Scompare un altro sito borbonico: La Lanciolla un ammasso di pietre

lanciolla

Acerra ( Na)

12 aprile 2015

di Nando CiminoAi??- Scompare un altro pezzo della storia del sud. Questa volta, a crollare sotto i colpi dellai??i??incuria e dellai??i??abbandono, A? unai??i??intera ala de ai???La Lanciollaai??i??, piccolo complesso architettonico reale, fuso al tenimento rurale di Acerra, in provincia di Napoli. Meno conosciute di altre residente borboniche, ai???LeAi??Casine Reali di caccia di Lanciollaai??i??, sono costituite da un gruppo di tre edificati, destinati ad ospitare i sovrani e il loro seguito, nel corso delle invernali battute di caccia. Particolarmente amati daFerdinando IV di Borbone, i settecenteschi caseggiati campestri seguivano il profilo di quello stile vanvitelliano che distinse lai??i??architettura reale e civile, in tutto il Regno delle Due Sicilie. Unito nella stessa malasorte al Sito Reale di Carditello, in San Tammaro, il complesso nato a ridosso del Lagno di Acerra, oggi nel tenimento di Caivano, A? stato svuotato, negli anni, dai suoi compendi estetici. Tra gli altri, vi sono stati trafugati lo stemma della casata borbonica in pietra arenaria, lai??i??orologio a muro e i marmi delle scalinate. Purtroppo, qui, non ci si puA? attardare nel racconto de ai???La Lanciollaai??i?? e della sua storia, circa la quale, purtroppo, esiste una scarsa letteratura. CiA? che, con grande amarezza, siamo chiamati a registrare, invece, A? lai??i??ennesimo scempio subito da una parte importante del nostro patrimonio artistico e della storia di questa terra. Un sicuro veicolo di cultura, turismo ed economia, trasformato in un inservibile cumulo di macerie, specchio dellai??i??insipienza di istituzioni e societAi?? civile.

 

2 pensieri su “Scompare un altro sito borbonico: La Lanciolla un ammasso di pietre

  1. E’ sempre doloroso vedere come le magnifiche tradizioni del Regno siano dimenticate o addirittura distrutte. Dovremmo pensare che si tratti ancora di vendetta per aver resistito fino all’ultimo ad un invasore mascherato da unità d’Italia. Pensiamoci e grazie

  2. L’incuria da parte dello Stato per tutte le cose che ancora sopravvivono al sud è ormai nelle cose e lo abbiamo visto in ogni sua manifestazione: dagli scavi di Pompei e di Ercolano, alla Reggia di Caserta e di Carditello, insomma nel nostro bel Paese sembra esistere ancora la volontà di distruggere maggiormente ciò che è stato un faro di arte, di scuola, di pensiero, di ricerca, di cultura in tutto l’ex Regno. A chi giova tutto questo?
    Mi pare che di danni, in tutti i sensi, ne siano stati fatti abbastanza. L’intelligentia al sud latita: non una protesta, nè una manifestazione…niente da parte dei cittadini, salvo sporadiche presenze del gruppo CDS e gli altri su quale pianeta vivono?
    Scusatemi ma quando leggo e vedo queste cose, mi si alza la pressione. Non è possibile continuare a tacere e votare sempre le stesse facce che distruggono il sud…destra e sinistra. Se questa gente ruba, come si può pensare che possono investire i nostri soldi rubati per conservare quelle poche cose rimaste? Cerchiamo di usare un pò di buon senso e facciamoci sentire, se non altro riempiamoli di fax e di e-mail e mandiamoli a quel paese!

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