Aiutati che Dio t’aiuta

stradesporcheAi?? risaputo che Goethe dopo avere viaggiato in lungo e in largo per lai??i??Italia, nel 1787 ritorna a Napoli per una seconda visita e questa volta lo fa con uno spirito diverso, infatti aguzza la vista e con animo indagatore si mischia tra il popolo partenopeo.

La Napoli della fine del 1700, quella che ci racconterAi?? il Goethe conta cinquecentomila abitanti, molto meno di quelli che presenta oggi ma in ogni caso A? una metropoli considerando il metro del tempo, inoltre agli occhi di Goethe la Napoli prerivoluzionaria brilla di pulizia come nessun’altra cittAi?? in Italia.

Su tante abitudini alimentari i napoletani di ieri e di oggi non hanno mdificato di molto le caratteristiche, allora come oggi sono conosciuti come ai???mangiafogliaai??? visto l’elevato consumo di verdura.

Questo regime alimentare perA? ha degli inconvenienti come l’elevata risulta di rifiuto umido derivato dalla sfogliazione e sbucciatura degli alimenti.

La capacitAi?? selettiva del napoletano ha fatto si che oggi come allora si plediliga il consumo di prodotti a km zero o quasi e scelta che ha trasformato la vasta pianura campana a ridosso della cittAi?? in un’immenso orto profumato.

E oggi lo A? ancora a dispetto di industrie, discariche e ecoballe presenti un po dovunque sul territorio.

Goethe osservA? con occhio attento e annotA? sul suo diario di viaggio il come l’aspetto trasandato di taluni lazzari che in altre cittAi?? vivevano un’esistenza miseranda a Napoli invece erano di una giovialitAi?? e voglia di vivere che avrebbe sollevato l’invidia della migliore nobiltAi?? legata agli schemi spagnoli rigidi e inflessibili.

Una cosa che risultA? meravigliosa era il come tutti i residui ai???umidiai??? venissero immediatamente trasportati al di fuori delle porte della cittAi?? e con essi le deiezioni dei cavalli che venivano leste rimosse, il che non A? tutto, perchA? questi rifiuti venivano usati per generare quello che oggi chiamiamo ai???compostai??? e sfruttati a fornire sostanze nutritive agli orti predetti.

L’utilizzo del pescato, sempre abbondante sui banchi dei mercati, e dei prodotti della terra davano alla popolazione napoletana un’aspetto florido malgrado varie calamitAi?? che venivano introdotte perlopiA? a causa di naviganti in transito dal porto.

A? quasi imbarazzante oggi parlare di Goethe e del suo libro ai???Viaggio in Italiaai???, egli ci mostra una cittAi?? che ormai A? viva esclusivamente nella memoria storica mentre oggi osserviamo una realtAi?? che ci fa soffrire ogni volta che apriamo una porta o una finestra.

Non per puro caso che ho anteposto ai???quella Napoliai???, la Napoli di oggi A? in continua lotta con le emergenze ambientali causate dalla raccolta dei rifiuti e dallo sversamento abusivo dei ai???fanghiai??? industriali senza contare i bidoni con materiale altamente tossico.

Ogni giorno guardiamo le pagliuzze di un’attivitAi?? criminale ma non osserviamo le travi che abbiamo noi negli occhi sversando dai semplici sacchetti di spazzatura o carte lungo le strade periferiche fino all’abbandono di ingombranti e altri prodotti nocivi per la salute.

Se vogliamo che la nostra capitale riveda un nuovo Goethe che ne elogi tutti gli aspetti dobbiamo rimboccarci le maniche e non aspettare che il miracolo cada dall’alto.

Aiutati che Dio t’aiuta.

 

Share

2 thoughts on “Aiutati che Dio t’aiuta

  1. Goethe oggi certamente non si sarebbe fermato a Napoli, guardando il quadro che ne abbiamo. Dovremmo chiederci: qui prodest? A chi conviene una Napoli ridotta ad una discarica? Una volta si diceva: cherchez la femme, oggi possiamo dire: cerca i quattrini.
    Chi ci ha guadagnato e ci guadagna ancora adesso?
    Osservate un particolare: al nord i prodotti della terra del sud si acquistano sempre meno, grazie a quanto rivelato da Schiavone.
    La paura fa sì che nessuno o davvero pochi comprino quelle verdure prodotte in Campania o altrove nel sud che nulla hanno da invidiare a quelle prodotte nel Veneto e in Emilia…anzi..
    Ovviamente i prodotti d’importazione la fanno da padroni. Limoni dalla Spagna, dall’Africa e altro dall’estero e le eccedenze prodotte in Italia debbono essere distrutte. Se questa non è una politica da idioti, tesa a far guadagnare gli speculatori internazionali, non saprei proprio cos’altro pensare.
    Dovremmo non dimenticare le amministrazioni di Bassolino che cerca di giustificare il suo operato.
    Con la tecnologia attuale potremmo avere, non solo a Napoli, rifiuti zero, ma questa stranamente non viene sfruttata e implementata: perchè? Siamo sempre lì: cercate i quattrini.
    Manca dunque la volontà di essere al servizio dei cittadini, cercare il loro giusto benessere come un diritto, per badare ai propri interessi personali, dunque amministratori criminali a partire dall’alto fino all’ultimo burocrate.
    Se poi Napoli si riduce a cesso d’Europa, dopo esserne stata una delle capitali…tanto meglio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *