Alfredo Roncuzzi, L’ALTRA FRONTIERA

0001/5 Ai??Alfredo Roncuzzi. Lai??i??ALTRA FRONTIERA. Un requetAi?? romagnolo nella Spagna in guerra. A cura di PierGiorgio Bartoli. Edizioni del Girasole, marzo 2010, Ravenna, in 8Ai??, pagg. 262

 

Romagnolo di San Pietro in Vincoli, Alfredo Roncuzzi(1905 ai??i?? 1999) partecipA? volontario alla guerra di Spagna arruolandosi nel RequetAi??, lai??i??organizzazione paramilitare carlista.Ai?? La parola RequetAi?? deriva da una battuta tra il leggendario generale della prima guerra carlista Zumalacarregui ed i suoi ufficiali: ai???Todobien?ai??? ai???Requetebien! (Arcibenone)ai???. Lai??i??opera, giAi?? pubblicata in lingua spagnola a Madrid, nel 1992, ma non integralmente, appare nellai??i??edizione originale, italiana, che la nipote dellai??i??Autore, Laura Spadoni, ha messo a disposizione. Per scriverla, trascorsi cinque anni dalla fine della ai???Cruzadaai??? Roncuzzi si avvalse della memoria, dei diari e della corrispondenza con gli amici Raimondo Manzini, direttore de ai???Lai??i??Avvenire dai??i??Italiaai??? di Bologna e Piero Bargellini, fondatore del mensile ai???Il Frontespizioai??? di Firenze. PerchAi?? il romagnolo Alfredo Roncuzzi si arruolA? nel RequetAi??? Eai??i?? presto detto. E lo apprendiamo dal suo diretto scritto: ai???Presso un ufficio spagnolo in Piazza Navona avevo presentato lai??i??apposita domanda mesi addietro, spiegando la ragione del mio arruolamento: volevo difendere una civiltAi?? fondata su valori religiosi, non su un programma politico, partire da credente, senza nessuna tessera di partito nAi?? in tasca nAi?? in menteai??? (pag. 21). Talavera si mostra una cittadina ben allestita, modesta, qua e lAi?? con limitate devastazioni, cosAi?? a prima vista. La visita di approccio A? al Centro di Reclutamento della Legion, indi dal comandante della piazza, Plana (una boria maiuscola in una testa di sughero), che offre ai nuovi arrivati lo spettacolo di una malmenata a , un soldato moro, poi al Centro di nuovo, nel cui cortile un ufficiale medico con un segno della mano accetta o rimanda i pretendenti, sommariamente, per quel che si scorgeai??i??.. Esco dal trambusto cittadino, incamminandomi verso il viale lungo un prato dove la Legion fa marciare le reclute al suono di trombe, tamburi, comandi e nespole sulle teste meno sveglie, tirate giA? da istruttori tutti di un pezzo facce dritte, pelle scura, occhi infocati, pazienza in quarantena, scopettoni fino ai denti, voce bassa da temporale. In fondo al viale cai??i??A? un santuario, che mi fa ritrovar lai??i??accoglienza di un mondo un poai??i?? attutito, nei giorni passati, dalle vicende del viaggio, lai??i??unico, perA?, a trarmi fuori dal mio guscio di casa fin qui e a rammentarmi improvvisamente, ora, le parole di uno studente di Palma, cui avevo per curiositAi?? rivolto domande sui requetes: cristiani fino al midollo. Eai??i?? il promo filo in mano. Torno allai??i??aperto per raccogliere indicazioni piA? precise e un signore dal basco rosso mi offre, oltre i chiarimenti e suggerimenti richiesti, un fascicolo intitolato Ordenanza del RequetAi??. ai???Davanti a Dio non sarai mai un eroe anonimoai??? leggo, in uno spagnolo sufficientemente docile. ai???La tradizione parla alla tua anima, purifica i tuoi sentimenti e ti avvicina a Dio. Essa insegna ad amare la Chiesaai??? continua lai??i??Ordenanza, chai??i??A? poi un riassunto dello statuto tradizionalista adattato alle circostanze presenti. ai???Soffri in silenzio: il freddo, il caldo, la fame, la sete, le infermitAi??, le pene e le faticheai??? e, avanti cosAi??, riga dopo riga, pagina dopo pagina, fino alla fine del libretto educatore e ammonitore. Ho capito bene? Son convinto? Forse il RequetAi?? ha istanze piA? numerose di quelle su cui mi sono soffermato quando ho preso la decisione di partire. Passo passo son di nuovo sul viale. I legionari spagnoli perseverano nell’istruzione, piccoli gruppi di vecchi, donne, soldati passeggiano sotto gli alberi, Ai??una sparpagliata di ragazzi, capigliature ad istrice o abboccolate al vento, ripete lai??i??eterno gioco dellai??i??inseguirsi fra guardie e ladri. Cristiani fino al midollo, hasta la mAi??dula. ai???Eai??i?? cosAi???ai??? chiedo a un ufficiale compito, che mi guarda sorridendoAi?? e scuote il capo di sAi??; chiedo a un anziano fermo al limite del prato, che conferma con un segno tranquillante delle dita e assenziente della testa; chiedo a un sacerdote, che mai??i??incoraggia ad andare avanti per quella strada. ai???Uno non puA? essere carlistaai??? precisa, ai???sin ser catolicoai???, senza essere cattolico. Riprendo a camminare nella direzione del santuario, agitando dentro di me una preghiera corrispondente alla decisione da assumere, qui solo come mi trovo, in terra che non conosco, tra gente di mentalitAi?? e costumi diversi, senza un amico, un aiuto familiare, una guida non occasionale. Torno alla Legion, spiego la ragione per la quale preferisco il RequetAi??, e mai??i??accorgo che i presenti non rimangono nAi?? stupiti nAi?? indispettiti dalla mia scelta. Anzi. RequetAi?? dunqueai???. (pagg. 52 ai??i?? 53) La testimonianza di Alfredo Roncuzzi A? preziosa perchAi?? indica la scelta precisa, coraggiosa, inequivocabile di un cattolico autentico di fronte alla Rivoluzione. Senza tentennamenti, senza compromessi, senza accomodamenti.

Tratto dalla rassegna bibliografica mensile curata dal comitato promotore degli incontri tradizionalisti di Civitella del Tronto

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