La Canetteria Borbonica.

piantina canetteria borbonica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Canetteria Borbonica.

 

Dalla nostra rubrica (ANGOLI SANNICOLESI: San Nicola la Strada e i suoi monumenti) volta a riscoprire le bellezze storiche ed architettoniche, visibili e ai???nascosteai???, di San Nicola la Strada…

L’inizio dei lavori per la costruzione della Reggia di Caserta indusse il Re Carlo III ad acquistare alcuni terreni necessari per aprirvi delle cave di pietra.

CiA? coinvolse anche il ai???casatoai??? di San Nicola che, data la stretta vicinanza al cantiere, rappresentava il posto piA? idoneo.

La presenza delle cave comportA? quindi la necessitAi?? di reperire dei locali dove poter riunire gli animali addetti al trasporto delle pietre.

Tali locali vennero chiamati ai???boverieai??? e per poterli costruire furono acquistati altri appezzamenti di terreno da parte dei regnanti: tra questi, lai??i??area che si trovava ad Est della zona dove in seguito sarebbe sorta la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Il trasporto delle pietre ebbe perA? giusto la durata della costruzione della Reggia, ragion per cui i locali adibiti a boverie vennero poi ingranditi per poter essere utilizzati dal seguito della corte reale.

Carlo III ed il figlio Ferdinando erano conosciuti anche come grandi amanti della caccia e per soddisfare questa loro passione acquistarono una enorme quantitAi?? di territori (dagli Astroni ad Agnano, da Licola a Calvi, dal Lago Patria a Carditello, da Caiazzo a Maddaloni e a S.Arcangelo, ecc.) che furono popolati di selvaggina di tipo diverso a seconda delle caratteristiche che essi presentavano: in queste zone sovente erano innalzati nuovi edifici o adattate ed ampliate vecchie costruzioni per consentire la permanenza del sovrano e del suo seguito durante le battute di caccia.

CosAi?? anche alla boveria di San Nicola capitA? lo stesso destino. Essendo la zona molto vicina alla Reggia, quei locali vennero ampliati e riadattati a quelle che costituivano le esigenze della passione del re, e cioA? a luogo di riposo, cura e allevamento di cani da caccia. Da qui il nome di ai???Canetteriaai???.

Volumetricamente la Canetteria si presentava in un primo momento soltanto ad un pian terreno, ove venivano ricoverati ed allevati i cani. In seguito, per venire incontro anche alle esigenze delle persone che si prendevano cura degli animali, vennero innalzati un primo ed un secondo piano (questai??i??ultimo ammezzato).

Il pian terreno A? diviso in due zone. La prima che dAi?? su Via Appia A? composta di tredici bassi e retrobassi con un androne centrale e tre piccoli cortili.

In essa vi alloggiavano le scuderie e le cucine per i canettieri e i loro garzoni. La seconda zona, invece, A? composta di quattro cortili e di undici bassi, dove sorgevano tre canetterie (la prima ha un cortile e tre bassi; la seconda due cortili e tre bassi simili; la terza, invece, ha tre cortili e cinque bassi, dallai??i??ultimo dei quali si passa ad un altro cortile piccolo che ha lai??i??uscita su Via Bronzetti).

Dei piani superiori, il primo era destinato ad abitazione di tre canettieri, mentre negli ammezzati alloggiavano i garzoni. Ogni canettiere aveva una abitazione con cinque stanze alla quale si accedeva per mezzo di due corpi scala, uno situato nellai??i??androne di destra e lai??i??altro nel secondo cortile a sinistra dellai??i??androne stesso. Il secondo piano (lai??i??ammezzato) era suddiviso in abitazioni piA? piccole e di minore importanza e a seconda del grado e del ruolo lavorativo del garzone vi erano camere singole o doppie alle quali si accedeva per una scala piA? piccola in continuazione di quella descritta a destra dellai??i??androne.

Il complesso, nonostante la sua straordinaria origine, dopo la caduta dei Borboni ha continuato ad essere riadattato ed adibito alle piA? svariate funzioni, tra le quali anche quelle di alloggi militari, per arrivare ai giorni nostri a comuni abitazioni.

Eai??i?? veramente paradossale che nel mentre ti trovi ad attraversare quei cortili e ti soffermi ad ammirare, con enorme sforzo di fantasia, quelle piccole dimore immaginandole nella bellezza di quel periodo storico, allai??i??improvviso ti spunta sopra la testa unai??i??antenna parabolica che sta magari captando un documentario sulle meraviglie architettoniche dellai??i??era borbonicaai??i??

Renato Ciaramella

canetteria borbonica in biancoenero

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>