Quale futuro?

canechesimordelacodaUn progetto politico, qualunque esso sia, ha bisogno di idee, punti fermi, obiettivi e mezzi per raggiungere questi obiettivi.

Il variegato mondo del meridionalismo – e a quel qualcuno che giAi?? ha da ridire su questa definizione come quella di ai???Sudai??? , ai???Due Sicilieai??? ecc. chiedo luminosi suggerimenti alternativi ai??i?? A? lai??i??insieme di entitAi?? con idee ed obiettivi diversi, talvolta assolutamente divergenti e su questo A? necessario fare chiarezza perchAi?? dalla confusione non puA? nascere nessuna idea, nessun progetto di Stato.

Se vogliamo immaginare uno Stato, un nuovo Stato , dobbiamo anche pensare a quale tipo di gestione del Res Publica facciamo riferimento; dobbiamo quindi porci delle domande essenziali quali a solo titolo di esempio :

ai??? Vogliamo un Sud integrato in questa Europa, che penalizza la nostra agricoltura a favore di altri paesi o vogliamo una Europa diversa , o addirittura non vogliamo nessuna Europa ?

ai??? Riteniamo di dover mantenere una moneta unica o pensiamo che sarebbe piA? opportuno tornare alla sovranitAi?? monetaria ? ;

ai??? Vogliamo un Sud deindustrializzato ed a vocazione soltanto agricola e turistica o un paese in grado di esprimere una propria forza industriale ?;

ai??? Riteniamo che le sole fonti rinnovabili siano sufficienti a fare andare avanti uno stato moderno o che occorre qualcosai??i??altro?

Di domande simili possiamo farne un lungo elenco; non basta volere uno Stato sovrano si tratta di capire anche a quale Stato facciamo riferimento, altrimenti si procede solo verso il .. nulla.

Leggo spesso che ai??? destra e sinistra ai??? sono indicazioni stradali, beh mi sembra uno slogan , una battuta e niente piA? ; destra e sinistra sono semplificazioni di idee di fondo ben distinte e di notevole peso : Stato Statalista ai??i?? Stato Liberale, Stato burocratico centralistico ai??i?? Stato sburocratizzato e leggero; Fisco Umbertino e Fisco Ferdinandeo. Quale stato si vuole ? sono certo che quando ci porremo responsabilmente questa domanda allora cominceremo a vedere le naturali differenze ed i rispettivi obiettivi, ma potremo anche costruire un progetto politico, nelle inevitabili differenze di opinioni.

A volte sorrido al pensiero che tanti bravi meridionalisti , quelli che si sentono ai???docai??? , se tornasse Ferdinando , come dice la canzone di Valerio Minicillo, non sarebbero affatto contenti, storcerebbero il naso e farebbero come quelli che complottarono tanto per fare cadere la Monarchia dei Borbone ed uno Stato di gran lunga migliore di quello che venne dopo, magari facendo il filo ad un altro genovese; non vorrebbero lai??i??acciaieria di Mongiana, la prima ferrovia, le strade, le industrie, solo sole-mare-musica per un eden che non A? di questo mondo.

Ma forse qualche flebile punto in comune tutte queste ai???entitAi?? ai??? ce lai??i??hanno : cambiare nome alle strade; insegnare la storia di un territorio pieno di eccellenze e di industrioso, nobile , passato; trovare i simboli che ci rappresentino come una unitAi?? di popolo, ma anche per valorizzare i nostri prodotti; certo non A? molto ma A? pur sempre un inizio comune, nella ineluttabile constatazione che per molte altre cose ci saranno opinioni diverse.

Ed ora una ultima considerazione che giAi?? immagino il diluvio di critiche e le accuse di alto tradimento che mi porterAi??, ma i toni degli ultimi giorni di campagna elettorale e del dopo elezioni mi sono sembrati spesso eccessivi, talvolta poco meditati , qualche rara volta persino farneticanti.

Se davvero vogliamo arrivare ad una autonomia del Sud come altra parte dal Nord beh allora nella Lega non dovremmo vedere un avversario da demonizzare, un coniuge odiato e farci dispetti ed accuse reciproche come nella guerra dei Roses, ma cercare un divorzio breve e consensuale buono per entrambe le parti. E a chi si scandalizza per la presenza ai??i?? grandemente minoritaria ai??i?? della Lega a sud , rispondo che mi piacerebbe vedere un giorno un partito del Sud che raccoglie adesioni al Nord per una politica meridionalista e, sono certo, non sarebbe minoritario.

