Progetto recupero “Cippi di confine”

Caserta, 24 novembre 2020

Di Fiore Marro

La memoria è identità. Ognuno sa di essere se stesso perché ricorda il suo nome, il nome di suo padre oppure cosa ha studiato o dove è nato, ma ancor di più perché ricorda il proprio volto: “Si in quella foto sono proprio io e nessun altro, perché quello è il mio volto!”. Abbiamo necessità di “vedere” il nostro volto per riconoscerci.

Come per gli essere umani anche le nazioni hanno lineamenti distintivi con cui è possibile riconoscerle e ricordarle. Tratti peculiari dell’identità d’una nazione sono certamente le “pietre della memoria”, ovvero le tracce architettoniche, i monumenti antichi, segni indelebili che la storia ci restituisce dell’opera e della cultura di un popolo .

Così può capitare che qualcuno, passeggiando per le consuete strade del proprio andare quotidiano, scopra delle “pietre” e cominci a chiedersi cosa sono e chi le ha messe proprio lì. Questa è la storia di Argentino D’Arpino che notando questi “cippi” lungo un sentiero vicino casa, decise di seguirne tutto il percorso, dal tirreno all’Adriatico, come un filo rosso che potesse condurlo alla rivelazione di un tesoro nascosto.

E in tesoro c’era: il tesoro che parlava di un antico Regno, ricchezza di memoria, testimone d’identità, rivelatore d’una nazione secolare; quelle pietre segnavano il confine d’un regno che era Nazione, perché “niente come l’esistenza di un confine, definisce una nazione” (De Angelis).

Da questi fatti, risalenti a ben 15 anni fa, è partito il progetto di recupero di questi cippi di confine, come riscoperta della memoria ma anche come volano per il futuro, attraverso la creazione di un turismo attento alla cultura storica e paesaggistica.

WhatsApp Image 2020-11-16 at 15.10.41 (1)

“Cippi antichi confini” illustra un progetto che vede il recupero di quelli che furono i cippi di confine del Regno delle due Sicilie, ma che, in senso più ampio, ha come finalità ultima lo sviluppo di un turismo culturale che valorizzi la storia del Regno di Sicilia prima e del Regno delle Due Sicilie poi.

William Shakespeare oppure semplicemente Michelangelo Florio

william-shakespeare-600x335

William Shakespeare oppure semplicemente Michelangelo Florio

Di Fiore Marro

Caserta 23 novembre 2020

Santi Paladino, indagando su “Michelangelo”, scoprì che era nato a Messina dal medico Giovanni Florio e dalla nobildonna Guglielma Crollalanza.

Non è per l’eccesso di “torcida” duosiciliana che scrivo questo articolo, ma solo perché davvero le concomitanze sono tante .

Ma  quella di William Shakespeare, è davvero una storia ingarbugliata.

Ho sempre avuto forti dubbi che un inglese potesse partorire testi così poetici, ad Albione vanno attributi tanti meriti, ma su due cose sono fortemente carenti, da sempre, un teatro che raccogliesse la Poesia Amorosa e la Grande Musica Classica.

Sfido chiunque a segnalarmi un compositore anglo – sassone del livello dei vari Mozart, Back, verdi, Puccini etc. o uno scrittore di teatro all’altezza dello stesso Shakespeare, al massimo vi ritroverete a indicarmi Mister Bean o bene che vada Kenneth Branagh. Non me ne vogliano gli albionici, che tra l’altro vantano il meglio per quel che concerne la musica pop ( Beatles e Rolling Stones su tutti ) e la poesia di cultura (il sempre citato Oscar Wilde), ma William è da sempre un’altra cosa.

Dalla rete tempo fa mi giunse uno scritto che taglia la testa al toro, mi sfugge ora l’autore del testo, ma vale la pena riportarlo integralmente. Continua a leggere

Uomini del Sud Visti da vicino – Marcello Veneziani: quando l’integrità intellettuale supera gli steccati delle ideologie

marcello veneziani

Uomini del Sud visti da vicino – Marcello Veneziani: quando l’integrità intellettuale supera gli steccati delle ideologie

“Mi piace coltivare l’identità del sud, come fatto culturale, di costume, bellezza, gastronomia e memoria storica”

Di Fiore Marro

Caserta 10 ottobre 2020uando l’integrità intellettuale supera gli steccati delle ideologie

