0004/5Ai?? Tommaso Romano. CONTRO LA RIVOLUZIONE LA FEDELTAai??i??. Il marcheseVincenzo Mortillaro cattolico e tradizionalista intransigente (1806 ai??i?? 1888). Introduzione di Paolo Pastori. Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici, 2012, Palermo, in 8Ai??, pagg. 356
Gli aspetti storici, giuridici e politici del regno di Sicilia sono stati sempre di non facile comprensione. Quando assistiamo al recupero di pensatori che della SicilianitAi?? politica divennero alfieri, allora le speranze di un recupero del pensiero politico ai???alto e nobileai??? diventano un conforto per lo studioso, una speranza per chi ama la LegittimitAi?? del Potere. Tomaso Romano, palermitano e tradizionalista, ha compiuto uno sforzo intellettuale che solo un Siciiano poteva realizzare. Quello di iniziare a studiare il pensiero di don Vincenzo Mortillaro (1806 ai??i?? 1888), marchese di Villarena, e di curare unai??i??antologia dei suoi scritti. Lai??i??opera che ha pubblicato A? a tutti gli effetti un autentico sforzo editoriale. Lai??i??introduzione al poderoso saggio, curata dal professor Paolo Pastore, A? al tempo stesso indice di riconoscimento di ai???una seria e motivata proposta di recupero, di un ritorno ai primi principi della politicaai???. La posizione del Marchese Mortillaro nei confronti dellai??i??Italia appena unificata A? negativa. Egli si oppone intellettualmente allai??i??unificazione sabauda perchAi?? A? di fronte ad una falsa unitAi??, una legalitAi?? fittizia, una legittimitAi?? inesistente. Ben poco sappiamo della biografia di don Vincenzo Mortillaro e molto meno conosciamo del suo pensiero. E, molto opportunamente, il saggi odi Tommaso Romano che precede lai??i??antologia del marchese siciliano si apre proprio con questo lamento: ai???I pochi contributi critici, le poche schegge biografiche nonchAi?? le citazioni frammentarie e spesso lacunose dedicate a Vincenzo Mortillaro marchese di Villarena (Palermo 27 luglio 1806 ai??i?? ivi 26 luglio 1888) ben rappresentano il profilo assai problematico relativo allo stato della ricerca del pensiero politico e filosofico Siciliano dellai??i??Ottocento unitamente a quelle figure ai??i?? certamente fuori dal coro e per questo scomode che, tuttavia, tracciarono la storia di quel tempo tanto controverso ai??i?? le cui posizioni politiche ed esistenziali, nonostante lai??i??emarginazione e financo le aperte persecuzioni, seppero resistere, e fino in fondo, al vento della modernitAi?? e delle nuove filosofie immanentiste e materialiste proposte durante il Risorgimento, periodo questo in cui troppo spesso, a causa degli eventi rivoluzionari, con spregio e immotivata determinazione, venne calpestata e disconosciuta la cultura, la storia, la tradizione, la costumanza e lastessa millenaria ed originale identitAi?? dei popoli appartenenti allai??i??antico Reame delle Due Sicilieai???. Le citate poche righe di Tommaso Romano riempiono un vuoto culturale di ben piA? di un secolo perchAi?? il Mortillaro non fu semplicemente lai??i??autore del celeberrimo Dizionario siciliano ai??i?? italiano ripetutamente ricordato dagli specialisti e non, oppure lai??i??ideatore di una Guida di Palermo altrettanto ricordata. Don Vincenzo Mortillaro fu ben altro. Arabista, professore universitario dal 1834, astronomo, matematico, cultore di storia patria, in radicale antagonismo con Michele Amari, come ricorda puntualmente Tommaso Romano, direttore e animatore di riviste e giornali, prima e dopo il 1860, restA? sempre fedele alla legittima monarchia Meridionale. Egli si dichiarA? ai???guelfo puroai??? nonchAi?? difensore della legittimitAi??, del trono e dellai??i??altare, perchAi?? per il suo pensiero essere legittimista cattolico significava ai???difendere la causa della veritAi?? che A? eterna come Dio Ai??da cui essa emanaai???. Tommaso Romano A? il primo saggista adAi?? affrontare organicamente il pensiero e la prassi di Vincenzo Mortillaro. E lo fa con la razionalitAi?? dello studioso. Dopo una premessa che inquadra lai??i??uomo ed il tempo in cui visse ed operA?, traccia una articolata biografia titolando questo primo capitolo Lai??i??ascesa e gli onoriai???. Nella parte seconda tratta il ruolo di don Vincenzo Mortillaro nelle turbinose vicende che presero lai??i??avvio con lai??i??arrivo di Garibaldi a Palermo. Il titolo del capitolo A? amncora una volta improntato alla massima efficacia: ai???Il prezzo dellai??i??onestAi?? intellettuale e della fedeltAi??ai???. Il terzo ed ultimo capitolo introduttivo allai??i??antologia del Mortillaro, che corrisponde alla terza