In un confronto economico fra Italia e Spagna, dai dati disaggregati sui Pil pro capite regionali relativi al 2005 (fonte Eurostat) emerge che la popolazione delle regioni aventi un reddito medio pro capite inferiore a quello della UE-27 era di 24 milioni di abitanti in Spagna e di 21,6 milioni in Italia.
PerA?, di questi 21,6 milioni, ben 19,4 (cioA? gli abitanti di Sardegna ed in particolare di Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Campania) non arrivavano in media a 18mila euro pro capite mentre gli spagnoli con un reddito medio inferiore ai 18mila euro erano appena un milione (cioA? gli abitanti dellai??i??Extremadura).
Inoltre, il Pil pro capite nelle quattro regioni spagnole piA? povere (Galicia, Castilla-La Mancha, Andalucia, Extremadura), dove vivono 13,4 milioni di abitanti, era di 18.035 euro nel 2005 contro un reddito di soli 15.098 euro nelle quattro regioni italiane piA? povere ovvero Puglia, Sicilia, Calabria e Campania, dove gli abitanti sono ben 16,9 milioni.
Se passiamo ad un confronto allai??i??interno dellai??i??Italia, tra il 2006 e il 2007 il Pil nel Sud A? aumentato appena dello 0,9% a fronte dellai??i??1,8% del Centro Nord.
Il tasso di attivitAi?? della popolazione in etAi?? lavorativa ha raggiunto il 53,3% a fronte del 68,5% del Nord, la disoccupazione a sua volta raggiunge il 13,1% mentre nel Nord A? solo al 3,9%.
Il Sud attrae appena lo 0,7% degli investimenti esteri che si dirigono per il 99,3% nelle regioni del Centro Nord.
Questa A? la situazione attuale:
lai??i??Italia del Centro Nord A? un Paese diverso dallai??i??Italia del Sud.
Nella stessa Spagna, altro Paese del Sud Europa comparabile per dimensione e per storia allai??i??Italia, la situazione A? differente e comunque non esistono due aree del Paese cosAi?? distinte dal punto di vista economico.
Cosa bisogna fare per ridurre questo gap?
Bisogna partire senzai??i??altro dalle reti infrastrutturali perchAi?? A? la loro carenza e la bassa qualitAi?? a frenare la crescita industriale, dei servizi e soprattutto del turismo.
Infatti, fatto pari a 100 lai??i??indice nazionale di dotazione infrastrutture lineari (strade e ferrovie), nel Sud si raggiunge un valore bassissimo pari ad appena il 51,8%.
La spesa pubblica (per infrastrutture ed in generale) deve servire da leva per la mobilitazione di risorse private.
Poi sicurezza e legalitAi?? rappresentano la premessa di ogni azione orientata allo sviluppo.
Detto ciA? lai??i??unica opportunitAi?? per orientare la spesa pubblica verso gli interessi e le peculiaritAi?? del Sud/Due Sicilie A? quella dellai??i??AUTONOMIA. AUTONOMIA da Roma e dal Centro Nord significa poter decidere del nostro futuro in maniera, appunto, ai???autonomaai??? avendo, cioA?, come obiettivo quello di sviluppare le nostre risorse fornendo occasioni di lavoro alla nostra gente.Ci dobbiamo convincere che non esistono alternative e prima ci incamminiamo verso questa strada meglio A? per le nostre Due Sicilie.
Luca Longo
CDS Roma