So purtroppo che di sconsiderati che soffiano sul fuoco ce nai??i??A? da ambo le parti, ma questo dovrebbe indurre i piA? ragionevoli ai??i?? sperando siano la maggioranza ai??i?? a cercare la via migliore per raggiungere la agognata autonomia nel rispetto reciproco per tutti , tutti i nostri vicini.

Carlangelo ScillamAi?? ChiarandAi??

3 pensieri su “Quale futuro?

  1. Stimo il prof. Arcangelo, ne apprezzo la sensibilità e la moderazione di giudizio e mi piace l’impostazione concettuale che caratterizza questo suo scritto. Un sostanziale distinguo lo porrei sulla eventuale relazione con la Lega, non ne vedo il bisogno, in quanto il separatismo non può essere che semplice oggetto di sterile conversazione (è impossibile conseguirlo, tutti i tentativi,dalla stessa Lega, fino a quelli perseguiti anche con maggiore forza,impegno e violenza…Irlanda,baschi, corsi…hanno fallito perchè è impossibile alterare un sistema così forte e globalizzato) e non potendolo fare si può anche autonomamente perseguire l’obiettivo della macroregione, senza dover colloquiare, o peggio ancora apparentarsi con tale gentaglia.

  2. Ho molto piacere che qualche importante compatriota duosiciliano incomincia ad interrogarsi sul nostro: “quale futuro”.

    Per me scegliere il nostro futuro non può essere separato dal nostro: “quale passato”

    La nostra non è una operazione da poco. E’ la storia del mondo.

    Si tratta di rielaborare la storia dalla posticcia rivoluzione francese senza trascurare l’evoluzione della rivoluzione industriale ancora in atto.

    La prima cosa da fare è “un mea culpa” di non essere stati capaci di storicizzare chi decise, di chi volle e per quali motivi la fine del nostro regno che per me resta un modello se non proprio da copiare in toto almeno da prenderne le parti migliori.

    Siccome fu la democrazia-liberista inglese strumento della massoneria e portatrice degli interessi dei banchieri usurai e delle corprations ha volere la fine dei Borbone a Napoli molti meridionali oggi per il semplice fatto di essere democratici-liberisti non se la sentono di andare contro i loro colleghi democratici.

    A questo punto che facciamo ?
    Andiamo avanti così come stiamo facendo, cioè niente o vogliamo trovare il modo di escludere tra di noi questi che sono a favore dei nostri aguzzini ?

    Una volta smosso questo enorme macigno che ostruisce il nostro cammino possiamo riprendere senza più condizionamenti i più validi insegnamenti della nostra storia.

    Mi fermo volutamente quì , ma ho tanto da dire ancora, perchè trovo inutile continuare se non ci chiariamo bene questo punto.

  3. cari amici del sud ,ho letto la lettera di scillama’, e i commenti dei nostri amici…Ma credo a mio modesto modo di pensare e constatare che il problema cruciale del nostro FUTURO di: macroregione, autonoma ,indipendente o qualsiasi altra soluzione che vada bene per il sud è: la presa di coscienza e conoscenza del nostro situazione di subordine dallo stato e dal nord. mi spiego fino a quando noi del sud ma dico tutti o quantomeno la maggioranza (quindi si parla di milioni di cittadini) non prendiamo coscienza di quello che è stato e continua ad essere il nostro stato di inferiorita'(economica,sociale,infrastrutturale …) non caveremo un ragno dal buco.ogni giorno a scuola,tra amici, conoscenti parlo o cerco di intavolare una discussione su questo problema e fino ad oggi li posso contare sulle dita di una mano quelli che interiormente hanno metabolizzato qual’è la questione di fondo,ma tutti gli altri, c’è chi ha espresso indifferenza ,chi si è messo a ridere, ma tanti non credono , perchè la storia che abbiamo studiato è quella e basta!!! quindi cari amici se non si inizia (è difficile) un percorso di educare e far conoscere cio’ che veramente è successo dopo l’unita’ italina passeranno altri 150 anni. anche perche’ le istituzioni che dovrebbero fare il mea culpa ,non lo faranno mai.. quindi dobbiamo fare tutto NOI!!!!

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