Le interviste che riguardano la mia collezione “Un Caffè con .. Uomini del Sud visti da vicino” ha avuto una matrice specifica, intervistare personaggi che hanno e continuano a dare un contributo importante al miglioramenti sociale, civile, storico e identitario del sud italico, con la regola fissa che ad essere intervistati comunque rimangano persone che ho avuto modo di conoscere individualmente, talvolta in maniera fortemente amicale; tuttavia, in questo caso, ho ritenuto giusto fare una eccezione alla regola, infatti con Marcello Veneziani non esiste una conoscenza personale, né un rapporto di amicizia, ma l’intervista per me era importante, per la stima, per la sua integrità intellettuale e soprattutto per quel bellissimo contributo dato alla Causa contenuto nel suo libro “Sud viaggio civile e sentimentale” Mondadori 2009, in cui parla per la prima volta anche del progetto Comitati Due Sicilie, raccontando un profilo preciso e puntuale di cosa si prefigge chi intraprende la strada dei CDS; per dovere di privacy non riporto lo scambio epistolare intrapreso tra il sottoscritto e il giornalista di origini pugliesi, ma posso garantire che è stata una piacevole conversazione che serberò gelosamente.

Laureato in filosofia all’Università di Bari, ha iniziato la carriera di giornalista nel 1977 collaborando al periodico Voce del Sud di Lecce. Nel 1979, entra nella redazione barese del quotidiano Il Tempo. È giornalista professionista dal 1982, dopo il praticantato a Il Giornale d’Italia, il quotidiano romano diretto dal deputato democristiano Luigi D’Amato. Nel 1981, all’età di 26 anni, assume la direzione del gruppo editoriale La Fenice, incarico che mantiene fino al 1987. Ritenuto uno tra gli intellettuali di spicco della destra italiana, Veneziani ha significativamente tentato di rivalutare, in diverse pubblicazioni, l’operato del pensatore tradizionalista. Scrive a lungo su Il Giornale, collabora con Il Messaggero, La Repubblica, La Stampa, il Secolo d’Italia, L’Espresso, Panorama, Il Mattino, La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Gazzetta del Mezzogiorno. Redattore del Giornale Radio Rai di mezzanotte, prende parte a vari programmi televisivi e da vent’anni collabora come commentatore della Rai. Dal 1985 al 1987 dirige il bimestrale Intervento. Nel 1988 fonda il mensile di cultura Pagine libere, che dirige fino al 1992. Successivamente fonda e dirige settimanali come L’Italia settimanale (1992-1995), periodo in cui parallelamente dà vita alla Fondazione Italia, e Lo Stato (1997-1999) che poi si fonde con Il Borghese. È stato membro del Consiglio di Amministrazione della Rai durante la XIV Legislatura e membro del Consiglio di Amministrazione di Cinecittà. Dal 2016 al 2018 è stato editorialista del quotidiano romano Il Tempo. Attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

Nell’estate 2019 debutta a San Felice Circeo nei Giardini Divini alla Corte con uno spettacolo intitolato “Un mare di miti”, prodotto da Angelo Tumminelli.

D) Conosce il mondo delle Due Sicilie?

R) Lo conosco come mondo storico, mondo del passato, i suoi retaggi, i suoi ricordi, i suoi aneddoti. Un passato controverso, fatto di miseria e nobiltà, di fasi storiche ascendenti e discendenti, dorate e declinanti, come quasi tutte le parabole dei regni. Posso solo dire che il sud preunitario distava dal resto d’Europa meno di quanto disti oggi; e Napoli è stata per secoli una delle città più vive e importanti d’Europa, al livello delle principali tre o quattro capitali d’Europa.

D) Nel libro “Sud” c’è un paragrafo dedicato al progetto dei Comitati Due Sicilie, da allora ritiene sia emerso il credo del progetto identitario?

R) Devo onestamente dire che non mi riconosco in alcun progetto di restaurazione filo-borbonica o sudista e resto ancorato al valore dell’unità nazionale e dell’identità italiana nell’ambito dell’identità europea e mediterranea. Poi sul piano storico ho molte riserve su come avvenne il processo risorgimentale, riconosco alcune pagine buie e infami della “conquista del sud” e riconosco viceversa alcuni aspetti positivi del regno borbonico. E sul piano affettivo sono legato al sud. Ho simpatia per la revisione storica e per chi indaga i lati rimossi della storia; ma non sogno di ripristinare lo status quo ante … Mi piace coltivare l’identità del sud, come fatto culturale, di costume, bellezza, gastronomia e memoria storica; ma non reputo che l’identità meridionale possa trasformarsi in un progetto politico o qualcosa del genere.

D) Ha mai avuto rapporti con il mondo borbonico? Se si,  la considera una esperienza valida o non conforme?

R) No. Ho conosciuto singoli esponenti intellettuali di quel mondo, penso a Silvio Vitale e al suo “Alfiere”, penso per certi versi a Gabriele Fergola, Pino Tosca, al mio amico Carlo De Luca e poi alcuni amici siciliani; e ho conosciuto il re in pectore, Carlo di Borbone, abbiamo perfino mangiato insieme una pizza, non napoletana …

D) Ha contatti con Pino Aprile scrittore pugliese come lei, cosa pensa delle sue azioni sudiste?

R) L’ho incrociato in alcuni dibattiti pubblici, ho seguito con interesse i suoi primi libri in difesa dei Terroni. Non entro nel merito dell’attendibilità storica delle sue opere ma reputo positivo aprire scorci rimossi, occultati o dimenticati della storia e del nostro passato meridionale, amo ogni ripensamento storico che ci permette di approfondire gli eventi controversi del passato e indagare l‘emisfero in ombra, se non proibito. Poi non condivido la visione complessiva, la battaglia sudista e il messaggio politico e civile.

D) Tra Macroregione, Autonomia, e Indipendenza, crede ci sia davvero un’opportunità simile per la gente del sud italico?

R) No, francamente non lo credo. E un Sud svuotato come questo, con i figli tutti fuori e i vecchi a casa, in preda a mafia, inefficienza e depressione, ancor meno. Confido sempre negli imprevisti, nelle sorprese della storia, non reputo che la storia sia una freccia che va necessariamente in una direzione. Ma se dovessi fare una previsione realistica basata sul presente, non mi aspetto che il sud possa percorrere nessuna delle vie indicate, ma debba semmai ripensare al suo ruolo attivo nell’ambito dello Stato Nazionale. Dimenticando la “lagna” e considerando che mai ha avuto un governo così fortemente a trazione meridionale come questo, con quasi tutti i leader istituzionali e governativi, Quirinale incluso, meridionale; vedendo i risultati, verrebbe voglia di auspicare l’avvento dei giapponesi (anche per prevenire quello, meno improbabile, dei cinesi)…

D) Esiste una sua idea di cosa sono le Due Sicilie e se posso ritornare?

R) Mi piace pensare che la memoria storica e le identità culturali restino vive, e dunque perduri il ricordo del regno delle due Sicilie; ma non rinuncio a sentirmi appartenente a un’identità italiana che non passa necessariamente dallo Stato unitario ma dalla civiltà, il territorio, la lingua, la cultura italiana, gli italiani che onorarono questo paese e coloro che combatterono e morirono per quella patria. Per me l’Italia è patria e il sud è matria. Per me è Dante il vero fondatore dell’Italia, non Garibaldi né Vittorio Emanuele …

D) Il prossimo libro di Marcello Veneziani?

R) Dicevo di Dante non a caso. In vista del settecentesimo anniversario della sua nascita ho scritto un saggio non letterario su Dante e ho curato un’antologia tra tutte le sue opere in prosa, nello stesso libro. Intanto è uscito un mio saggio introduttivo alla nuova edizione di Genesi e struttura della società di Giovanni Gentile e nel prossimo anno ci sarà un romanzo spirituale che odora di sud…

sud marcello veneziani

Un caffè con Gianfranco Lucariello : Una icona del giornalismo sportivo napoletano e una bella figura di cronista innamorato del periodo borbonico.

fiore e lucariello

Fiore Marro e Gianfranco Lucariello a Gaeta 2020 in occasione della Commemorazione della caduta del regno delle Due Sicilie

Un caffè con Gianfranco  Lucariello : Una icona del giornalismo sportivo napoletano e una bella figura di cronista innamorato del periodo borbonico.

“C’è anche un crescendo nell’amore della gente del Sud verso l’antica Patria, le Due Sicilie. Eravamo in pochi, adesso siamo in tanti. E saremo sempre di più.”

Di Fiore Marro

Caserta 9 ottobre 2020

Non è semplice da spiegare, a chi non ha vissuto la provincia campana ed è stato tifoso del Napoli, cosa hanno rappresentato certe figure agli occhi di noi amanti, appassionati della maglia azzurra: Juliano, Bruscolotti, Musella , Vinicio, Antonio Scotti ( da lui appresi quella famosa frase che ancora oggi amo usare “ a mio sommesso avviso” ), Antonio Ghirelli, Gianfranco Lucariello sono stati la nostra guida, i nostri fari, quelli che allietavano le domenica pomeriggio in Tv o il lunedì mattina sui giornali. Continua a leggere

Un caffè con Luigi Fusco – Un professore identitario al servizio della Storia.

libro luigi fusco

Un caffè con Luigi Fusco – Un professore identitario al servizio della Storia.

