Normanna, longobarda, salernitana, donna, principessa e duchessa, ecco una donna che per amore ha segnato la storia del nostro sud, una vera forza della natura, un nome che purtroppo A? stato dimenticato dai piA? SICHELGAITA, principessa di Salerno, sposa di Roberto il Guiscardo e soprattutto DONNA e MADRE.
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La principessa Sichelgaita visse in un periodo di eccezionale rilevanza storica , che vide il processo di rinnovamento della Chiesa di Roma , nel segno della riforma gregoriana , la lotta delle investiture , l”espansione dei nuovi barbari nella Longobardia minore , il declino dell”antico principato di Salerno , il trionfo dello Stato normanno .
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I protagonisti furono : Gregorio VII , Enrico IV , Desiderio di Montecassino , Alfano I di Salerno , Roberto il Guiscardo e Sichelgaita , figura che Amato di Montecassino descrive ” nobile , bella e saggia ” e Romualdo , arcivescovo e storico salernitano ” onesta , pudica , virile nell”animo e provvida di saggi consigli ” .
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Sichelgaita nacque a Salerno nel 1036 dal principe Guaimario IV , della dinastia dei longobardi spoletini , e da Gemma , figlia del conte Landolfo di Teano . Guaimario volle dare alla sua terza figlia il nome di sua nonna , donna di altissimo lignaggio longobardo . Gaita trascorse l”infanzia e la fanciullezza nel monastero di S. Giorgio , contiguo al Palatium ; da un documento del 1037 risulta che in quel prestigioso monastero vi era una infermiera nel cui laboratorio si preparavano i medicamenti . Gaita conobbe perciA? l”arte medica sin da fanciulla (fu discepola di Trotula De Ruggero , la celebre medichessa) e subAi?? una grande attrazione per lo studio , la bellezza dei classici latini e greci e la sapienza delle Sacre scritture .
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Fu circondata dall”affetto del padre , che era l”uomo piA? potente dell”Italia meridionale , principe di una Salerno detta , universalmente , “opulenta” ; purtroppo il suo potere gli procurA? ostilitAi?? ed isolamento politico ed il 3 giugno 1052 fu barbaramente trucidato da congiurati di palazzo , che avevano cospirato con i ribelli amalfitani .
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Ad ereditare l”ingegno paterno fu Sichelgaita ma , per la sua condizione di donna , dovette dare spazio al fratello Gisulfo II , di lei piA? giovane ; ebbe perA? il suo ruolo di guida e di governo del Palatium , talchAi?? divenne subito famosa per le sue opere sociali e culturali .
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Gli storici raffigurano Sichelgaita come un personaggio imponente e forte , piA? affascinante che bello : longilinea e slanciata , dall”incedere regale , sguardo penetrante e un”indole autoritaria non priva di personalitAi?? e misticismo . La fama delle sue virtA? giunse sino al potente Roberto il Guiscardo e ne fu affascinato . questi colse l”occasione per chiedere la mano della principessa longobarda allorquando Gisulfo II gli inviA? suo fratello Guido , per chiedergli aiuto contro le continue invasioni del principato ad opera di Guglielmo il normanno .
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Roberto cosAi?? si rivolse a Guido :” annuncia al principe Gisulfo che chiedo in sposa Sichelgaita , principessa di Salerno , sorella sua e tua . E” giunto a me ed alla mia gente la fama di donna avvenente , saggia , pudica e religiosa . sarAi?? grande onore e gioia per il popolo normanno vederla sposa e signora del suo duce “. Aggiunse che avrebbe divorziato da Alberada , da cui aveva avuto Boemondo . Per motivi politici Gisulfo II tentA? di ostacolare le nozze ed addusse che l”erario del principato non era , allora , in condizione di sostenere le spese totali .
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Il Guiscardo , per tutta risposta , venne a Salerno , affrontA? Gisulfo , gli confidA? che prendere in sposa Sichelgaita significava il suo massimo ideale e gli gridA? che avrebbe provveduto lui stesso ad assegnarle in dote le piA? ricche terre ed i piA? splendidi castelli di Calabria .
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La fiaba diventava storia . Gaita compiva allora 22 anni , conservava il titolo di principessa longobarda , acquisiva quello di duchessa normanna , diventava sposa di Roberto il Guiscardo , il biondo gigante dagli occhi azzurri , il piA? grande guerriero ed il piA? abile ed astuto statista del suo tempo , ma ” rude analfabeta ” . Pur rimanendo nel suo ruolo , ella apporterAi?? un concreto e fattivo contributo al successo di tutte le tappe politiche di Roberto , grazie alla sua cultura , alla sua rara saggezza , al suo sincero affetto coniugale . I loro rapporti furono di una certa conflittualitAi?? : da una parte lei con la sua tenace longobardicitAi?? , a cui non abdicA? mai , dall”altra lui , rozzo , con l”asprezza e l”inflessibilitAi?? dei vichinghi , sterminatori e privi di pietAi?? . Fu un freddo duello tra razze e civiltAi?? diverse , una a suo sorgere , l”altra al suo tramonto ; riuscAi?? sempre a prevalere il garbo , il fascino personale , l”eleganza e la nobiltAi?? di Gaita .
