Regi lagni, una storia triste piena da buone intenzioni.

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Regi lagni, una storia triste piena da buone intenzioni.

Dalla bonifica dei terreni all’inquinamento del mare, è stato come passare dai Borbone al sistema tosco- padano.

Di Fiore Marro

Caserta 1 giugno 2020

La storia dei Regi Lagni, magnifica e modernissima opera idraulica del periodo borbonico, oggi a causa dell’incuria in cui versa, è un monumento triste e desolante, del litorale domizio. L’opera che è divenuta oramai discarica di sgombri illeciti e depositi di rifiuti, in un incessante e continuo sversamento selvaggio, ha perso da tempo immemore la sua funzione iniziale. Continua a leggere

50.000 Followers per la pagina Facebook Regno delle Due Sicilie

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Il Sud è sempre stato povero ed ancora oggi paga il gap storico con il nord?

Falso!  50.000 Followers per la pagina Facebook Regno delle Due Sicilie – La

verità che non ci hanno detto

di Fiore Marro

Caserta 17 maggio 2020

Il Regno delle Due Sicilie era il terzo Stato più ricco ed avanzato al mondo, alla vigilia dell’Unità d’Italia contava, solo nella parte al di qua del faro (escludendo quindi la Sicilia) cinquemila industrie.

Il settore Industriale occupava 195 mila addetti. Le industrie del Regno delle Due Sicilie impiegavano il 27% del totale dei lavoratori di tutti gli Stati preunitari. Continua a leggere

Il ducato delle Due Sicilie in replica all’elemosina dello Stato

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Il ducato delle Due Sicilie in replica all’elemosina dello Stato

Da sottolineare tra le altre azioni identitarie di Fratangelo una su tutte, sono oramai due anni che il sindaco di Castellino sul Biferno utilizza lo stemma borbonico per gli atti ufficiali del comune molisano.

Di Fiore Marro

11 maggio 2020

Di solito le rivoluzioni nascono da situazioni inaspettate, da momenti quasi anonimi: ero a Spalato quella domenica, quando si giocava Hujduk – Partizan, a godermi le gesta di Alan Boksic, era intuibile che quella partita non era solo di calcio, poi arrivò Arcan …; cominciò così anche in Irlanda, durante una parata Irish, Continua a leggere

Michele Topa – Brigante di Sua Maestà le Due Sicilie

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Michele Topa  – Brigante di Sua Maestà le Due Sicilie

I Briganti di Sua Maestà è il libro che tocca le corde e  spinge alla lotta identitaria, per il riscatto di un popolo, un mondo, una  storia obliata.

Di Fiore Marro

Caserta 11 aprile 2020

La migliore descrizione di Michele Topa l’ha riportata Erminio de Biase al convegno di Gaeta nel febbraio del 2016 : “Michele Topa, infine, è colui che considero il mio mentore. Debbo, infatti, alla lettura del suo Così finirono i Borbone di Napoli se mi scrollai di dosso i miti artificiosi di Peppe Garibaldi Continua a leggere

Storia della prima lavatrice italiana, quella nata a Napoli.

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La prima lavatrice in Italia? Nel regno borbonico naturalmente

Storia della prima lavatrice italiana, quella nata a Napoli.

Di Fiore Marro

Caserta 4 marzo 2020

Gennaro De Crescenzo, presidente nazionale del Movimento Neoborbonico riporta nel libro : Le industrie del Regno di Napoli, Napoli, 2002 che la prima lavatrice italiana “moderna”, tra le prime in Europa funzionante con un motore fu costruita e installata nel Regno delle Due Sicilie, a Napoli, nel 1851 su modello brevettato di Luigi Armingaud. Era una macchina enorme, capace di lavare fino a 1.000 camicie e oltre 2.000 lenzuola. Continua a leggere

CARNEVALE BORBONICO

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CARNEVALE BORBONICO

Rievocazione del carnevale della corte napoletana di Carlo di Borbone

Presso Villa Domi  Salita Scudillo 19/a Napoli

con il Patrocinio del Parlamento delle De Sicilie

Il carnevale nella corte napoletana di Carlo di Borbone era forse la festa più attesa da tutta la popolazione. Nel 1737 infatti l’intera società partenopea decise di organizzare un carnevale che potesse rimanere nella memoria storica per il suo sfarzo,la sua eccentricità ed il suo rigoroso divertimento. Carlo di Borbone in quel tempo non era ancora sposato e dunque ai festeggiamenti soliti furono aggiunti anche quelli dell’addio al celibato, per questo motivo il carnevale napoletano del 1737 fu prolungato per giorni e giorni fino al 22 febbraio.

i nobili napoletani amavano il Carnevale, organizzando eleganti feste in maschera nei più bei palazzi della città di Napoli

la settecentesca Villa Domi un tempo villa “La Fiorita”: in uno scenario di rara bellezza in cui aleggia l’antico splendore di un tempo, testimonia il passaggio di grandi artisti come Mozart, Celeste Coltellini e ancora Francesco Ierace che, con le sue opere ha impreziosito gran parte dei saloni e dei giardini ancora oggi meta di turisti alla ricerca di opere d’arte un po’ nascoste.