parte del saggio ha per titolo: ai???La Dottrina, gli studi e le Carte di Mortillaro: dallai??i??oblio al rinnovato interesseai???. Eai??i?? un capitolo finale di estremo interesse. Una sorta di vagabondaggio culturale tra i libri ed i saggi del marchese di Villarena. Ai??La fedeltAi?? del Siciliano Mortillaro alla Dinastia borbonica A? fuori da ogni dubbio e ben lo mette in evidenza Tommaso Romano scrivendo: ai???Eai??i?? pienamente positiva ai??i?? in modo sempre sintetico ma articolato ai??i?? la valutazione dei sovrani borbonici Ferdinando IV e dello stesso Francesco II a cui, per troppo tempo, le qualitAi?? che proprio Mortillaro indica nella sobietAi??, nella dignitAi?? e nella tranquillitAi?? dellai??i??animo (il contrario del principe machiavellico che, appunto, Mortillaro non risparmia come autentico lucido ma spregevole fondatore della moderna politica) sono state artatamente capovolte nellai??i??epiteto di Franceschielloai???. Allai??i??ampia presentazione del pensatore siciliano, segue una dettagliata presentazione degli scritti mortillariani, in ordine cronologico, a partire da quelli giovanili per giungere agli ultimi saggi, realizzati pochi mesi prima della morte e pubblicati su giornali oltre che su autonome e personali opere. Chiudiamo questa recensione proponendo al lettore uno scritto del Mortillaro che Tommaso Romano ha tratto dallai??i?? ai???Appendice degli Ottantai??i??anni di storia. Continuazione degli Avvenimenti Sincroni, pubblicata a Palermo nel 1888 che ha per titolo ai???Di Francesco IIai???. ai???Non si puA? chiudere questo periodo di ottantai??i??anni di storia senza far motto dellai??i??augusto Francesco II. E come passar in silenzio la nobile dignitosa condotta dellai??i??esule principe, modello dai??i??eroico gentiluomo, di dignitoso sovrano, di irreprensibile cristiano, di mente sveltissima, di piena istruzione, di cuore angelico? Francesco II e la sua ammiranda consorte hanno formato e formano lai??i??ammirazione del mondo, essi hanno attinto il suffragio universale, gli stessi settarii calunniatori di mestiere non hanno saputo o potuto inventar menzogne per offuscarne lai??i??illibatezza. Tradito vilissimamente da coloro cui lai??i??augusto suo padre aveva a dovizia beneficato, fu strappato dal trono che avrebbe reso splendido, avendo financo il celebre Barone Hubner detto a me onorandomi dai??i??una sua visita ai???sarAi?? il migliore re!ai???. Forse il Signore per le preghiere della santa sua madre volle toglierlo dalle spine dai??i??un regno in epoca tristissima, che lai??i??avrebbe tormentato amaramente, conservandolo bensAi?? sano e salvo, ai fini imprescrutabili della Provvidenza divina. Noi cai??i??inchiniamo riverenti innanzi al suovenerando nome ai??i?? ammiriamo al sommo le virtA? sue eroiche ai??i?? lodiamo le sue incessanti beneficenze, e memore dai??i??averlo lealmente servito negli alti ufficii di che venni sotto il suo dominio onorato, conserverA? indelebile la gratitudine, lai??i??ossequio, lai??i??omaggio perenne della mia innocua, profonda, immutabile, rispettosa benevolenza.Grande prova dellai??i??altissimo credito in che A? questo illustre sovrano A? osservabile agli occhi imparziali, che mentre i re detronati in qualche luogo cercassero asilo, perdono insieme colla corona anche lai??i??onoranza, che a quella va congiunta, per lo contrario la persona di Francesco II A? cosAi?? cinta di splendore che lai??i??esilio, non fu altro che porlo in maggiore rilievo, ed esaltarlo dappertutto ovai??i??egli si porti, tuttochAi?? in modestissime forme, in ammirandi esercizii cristiani, in privatissima vita, privo financo di abitare lo stupendo suo palazzo farnese chai??i??A? il piA? magnifico di Roma, fatto costruire da Paolo III. Farnese (1534 ai??i?? 1549) quandai??i??era cardinale, e chai??i??A? adorno dei graziosi affreschi dei Caracci, cui aggiunse la celeberrima Farnesina acquistata nel 1586, la quale mantiene viva la memoria di una famiglia chai??i??ebbe una parte importante nella storia dai??i??Italia, di Spagna, dei Paesi Bassi, e che fu tanto connessa con la storia dellai??i??arte quanto la fu quella dei Medici. Egli A? verissimo, che la maestAi?? reale, quando A? legittima, e non A? frutto di violente occupazioni, ed opera di settarie congiure disonoranti, A? la piA? grande cosa umana, e la piA? sacra che si conosca fra gli uomini! Essa trionfa sempre; anche nella tristezza e nei dolori dellai??i??esilioai???.
Tratto dalla rassegna bibliografica mensile curata dal comitato promotore degli incontri tradizionalisti di Civitella del Tronto