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Nell”aprile 1059 , con papa NicolA? II , ebbe luogo in Laterano , uno dei piA? rivoluzionari concili della storia , in cui furono sancite le norme che travolgeranno il tradizionale assetto della Chiesa . I riformisti erano attenti alle possibili reazioni della corte tedesca e non potevano non pensare di coinvolgere i normanni , quali possibili difensori della strategia indipendentista della Chiesa . Questa valutazione politica non sfuggAi?? a Sichelgaita , la quale pensava ai vantaggi che poteva portare al marito l”avvio di un processo di pacificazione e di revisione degli antichi rapporti di conflittualitAi?? con il papato .
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CominciA? allora un”abile opera per persuadere Roberto e favorire opportune intese ed alleanze : per quanto fiero , autoritario ed arrogante , il normanno accettA? l”ingerenza di Gaita nelle sue determinazioni e manifestA? al nuovo papa NicolA? II , il quale , forte dell”incoraggiamento degli ideologi riformisti , approfittA? per indire subito un nuovo concilio a Melfi .
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Sichelgaita volle provvedere all”intera organizzazione , riservando al pontefice un”accoglienza maestosa . Roberto e Gaita si inginocchiarono dinanzi a lui con sentita umiltAi?? e lui li abbracciA? e benedisse : era questa una importante tappa della scalata dei normanni alla completa conquista del Mezzogiorno . Furono confermate le norme appena sancite dal concilio lateranense , e , nella giornata conclusiva , il papa consacrA? ufficialmente Roberto , duca di Puglia e Calabria , con la possibilitAi?? della conquista della Sicilia . In cambio il Guiscardo si impegnA? a difendere la Chiesa contro l”impero bizantino e germanico ed a garantire l”elezione del Papa secondo le norme del concilio . Sichelgaita era felice di aver contribuito alla grande riconciliazione .
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Alla fine del 1059 , nacque Ruggero , il primogenito ; verranno altri sette figli , due maschi e cinque femmine . Gaita seppe coniugare brillantemente il ruolo di donna politica con quello di madre .
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Purtroppo , i rapporti tra il papa Gregorio VII e il Guiscardo si incrinarono perchAi?? quest”ultimo aveva rifiutato di combattere i normanni che devastavano i territori della Chiesa negli Abruzzi . Il Guiscardo mirava alla conquista di Salerno e ragioni politiche imponevano tale atteggiamento . Fu perciA? raggiunto , nel 1074 , dalla scomunica , con grande dolore di Gaita che ne rimase profondamente sconvolta . L”esercito normanno mosse alla volta di Salerno nel maggio 1076 . Sichelgaita , per evitare spargimento di sangue , escogitA? ogni possibile tentativo e riuscAi?? persino a convincere suo cugino , l”abate Desiderio di Montecassino a intercedere presso Gisulfo II per una risoluzione diplomatica della vicenda , ma inutilmente .
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Alfano , vescovo di Salerno , dinanzi a tanta follia del suo principe , si rifugiA? presso Roberto nella speranza che il suo gesto avrebbe fatto precipitare gli eventi . Gaita era tormentata dalla sorte del fratello Gisulfo e si adoperA? presso il marito affinchAi?? avesse il massimo rispetto del suo dramma e della sua dignitAi?? ; Roberto , seppure con riluttanza , ne raccolse l”appello . DonA? a Gisulfo II mille bisanti d”oro e gli concesse di rifugiarsi da papa Gregorio VII , che lo nominA? governatore delle terre della Chiesa .
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Il 13 dicembre 1076 i normanni entrarono in Salerno e l”occuparono : alla notizia dell”arrivo di Gaita accorsero i vecchi longobardi , gli amalfitani del vico di Santa Trofimena , gli ebrei del quartiere di Santa Maria de Dommo , gli schiavi saraceni , i profughi bizantini , tutti plaudenti a lei , loro speranza . Era lei la vera grande trionfatrice e , nel vedere sgretolarsi la Longobardia Minore , giurava a se stessa di farla rivivere in suo figlio Ruggero .
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Gaita tornA? nella sua vecchia reggia e da consigliera abilissima , spinse il Guiscardo ad essere prodigo ed a ristrutturare chiese e conventi . Nel 1080 si dava anche inizio alla costruzione del Duomo ; tanta dimostrazione di profonda devozione da parte di Roberto , indusse il Papa a liberarlo dalla scomunica .
