Don Luciano Rotolo a Molfetta per presentare il suo ultimo libro

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Don Luciano Rotolo a Molfetta per presentare il suo ultimo libro

di Cosimo de Gioia

Molfetta 18 gennaio 2020

Presentazione a cura di Gianfranco Del Re, referente regionale CDS Puglia

Si è svolta a Molfetta presso la Sala Consiliare del Comune, una interessante conferenza di Don Luciano Rotolo sulla figura dell’ultimo re dell’antico Regno delle Due Sicilie, Francesco II.

Il ‘tour’ di conferenze di quest’anno per Don Luciano è molto impegnativo per i numerosi inviti che sta ricevendo in occasione dell’uscita dell’ultimo suo lavoro storico-letterario “Francesco II di Borbone-Due Sicilie, un re da condannare o da riscoprire?” edizioni Vivere In.

Gianfranco Del Re, referente CDS Puglia, si è molto impegnato per organizzare la conferenza che ha visto la partecipazione di attivisti del mondo borbonico venuti anche dalle città limitrofe.

Notoriamente Don Luciano Rotolo è uno studioso della figura di re Francesco II, interessandosi di ricerche che ci restituiscono l’autentico profilo storico, politico, umano e cristiano del grande re, ingiustamente sottovalutato dalla storia “ufficiale”.

Egli, attraverso la Fondazione intitolata a Francesco II, si è interessato per l’inoltro della domanda per la canonizzazione di colui che fu il nostro re, un re profondamente cattolico.

Tutti gli attivisti duosicilianisti conoscono la domanda che pone la gente incredula della grandezza del glorioso Reame: «Come fu possibile che un regno qualificato come terza potenza europea dopo Inghilterra e Francia, cadde per opera di un manipolo di garibaldini?».

La risposta sottintesa a questa domanda è tipicamente incentrata sulla tesi di incapacità di re Francesco. È una tesi che appare granitica perché mostrata nei libri e nelle scuole come unica spiegazione possibile, come risultato di un’inferenza logica. È anche una tesi comoda da accettare perché semplice, in linea col pensiero dominante, non richiedente lavoro di ricerca storica (peraltro sempre faticoso per la non facile reperibilità dei documenti).

Di qui scaturisce palesemente l’importanza del lavoro di Don Luciano Rotolo, che si pone fuori dal pensiero dominante, che ricerca, scrive e divulga.

Egli ricostruisce sapientemente tutta la catena degli incredibili tradimenti che l’eroico Francesco II dovette subire da parte dei suoi alleati politici, di suoi ministri e comandanti delle forze militari e persino da parte dei suoi familiari, alcuni dei quali speravano nella disfatta di Francesco e quindi nella possibilità di abdicazione a loro favore.

Gianfranco Del Re, nell’organizzare l’evento, ha ricevuto attestazioni di condivisione dell’indirizzo che sta tracciando per i CDS in Puglia, nel solco della linea nazionale del Presidente Fiore Marro, del direttivo CDS e degli aderenti ai Comitati.

L’attivismo duosicilianista, infatti, deve passare, prima ancora che dall’azione politica (pur importante), da un recupero di dignità del popolo duosiciliano. Occorre innanzitutto demolire l’idea che noi “meridionali” eravamo “sudditi di Franceschiello”. Documentando, bisogna affermare che avevamo uno Stato glorioso e un re eroe. Oggi gloria ed eroi non se ne vedono in giro.

Quando i nostri referenti si siederanno al tavolo politico, cioè al tavolo delle scelte che contano, dovranno potersi esprimere con l’autorevolezza conferita loro dalla dignità della storia, contro le forze che la vogliono calpestare.

Dunque è da ammirare la personalità di Don Luciano Rotolo che in qualità di studioso si inserisce in questa complessità di elementi, di strategie, di pensieri, cercando di fornire punti fermi che riducano il rischio di defocalizzare i termini del problema.

E allora non è sufficiente comprare il libro di Don Luciano, ma occorre anche dedicarvi del tempo per leggerlo due volte, per approfondirlo, per elaborare intorno a quella ricerca certosina, la qualità del proprio pensiero.

Cosimo de Gioia referente CDS Bari e provincia.

Un pensiero su “Don Luciano Rotolo a Molfetta per presentare il suo ultimo libro

  1. Solo per rappresentare il rammarico di non averlo saputo in tempo e non aver potuto partecipare di persona: una personalità come quella di Don Luciano è una risorsa da gratificare e rispettare, nel contesto di una subcultura voluta da Istituzioni a cui notoriamente fa comodo l’ignoranza e la distorsione della verità. Complimenti agli organizzatori, Sigg.ri Del Re e de Gioia e ad una Città, Molfetta, che ha saputo coraggiosamente ospitare chi testimonia un’altra versione dei fatti, sicuramente più veritiera, e che non si limita, come hanno fatto altri in tempi passati, a scolpire mirabili epiteti sulla base dell’ignobile statua al centro della Piazza che da costui prende nome, Vittorio Emanuele, quello che tutti possono leggere e che per onore e rispetto al popolo meridionale non ripeto. Egidio Visaggi

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