 fu segretario generale d’Intendenza prima a Potenza, poi ad Avellino e infine, nel giugno, a Napoli. Nominato quindi direttore dei rami finanziari riuniti nel febbraio 1852 a Foggia, rifiutA? l’incarico e fu tenuto perciA? in quella cittAi?? a domicilio coatto. Da quel momento in avanti si diede a cospirare apertamente contro la Dinastia.
Queste notizie sono tratte dalla voce dedicata al d’Afflitto nel DBI da Silvio de Majo:Ai??http://www.treccani.it/ai??i??/rodolfo-d-afflitto_(Dizionario_Biai??i??/).

Riprendiamo il discorso.
In margine alla predetta nota del 1863, si trova scritto (sono quasi certo che la mano sia quella di Nicola Amore, ma non mi sento di affermarlo al cento per cento): “…se ne faccia una circolare a tutti gl’Ispettori abbreviando alquanto gli epiteti di cui A? piena questa nota”.
La “Circolare” dell’11 maggio 1863 recita infatti:

“Si A? sparsa la voce, ed a quanto pare non senza fondamento, che a Roma si tratti di canonizzare la defunta Maria Cristina di Savoja madre di Francesco II.
Se questo religioso avvenimento, predisposto a solo scopo di reazione, si verificasse, non occorre ricordare alla S.V. come i borbonici saprebbero trarne partito per agitare e commuovere queste province destandovi le sognate speranze di una piA? sognata restaurazione.
Laonde le autoritAi?? di P.S., mentre vigileranno sui mezzi che in somigliante occasione dai borbonici clericali potrebbero essere messi in opera, non tralasceranno nello stesso tempo dai??i??illuminare le menti rozze e superstiziose sul vero scopo cui mirano cosiffatti artifizii della Corte Pontificia. Ed ove si avesse a trattare con ingenui credenti, la cui superstizione fosse invincibile, non sarebbe fuori proposito che con loro si ragionasse in modo da far rifluire sulla gloriosa casa di Savoja, a cui per sangue apparteneva la defunta Cristina, tutto quel prestigio che dalla di lei santitAi?? vorrebbero derivare i borbonici a favore del principe spodestato”.

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