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Sichelgaita riprese anche a frequentare la scuola medica , in cui , dominava la figura di un gigante della medicina , Costantino l”Africano , profugo dalla nativa Cartagine , uno dei massimi veicoli della scienza araba nell”occidente . Roberto volle donare a Gaita una nuova reggia , Castel Terracena , che , per merito suo , divenne un centro politico e sociale , culla del mecenatismo dei sovrani , all”attenzione dell”Europa
: Salerno assurse cosAi?? a mediatrice tra l”oriente e l”occidente .
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Purtroppo un pesante pensiero tormentava da sempre Gaita : era interiormente angosciata per la sorte della figlia Olimpiade , che era stata inviata alla corte di Costantinopoli quale promessa sposa . L”evolversi degli eventi , nel 1078 , comportA? , perA? , la deposizione dell”imperatore Michele Dukas per cui Olimpiade , poi divenuta Elena , fu relegata in un convento .
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Tale situazione portA? Sichelgaita ad appoggiare il progetto di Roberto di volgere contro Bisanzio ; fu una spedizione che assunse il carattere di una ” precrociata ” . Venne allestita una flotta imponente sulla quale si imbarcA? anche Sichelgaita . Dopo CorfA? , l”esercito normanno volse alla conquista di Durazzo . Lo scontro fu di inaudita violenza , un”ala delle colonne normanne , guidata da Roberto e Boemondo , ebbe la meglio sulle truppe greche e veneziane , alleate , mentre un”altra ala stava per ripiegare . Sichelgaita sentAi?? cadere su di lei la responsabilitAi?? del momento : saltA? a cavallo ed alla testa dei suoi uomini si lanciA? impavida nella mischia .
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Una freccia la colpAi?? alla spalla sinistra e rischiA? di essere fatta prigioniera , ma il suo coraggio risvegliA? talmente l”ardire dei normanni che li portA? alla vittoria . Durazzo , il 18 ottobre 1081 , era conquistata : Roberto corse incontro a Sichelgaita e l”abbracciA? tra l”esultare e le acclamazioni dei soldati . L”atto di coraggio fu cosAi?? commentato da Guglielmo Appulo :” Dio la salvA? perchAi?? non volle che fosse oggetto di scherno una signora sAi?? nobile e venerabile “.
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Purtroppo Roberto non potAi?? continuare la spedizione verso l”Illiria perchAi?? , su invocazione di Gregorio VII , dovette muovere verso Roma , contro Enrico IV . Giunto a Roma , nel maggio 1084 , con un esercito di seimila cavalieri e trentamila fanti , compAi?? massacri di inaudita ferocia , talchAi?? Gregorio dovette partire in esilio al seguito del Guiscardo , perchAi?? il popolo lo riteneva colpevole elle sue disgrazie . Fecero tappa a Montecassino : il Papa , benedettino , sperA? di ritrovare lAi?? la sua pace , ma l”ambizione di Roberto lo voleva nella capitale normanna , a Salerno , per cui dovette subire , quasi prigioniero , la volontAi?? di chi era il vittorioso protagonista di una immane tragedia .
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Sichelgaita fu felice di poter ricevere il Papa con accoglienze trionfali e subito organizzA? la consacrazione solenne della splendida cattedrale che , con Roberto , aveva fatto costruire in onore di S. Matteo . Era infatti necessario ripartire con urgenza per l”Oriente , ove l”esercito del Guiscardo era allo sbando .
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Ai primi di ottobre del 1084 salparono da Brindisi , con una flotta di 120 galee , Roberto , Boemondo e Ruggero ; li accompagnava Sichelgaita per stare accanto al suo sposo , ormai settantenne , e per nostalgia della figlia Elena .
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L”anno 1085 fu un anno funesto . La gloria , per Salerno , di ospitare , tra le sue mura , quel gigante di pontefice non durA? a lungo : il 25 maggio del 1085 , nel cenobio di S. Benedetto , esalA? il suo spirito . La sua morte lasciA? attonito il mondo intero ; intorno a se , negli ultimi anni del suo supremo pontificato , si era svolta la vita di tutte le nazioni ed aveva tenuto testa a tutti e contro tutti , per tutelare i sacrosanti diritti della Chiesa . Sichelgaita , lontana da Salerno , non pose mai freno alle lacrime e lo pianse come un padre . Le reliquie del patrono S. Matteo e quelle di S. Gregorio sono state sempre il maggior orgoglio della basilica salernitana , che per averlo ospitato nel suo esilio ebbe l”onore di diventare ” Chiesa Primaziale ” .
