Discorso per la Commemorazione di Gaeta del 13 febbraio 2021

fiore gaeta 2021 intervento

Discorso per la Commemorazione di Gaeta del 13 febbraio 2021

Di Fiore Marro

Caserta 13 febbraio 2021

Anche quest’anno celebriamo Gaeta, il covid-19 non ci ferma certo, perché non si può fermare la memoria di una sofferenza inflitta sulla propria carne viva. Anche in questo collegamento noi siamo qui nel nome di Fergola, di Corsi, di Bozzelli, di Fragneto Monforte, di Bronte, di Fagnano Castello, Scurcola, Montefalcione, nel nome dei Nostri martiri, delle vittime di Gaeta ma anche di Civitella, Messina, Capua, Pontelandolfo, Fenestrelle. Questi nomi di luoghi geografici per noi non sono tali ma sono un simbolo, Il simbolo del sacrificio dei nostri Martiri che rinunciando alla propria vita ci hanno lasciato in eredità la nostra identità. infatti se non ci fossero stati quei morti tutto sarebbe stato sepolto, sarebbe divenuto senza importanza, il loro estremo sacrifico è stato per noi la motivazione di questa scelta non convenzionale, di questo cammino anti conformista. Questo 13 febbraio, il “nostro” giorno della memoria, non vuole ricordare solo un orrore della storia, per giustizia verso le vittime e per non ripeterlo più, non vuole soltanto commemorare il passato, il nostro giorno della memoria celebrare il futuro, perché Il passato è un segnale di direzione, non un palo dove appoggiarsi . La nostra memoria infatti ci indica chi siamo ci insegna la nostra identità quindi ci specifica l’orgoglio di ciò che siamo e solo avendo consapevolezza di quello che siamo, possiamo costruire il nostro futuro: da questo giorno della memoria non nascerà soltanto un legittimo orrore per il passato, ma una strada definitiva per un progetto per il futuro. Quando mi chiedono perché faccio, insieme a tanti altri duosiciliani, il sacrificio di tutti gli anni di venire a Gaeta, rispondo così: “ Perché sono borbonico e sono il mio passato” Io amo molto, per chi mi conosce la figura di Cesare e questo mi ha fatto avvicinare molto alla storia dell’antica Roma, quando ho scoperto che il luogo più intimo e sacro nelle Domus romane era l’altare dove si celebrava il culto dei morti mi sono chiesto il perché. Perché solo quello era il luogo della casa dove la famiglia conosceva se stessa profondamente, quel luogo era l’identità della famiglia. il borbonismo non è essere monarchici anche se come tale ambisco a ricostruire il Regno delle Due Sicilie, il borbonismo è identità, siamo noi stessi.

Certo non siamo eroi e non siamo martiri, ma il mio contributo oggi lo dedico anche ai Patrioti che ci hanno lasciato e che hanno riaperto con noi il solco dell’appartenenza, saluto a Giovanni Salemi mio Maestro e mentore, saluto don Massimo Cuofano, Ilario Simonetta, Nicola D’Auria, Giuseppe Canale, il grande Nicola Zitara e i tanti altri che in questi anni ci hanno affiancato,  chi viene a Gaeta non è eroe e non è martire, ma dobbiamo essere coscienti che l’affermazione della verità storica e la giustizia per la nostra gente è una strada ancora lunga in salita che richiede almeno quel piccolo sacrificio della resistenza e della coerenza fino in fondo, per questo io dico sempre forza (resistenza) e onore (coerenza).

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>