Macroregione: autonomo modello di sviluppo socio-economico per il Sud

SvimezMi scuso, ma ogni tanto ritorno su temi piA? volte da me proposti in passato, per evidenziare quella che A? una mia forte convinzione: la necessitAi?? di un Movimento unitario che difenda strenuamente gli interessi del Sud di fronte alla perdurante crisi economica e al persistente dualismo Nord/Sud e cheAi??si faccia promotore di un programma politico tendente al riconoscimento dell’Autonomia per i territori dell’antico Regno delle Due Sicilie.

 

Partiamo da unai??i??analisi economica, in particolare dal Pil pro capite che per le Regioni del Sud si attesta, su base Italia = 100, dallai??i??84,7 dellai??i??Abruzzo al 63,1 della Calabria. Le Regioni del Sud piA? popolose, Campania, Sicilia e Puglia, si posizionano rispettivamente al 63,2, 63,7 e 66,5. Al Nord, invece, la Lombardia si attesta al 129,1, lai??i??Emilia-Romagna al 123,7, il Veneto al 115,0.

 

Per quanto concerne il tasso di disoccupazione, le Regioni del Sud si posizionano (Italia = 10,7%) dal 10,8% dellai??i??Abruzzo al 19,3% di Campania e Calabria. La Sicilia si attesta al 18,6%, la Puglia al 15,7%. Al Nord, invece, il Veneto si posiziona al 6,6%, lai??i??Emilia-Romagna al 7,1%, la Lombardia al 7,5%.

 

Gli indicatori socio-economici confermano, quindi, il dualismoAi??fra il Nord da una parte e il Sud dallai??i??altra.

 

La strategia per uscire definitivamente da questa situazione A?, a mio parere e piA? volte ribadito in passato, nellai??i??ambito dei dettami Costituzionali, quella di richiedere allo Stato italiano, in considerazione del dualismo dellai??i??economia italiana, lai??i??AUTONOMIA che consenta alle 7 Regioni meridionali (Lazio abruzzese e campano incluso), fuse, cosAi?? come consentito dallai??i??art. 132, in una MACROREGIONE, di poter decidere del loro futuro secondo i propri specifici interessi e la propria vocazione economica.

 

Unai??i??AUTONOMIA che permetterebbe di porre in essere politiche economiche incentrate, per esempio, sullai??i??attrazione degli investimenti dall’estero. Andrebbero, per esempio, implementate proprie imposte (IVA, tasse sul reddito delle imprese e delle persone fisiche) ovvero aliquote specifiche che possano, da una parte, rispecchiare la realtAi?? locale piA? povera, e dallai??i??altra che permettano, per lai??i??appunto, di attrarre investimenti dallai??i??estero.

 

Come noto, il terzo comma dellai??i??art. 116 della Costituzione prevede che ai???ulteriori forme e condizioni particolari di autonomiaai???, analoghe a quelle delle Regioni a Statuto speciale, possono essere attribuite ad altre Regioni italiane.

 

Auspico, quindi, la creazione di unaAi??MACROREGIONE A STATUTO SPECIALE che, attraverso una specifica politica economica basata sulla detassazione dei nuovi investimenti, chiamata “fiscalitAi?? di vantaggio”, attiri capitali dall’estero per lo sviluppo delle proprie risorse e per offrire nuove opportunitAi?? di lavoro.

 

La mia speranza, quindi, A? riposta in un Movimento identitario, unitario che racchiuda tutte le varie anime meridionaliste,Ai??e che dovrebbe farsi promotore di un’iniziativa che chieda allo Stato italiano di attribuire, in considerazione della gravissima situazione socio-economica, anche alle Regioni meridionali, fuse in una Macroregione a Statuto speciale, forme e condizioni particolari di autonomia simili a quelle ora consentite alle atre Regioni italiane a Statuto speciale.

Luca Longo

 

 

10 pensieri su “Macroregione: autonomo modello di sviluppo socio-economico per il Sud

  1. Sono convinto che sia indispensabile creare qui a Bruxelles un ufficio capace di rappresentare e difendere gli interessi del movimento. La missione sarebbe di fare conoscere la nostra storia, la nostra cultura ma anche essere una finestra per le nostre imprese. Il numero importante di immigrati meridionali e la prossimità della Comunità europea sono degli vantagi da sfruttare

  2. Nulla contro il Sud, ma l’Abruzzo andrebbe con le Marche. Troppo distante ormai dal sud a livello economico. Non scordiamoci poi la componente sabina dell’Abruzzo storico con il capoluogo L’Aquila, Amatrice, Tagliacozzo, eccetera che fa della regione una sorta di cerniera ibrida tra centro e sud. Vi invito a sentire cosa dice il sindaco di Chieti Umberto di Primio in questo video: http://www.youtube.com/watch?v=HAWy9n517Fg al minuto 2:19. Chieti e Abruzzo geograficamente collocati al centro dell’Italia sono ormai collegati a Roma con due autostrade. La Regione è ormai proiettata da tempo ed entusiasta all’Unità d’Italia, come tutto il Meridione. Basta giocare a fare gli indipendentisti. Il sud non è mai stato indipendente. Era soggiogato dagli stranieri. W l’Italia!