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Dopo meno di due mesi , moriva in Cefalonia , colpito da malattia epidemica , il Guiscardo : cedeva alla natura il 17 luglio 1085 , nel settantesimo anno di vita ; Sichelgaita , Boemondo e Ruggero , immersi nel piA? straziante dolore , sciolsero le vele verso la Puglia , con le sue spoglie mortali , che furono sepolte nella chiesa della Badia della SS. TrinitAi?? di Venosa . L”autorevole cronista Guglielmo Appulo descrive con vivo realismo la commozione di Sichelgaita :” oh dolore ! che arA? io sventurata ? dove potrA? andarmene infelice ? Quando apprenderanno la notizia della tua morte i Greci non assaliranno forse me , tuo figlio e il tuo popolo , di cui tu solo eri la gloria , la speranza e la forza ? ” .
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Henric von Kleist , nella tragedia ” la morte del Guiscardo ” di cui fu pubblicato un solo atto , rappresenta Sichelgaita mentre cerca di ristorare il marito bruciato dalla febbre e la figlia Elena , presente purtroppo solo nella rappresentazione tragica , che stringe sul petto la madre . Dante Alighieri non dubitA? di collocare il Guiscardo in paradiso , tra le anime di coloro che avevano ben amministrato la giustizia .
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Il nove ottobre ancora di quell”anno , la morte colpAi?? un altro personaggio non meno interessante per la storia di Salerno , l”arcivescovo Alfano I , medico e letterato . Fu sepolto accanto alla tomba di Gregorio VII , suo amico , affinchAi?? la morte non valesse a separarli . Fu un ulteriore dolore per Gaita , perdeva l”ultima sua guida , un amico di sempre , a lei congiunto in parentela , un longobardo cui aveva sempre confidato i suoi piA? intimi pensieri .
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Ormai sola , si ritirA? in Castel Terracena e continuA? a prodigarsi in favore del figlio Ruggero Borsa . Con illuminata intuizione attuA? un antico ” istituto longobardo ” : decise di associarlo nel governo del ducato , fin quando non fosse sopita ogni polemica sulla successione . La soluzione fu ben accolta a corte , dal patriziato , dal clero e dal popolo , i quali erano certi che l”esperienza e la saggezza della madre si sarebbero integrate con la giovanile intraprendenza del figlio .
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A Boemondo furono assegnate le sue conquiste in Grecia e varie cittAi?? pugliesi , quali Bari , Otranto e Taranto .
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Anche questa volta fu Gaita a trionfare , fu il suo carisma che si impose . La scelta del ” bicefalismo ducale ” , come fu definito dagli storici , fu il modo piA? intelligente per scongiurare le lotte intestine ed assicurare il rilancio di un forte governo del ducato . Sichelgaita , pur senza Roberto , riuscAi?? , in forza delle sue possenti note caratteriali , a portare Salerno al culmine della sua potenza . Essa non fu piA? solo ” opulenta ” e potenza militare ; dalla tomba dell”evangelista S. Matteo e da quella di Papa Gregorio VII si levava il potente richiamo ai valori del cristianesimo militante .
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Negli ultimi anni , Gaita si dedicA? ad una vita di preghiera ; frequentava con molta assiduitAi?? la Badia di Cava , alla quale aveva fatto donare , sin dai tempi del Guiscardo , molti conventi e fu assidua benefattrice di Montecassino , cui la legava il vincolo di parentela con l”abate Desiderio , poi Papa Vittore III . SentAi?? molto vivo anche il culto di S. Nicola di Bari . Fu questo un periodo finalmente tranquillo , in pieno ardore religioso , in cui potAi?? sostenere l”opera di moralizzazione della Chiesa . In un momento di sconforto spirituale , rivelA? a Gaitelprima , sua sorella , la sua ultima volontAi?? : chiedeva d”essere sepolta a Montecassino .
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Sichelgaita morAi?? il 27 marzo del 1090 : i longobardi si sentirono privati di una madre , i normanni ebbero chiara coscienza che si dileguava l”ultima testimonianza del loro potere , gli umili la piansero affettuosamente . Mentre il Guiscardo si era fatto seppellire nella SS. TrinitAi?? di Venosa , nel sacrario dei duchi normanni , dove , piA? tari Boemondo fece tumulare anche sua madre Alberada , Sichelgaita scelse , come sua ultima dimora , Montecassino .
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Fu l”ultimo gran gesto di una figura maestosa della storia a noi piA? vicina ; volle farsi in disparte dando un forte segno d”umiltAi?? , di quell”umiltAi?? che connota i forti e che la pose nella leggenda .



1 Comment
Notizie certe sul luogo della morte di Sichelgaita. Sul luogo certo della morte ci sono poche notizie e pure discordante.