Villa Domi è perciò oggi destinata ad accogliere eventi di grande prestigio, a cui sicuramente apporterà il fascino dell’indimenticabile

Il fascino storico, unito al panorama mozzafiato, rendono questa struttura una location esclusiva.

Partner dell’Evento:

Movimento Neoborbonico

Comitati Due Sicilie

Ass.Cult. Revocatori Storici

Napoli Capitale

Ingresso solo su invito  h.21.30

Dress obbligatorio Abito d’epoca 1400/1800 donna/uomo.

In alternativa: abito scuro e mascherina per l’uomo, abito lungo da sera e mascherina per la donna. E’gradita l’aggiunta di Accessorio Borbonico al proprio outfit.

Note d’epoca con il violino di Lollo e la Mandola di Domenico

♛ special guest Sasà di Palma

Djset Giancarlo Cavallo

Ph Mina Fiore

carnevale borbonico

Intervista per il giornale Roma a Cosimo De Gioia ingegnere meccanico con le Due Sicilie nel cuore

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Intervista per il giornale Roma a Cosimo De Gioia ingegnere meccanico con le Due Sicilie nel cuore

“ In realtà la Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte.”

La Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte

Cosimo de Gioia, generazione anni ’60, ingegnere meccanico, socio fondatore di Comitati  delle Due Sicilie, cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, docente delle materie tecniche di un master per Traduttori tecnici di lingua inglese, scrittore, meridionalista, storico, presenterà  nel corso del raduno di Gaeta  il suo libro “Discorsi Duosiciliani”.

Anzitutto volevo ringraziarti per il contributo che dai al nostro movimento e anche per l’attenzione che hai al lavoro del sottoscritto, citando i miei scritti nelle tue pagine. Ma voltiamo pagina.

D) Sei un ingegnere meccanico, con tesi sperimentale Robotica: nell’immaginario popolare non c’è nulla di più lontano dalla ricerca storica. Qual è allora l’input che ti ha fatto deviare dai tuoi interessi culturali e di studio? Da cosa nasce l’interesse per la storia, in particolare per la contro storia delle Due Sicilie?

R) La Meccanica oggi viene presentata come una materia tecnica al pari di altre. In realtà la Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte. Dunque la Meccanica è lo studio dell’avventura umana e quindi non è disgiungibile dalla speculazione del mondo sia negli aspetti fisici che umanistici. Persino nella Bibbia si parla del moto dei corpi e quindi di Meccanica, secondo le approfondite letture di Sant’Agostino, Newton e molti altri grandi della storia. Dunque l’interesse per la storia forse non è una deviazione rispetto alla mia formazione scolastica. Poi nel mio caso, questo interesse è del tutto naturale perché ho sempre fatto parte di associazioni culturali di storia. Penso sia dovere di ognuno documentarsi personalmente sulla propria storia: non si può demandare a istituzioni scolastiche che hanno politiche di indottrinamento dalle quali talvolta è più opportuno liberarsi. Secondo l’indottrinamento scolastico, per esempio, Newton avrebbe scoperto le leggi del moto quando, seduto all’ombra di un melo, un frutto maturo si staccò dall’albero e gli cadde in testa: il moto della mela fornì allo scienziato la grande intuizione. Questa è una tesi illuminista avente lo scopo di disconoscere l’enorme importanza degli autori antichi consultati da Newton nelle sue ricerche; fu dunque una tesi che tagliava i ponti con ciò che non era funzionale all’affermazione delle idee illuministe: la Bibbia, il Libro dei Sogni dell’arabo Acmet, le opere dei matematici dell’antico Egitto e degli antichi greci. Dunque esiste la storia scolastica, ma esiste anche la Storia che è molto bella ed interessante da studiare, apprendendola anche fuori dagli ambienti scolastici. La Storia del Regno delle Due Sicilie è una di queste storie importanti.

D) Nel tuo libro ci sono ricordi, anche personali, sulla figura di don Massimo Cuofano, dunque la tua attenzione verso di lui scaturisce dalla credibilità umana che egli aveva come sincero spirito identitario oppure da un interesse culturale verso i suoi studi?

R) Certamente entrambe, ma a prevalere è il mio interesse verso i suoi studi nei quali rilevo una metodologia originale. Don Massimo Cuofano è stato un uomo di fede autentica; i suoi studi consistono in ricerche di verità storiche alla luce della Verità di fede. Egli analizza i documenti non già per costruire una tesi storica, bensì per constatare che la verità, nota in forza di valori superiori, trova riscontro in “miracolose” manifestazioni quali, appunto, i documenti storici che emergono nonostante le difficoltà. Altre manifestazioni di autenticità di quella pura verità in don Cuofano sono i raduni duosicilianisti, l’impegno degli attivisti, l’entusiasmo dei giovani, la preghiera rivolta agli eroi che hanno donato la loro vita quale seme fecondo per la rifioritura del Sud.