  3. no non sono d’accordo. DOBBIAMO AUSPIRARE ALL’INDIPENDENZA DI DUE STATI STORICI QUALI LA NAPOLITANIA COME Federazione napolitana E Repubblica siciliana UNITE DA Unione Due Sicilie (UNA SORTA DI UE, MA SOLO CON DUE STATI, CON LA STESSA VALUTA). MANTENENDO SICILIA E NAPOLITANIA INDIPENDENTI SI ANDREBBERO A CREARE DUE FORZE ECONOMICHE MAI VISTE DOPO IL 1861 IN QUESTI TERRITORI. MOLTE MULTINAZIONALI SE VORRANNO VENDERE I PRODOTTI SUI RISPETTIVI TERRITORI DOVRANNO PIAZZARE PER OGNI STATO IL LORO QUARTIER GENERALE GENERANDO COSI PER FORZA POSTI DI LAVORO. OGGI I QUARTIER GENERALI DI MOLTE MULTINAZIONALI SONO MAGGIORMENTE A MILANO O A ROMA, DECENTRANDO COSI LA FORZA LAVORO FUORI DAI NOSTRI TERRITORI. L’IVA NON DOVRÀ ESSERE SUPERIORE AGLI 8%, I SALARI DOVRANNO ESSERE CINQUE VOLTE TANTO QUELLI DI OGGI IN MODO DA POTER FINANZIARE CASSE MUTUE PRIVATE, LE QUALI A LORO VOLTA CREERANNO POSTI DI LAVORO PER L’AMMINISTRAZIONE DELLE FATTURE MEDICHE, CHE SARANNO FINANZIATE PRIVATAMENTE CON UNA SPESA INTORNO AI 300 EURO MENSILI A TESTA, DOVRANNO ESSERE ISTITUIRE BANCHE, LE QUALI DOVRANNO COMMERCIALIZZARE METALLI PREZIOSI CON TUTTO IL MONDO, COSI FACENDO SI VERRÀ A CREARE UNA FORTISSIMA ECONO MIA, I DUE STATI DI Unione Due Siclie DOVRANNO ESSERE NEUTRALI E NON IMMISCHIARSI IN CONFLITTI O DIATRIBE TRA ALTRI STATI, CI SARÀ BISOGNO DI UNA RADICALE BONIFICA DI TERRITORI INQUINATI, IN PIÙ SI DOVRANNO FARE LEGGI SEVERISSIME SU CHI INQUINA IL TERRITORIO, MAGARI INTRODURRE NEL CODICE PENALE L’ERGASTOLO COME DETERRENTE PER CHI È INTENTO AD INQUINARE. TUTTE LE ESTRAZIONI PETROLIFERE SARANNO BLOCCATE A FAVORE DELLE ENERGIE RINNOVABILI, IL PETROLIO VERRÀ UTILIZZATO SOLO PER I MEZZI DI TRASPORTO CHE NON NE POTRANNO FARE A MENO, COME AUTO D’EPOCA, AEREI, NAVI, TIR E QUANT’ALTRO…. …. I NOSTRI STATI DOVRANNO ESSERE I PIÙ FELICI DEL MONDO TIPO SINGAPORE. BISOGNA LIBERARSI DALL’INFERNO NEL QUALE I BUROCRATI ITALIOTI HANNO MESSO IL TERRITORIO..

  4. Franco Mancuso 19/ 7/ 2014
    23:30

    Non conosco questo signore con gli occhiali, ma sono pienamente d’accordo con lui quando afferma: <>. Dopo un anno di studi e di approfondimenti sulla questione meridionale ho potuto constatare che esistono oltre venti ( dico venti ) movimenti per il sud. Cio’ è anacronistico. Se vogliamo fare dei passi avanti e consistenti è necessario mettere da parte i personalismi e purtroppo le offese gratuite da parte di alcuni anche su facebook. E poi mettere da parte, anche, le ns. convinzioni politiche di sempre. La ns., a mio avviso, deve essere una politica meridionale “personalizzata” e lontana da movimenti grillini, pdessini, berlusconini, centrini ecc.
    Vediamo cosa ci unisce e non quello che ci divide. Io la penso cosi’. Saluti a tutti.
    Non so chi mi leggerà in quanto la mia poca esperienza in materia non mi fa leggere dietro le sigle.

    Franco Mancuso
    Omelea è l’antico nome del mio paese: Marcellinara.
    per rispondere alle mie mail :
    omelea2002@yahoo.it
    ID Skype: franco.mancuso4

  5. Noi meridionali abbiamo un grande cuore e coraggio ma siamo economicamente poveri per combattere un forte sistema politico finanziario nazionale ed europeo. Ma non disperiamoci con coraggio ed insistenza qualcosa faremo se tutti siamo uniti.

  6. Mario Capuano – in una nazione normale, gentile luca, questa sarebbe la soluzione migliore!, in italia no, siamo troppo diversi, e poi tu dimentichi che abbiamo a che fare con dei “grandi malfattori!”, quindi, meglio…soli!.

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