“L’epoca pre-unitaria, ci ha fatto pervenire numerosissime testimonianze, dall’età antica al XIX secolo”

Il mio rapporto amicale con il professor Luigi Fusco ha origini lontane ed è nata grazie alla sua collaborazione con il sito telematico del Movimento Neoborbonico; all’epoca ero, come ruolo all’interno dell’associazione di Gennaro De Crescenzo, addetto alle relazioni pubbliche e curatore ufficiale del sito, in quegli anni Luigi collaborò con la realizzazione di interessanti pagine di storia che, ancora oggi, sono manna per chi volesse informarsi sulla gloriosa storia che ci circonda. Continua a leggere

I Traditori del Regno: Giuseppe Salvatore Pianell

pianell

I traditori del regno : Giuseppe Salvatore Pianell

Di Fiore Marro

Caserta 31 agosto 2020

Giuseppe Salvatore Pianell Palermo 9/11/1818- Verona 5/4/1892

Ministro della Guerra

L’alto numero di ufficiali, giunti dai reggimenti siciliani, che tradirono il Regno da ragione a chi, oggi,sostiene la tesi del complotto antiborbonico organizzato  molti anni prima dell’invasione, complotto ad opera degli inglesi, che miravano ad essere padroni della Sicilia,e che poterono contare sull’acquisizione dei brevetti militari borbonici, inserendo nel nostro amato esercito uomini dediti alla corruzione e facili da manovrare. Continua a leggere

Un caffè con ……..Antony Corbara: un menestrello del III millennio

sgarbi e masaniello

Un caffè con ……..Antony Corbara:  un menestrello del III millennio

“Il mio cassetto dei sogni non contiene le proporzioni del sogno stesso, quindi, ho dovuto occupare abusivamente tutto il tratto di cielo che va dalla Sicilia a Napoli.”

Di Fiore Marro

Caserta 1 settembre 2020

Antonino Condrò conosciuto anche come Antony Corbara, nativo di Taurianova (R.C.), è esperto in tecniche e strategie della comunicazione.

Oltre alla passione per la scrittura, dedica un forte impegno alla diffusione del pensiero meridionalista che l’ha reso protagonista di uno scontro pubblico con Vittorio Sgarbi, a Palmi, nell’Agosto del 2014, sulla questione “Bronzi no expo”. Continua a leggere

Un caffè con Ferdinando Luisi : Calcio e Identità

luisi

Un caffè con  Ferdinando Luisi : Calcio e Identità

Il futuro del Sud: “Senza mezzi termini : la piena indipendenza! Macroregione, federalismo, autonomia? Se attraverso queste stazioni intermedie l’arrivo é all’indipendenza, allora sono disposto a partecipare al viaggio. “

Di Fiore Marro

Caserta 28 agosto 2020

Ferdinando Luisi , padre di tre figli, nato a Benevento nel 1958, maturità classica, si trasferisce dall’età di 18anni a Napoli per il periodo del corso di laurea in Medicina e Chirurgia di 6 anni. Successivamente consegue anche la Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva (4 anni) e la Specializzazione in Medicina del lavoro (4 anni). Quindi Medico Chirurgo con esercizio della professione in Campania fino al 1988. Dal luglio del 1988 ad oggi vive e lavora in Friuli Venezia Giulia come Dirigente responsabile di Unità Territoriale in un Ente Pubblico. Oggi gli mancano 5 anni alla pensione . Continua a leggere

Covid – 19 Il “Buen retiro” dei nostri esuli dal nord e la speranza vana di un sud migliore

covid sud

Covid  – 19 Il “Buen retiro” dei nostri esuli dal nord e la speranza vana di un sud migliore

Purtroppo viste le reazioni e con i presupposti che hanno visto partecipi la mia gente o quello che dovrebbe essere tale, per le Due Sicilie c’è poco da stare allegri, anzi.

Di Fiore Marro

5 giugno 2020

Ricordo il famigerato fuggi fuggi dalla Lombardia dell’8 e 9 marzo, certamente provocato apposta per alleggerire la Lombardia ma di cui ancora non si conoscono i dettagli e i responsabili. Continua a leggere

Regi lagni, una storia triste piena da buone intenzioni.

lagniAntichi

Regi lagni, una storia triste piena da buone intenzioni.

Dalla bonifica dei terreni all’inquinamento del mare, è stato come passare dai Borbone al sistema tosco- padano.

Di Fiore Marro

Caserta 1 giugno 2020

La storia dei Regi Lagni, magnifica e modernissima opera idraulica del periodo borbonico, oggi a causa dell’incuria in cui versa, è un monumento triste e desolante, del litorale domizio. L’opera che è divenuta oramai discarica di sgombri illeciti e depositi di rifiuti, in un incessante e continuo sversamento selvaggio, ha perso da tempo immemore la sua funzione iniziale. Continua a leggere