D) Il meridionalismo oggi, a tuo avviso, deve occuparsi di politica?

R) Sì, il meridionalismo deve occuparsi di politica, ma prima occorre l’azione culturale per capire che cosa significa meridionalismo. Tutti i partiti sono meridionalisti quando vengono a chiedere i voti al Sud, anche la Lega Nord è meridionalista. Non basta essere sinceramente meridionalisti, occorre la consapevolezza che il meridionalismo deve avere una connotazione chiara, forte: borbonica. Il meridionalismo o è autenticamente identitario o non è; il meridionalismo o è distintamente borbonico oppure è come quello dei partiti italiani.

D) Sei socio fondatore di comitati Due Sicilie. Da quando è stato fondato questo movimento (2007) ad oggi, come pensi si sia evoluto il meridionalismo duosiciliano?

R) Il meridionalismo duosiciliano anni fa era un’idea, oggi è sempre più una concretezza che spero si espanda alla conoscenza delle popolazioni del Sud.

D) Riassumi con 3 parole la tua esperienza di questi anni in Comitati.

R) La mia esperienza nei Comitati è stata accompagnata da una personale maturazione culturale, da un arricchimento di amicizie straordinarie, dalla costatazione che la pluralità dei Comitati nelle diverse regioni abbia inciso nella società, destando voglia di riscatto: l’auspicato riscatto del Sud.

D) Nel tuo libro Meccanica Apocalittica, proponi una filosofia della tecnica, il sapere scientifico reinterpretato in una visione etica e persino religiosa. Per analogia si potrebbe dire che hai seguito le orme di don massimo, il quale ha decifrato il percorso storico duosiciliano, particolarmente in riferimento alla figura di Francesco II, secondo metriche teologiche?

R) Sì, è proprio così. Nel mio libro “Meccanica Apocalittica” mi sono esercitato ad applicare la metodologia di ricerca di don Massimo Cuofano. Egli affrontava la scienza storica con una visione dettatagli dalla fede: una Verità superiore, divina, certifica la verità storica. Nel mio libro di Meccanica ho provato ad affermare le verità meccaniche con riferimento a Verità bibliche, superiori. Nel mio libro la Meccanica non è un ramo della conoscenza parallelo alla Matematica, è (nelle mie intenzioni) parallelo alla Teologia.

D) Questa frammentazione corpuscolare del mondo meridionalista, in tanti, troppi, movimenti gruppi e partitini, a tuo parere, indica un accresciuto interesse verso le tematiche identitarie oppure una mancanza di coesione tra tutti noi duosiciliani?

R) La frammentazione è un elemento negativo per lo sviluppo del pensiero e dell’azione meridionalista. Occorre passare da un interesse che di anno in anno si accresce, ad un pensiero strutturato e ad un’azione mirata agli obiettivi fondamentali. I Comitati delle Due Sicilie, ai quali orgogliosamente aderisco sin dalla fondazione, contribuiscono a quella scuola di pensiero che vede nella pluralità dei comitati territoriali, una ricchezza e non un elemento di divisione e frammentazione. Il percorso che si apre davanti a noi è ancora, dopo tredici anni, quello contenuto dello Statuto dei Comitati delle Due Sicilie.

La Calabria può ripartire solo dalla sua vera identità

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Mario Bellotti 

La Calabria può ripartire solo dalla sua vera identità

Mario Bellotti

Milano 20 gennaio 2020

“La Calabria è la più meravigliosa e drammatica parte della macroregione più straordinaria e disarmante d’Europa: troppo complicata per gli italiani”

Pubblichiamo di seguito una nota del dott. Mario Bellotti, Responsabile Nazionale per i Comitati Due Sicilie  Nord Italia, in merito alla prossima tornata elettorale regionale in Calabria. Continua a leggere

Don Luciano Rotolo a Molfetta per presentare il suo ultimo libro

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Don Luciano Rotolo a Molfetta per presentare il suo ultimo libro

di Cosimo de Gioia

Molfetta 18 gennaio 2020

Presentazione a cura di Gianfranco Del Re, referente regionale CDS Puglia

Si è svolta a Molfetta presso la Sala Consiliare del Comune, una interessante conferenza di Don Luciano Rotolo sulla figura dell’ultimo re dell’antico Regno delle Due Sicilie, Francesco II.

Il ‘tour’ di conferenze di quest’anno per Don Luciano è molto impegnativo per i numerosi inviti che sta ricevendo in occasione dell’uscita dell’ultimo suo lavoro storico-letterario “Francesco II di Borbone-Due Sicilie, un re da condannare o da riscoprire?” edizioni Vivere In. Continua a leggere