Giovanni Gabriele un eroico Ufficiale Borbonico caduto nella battaglia contro i ai???garibaldiniai???

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Stralcio dell’atto di nascita di Giovanni, Liberato, Ferdinando GABRIELE;

 

Giovanni Gabriele un eroico Ufficiale Borbonico caduto nella battaglia contro i ai???garibaldiniai???

4 luglio 2017, di Geremia ManciniAi??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??

Giovanni, Liberato, Ferdinando GABRIELE nacque, il 1 febbraio del 1838, a Pescara da Don Giuseppe (allai??i??epoca primo tenente del Genio) e da Donna Colomba Betti.

Lai??i??atto di nascita fu registrato dinanzi allai??i??allora Sindaco Pietro Dai??i??Annunzio. I genitori di Giovanni si erano sposati (come recita lai??i??atto) nella ai???Regia Chiesa di San Cetteoai??? lai??i??8 luglio del 1827. Il padre, nato a Chieti lai??i??11 agosto del 1799, era di nobili origini e figlio del Barone Salvatore Giordano. La madre era figlia dei possidenti Don Angelo Betti e della ai???gentil donnaai??? Teresa Betti. Tre anni prima di lui, precisamente il 7 dicembre del 1835, era nato il fratello Ferdinando, Cetteo, Antonio.

Servire lai??i??Esercito e i Borbone fu per Giovanni una logica e quasi inevitabile scelta. Il giovane, di animo assai gioviale, allai??i??occasione sapeva essere estremamente risoluto. Prima di lui scelse la strada militare il fratello Ferdinando. Poi toccA? a Giovanni di entrare nel ai???Real Collegio della Nunziatellaai??? per lai??i??Accademia Militare. Quando, nel 1860, si scatenA? la guerra contro il ai???Regno delle due Sicilieai??? lui fu, naturalmente, inviato in battaglia.

Ardimentoso e sprezzante del pericolo, pur giovanissimo tenente, venne destinato a ruoli strategici e delicati. Nella stessa guerra combatterono il fratello Ferdinando e il Generale Giuseppe Giordano suo padre. Il 26 settembre del 1860 ebbe inizio quella che venne definita ai???La battaglia del Volturnoai???. Si susseguirono sanguinosi e violentissimi scontri durante i quali emerse il coraggio di Giovanni Gabriele. Rimasto ferito ad un braccio continuA? ad essere alla testa dei suoi uomini. Per il valore dimostrato fu promosso capitano sul campo.

Poi il 1Ai?? ottobre del 1860 lai??i??Esercito del ai???Regno delle Due Sicilieai??? tentA? di riconquistare la strategica cittadina di Santa Maria Maggiore (oggi Santa Maria Capua Vetere). Una zona di assoluta importanza militare fu ritenuta, dal Colonnello Vincenzo Dai??i??Orgemont, quella del ai???cimiteroai???. Per difendere quel presidio occorrevano uomini disposti anche allai??i??estremo sacrificio. Fu allora che Dai??i??Orgemont fece chiamare lai??i??oramai Capitano pescarese. Gli disse che difendere quella postazione era assolutamente indispensabile per la vittoria.

Il Capitano Giovanni Giordano con i suoi uomini della ai???Brigata Marulliai??? e con due cannoni di rinforzo cercA? di contrastare gli attacchi dei garibaldini. Ma la postazione era troppo avanzata, isolata e, per di piA?, completamente scoperta. CosAi?? la ai???Brigata Marulliai??? fu letteralmente annientata dal fuoco nemico.

Chi assistAi?? a quel ai???massacro annunciatoai??? raccontA? di eroici comportamenti ispirati ed alimentati proprio da Giordano che cadde assieme ai suoi uomini. Anni dopo lai??i??ufficiale borbonico Ludovico Quandel, presente quel giorno, ricordava in una sua memoria, riferendosi a Giovanni Giordano, di aver notato lo sguardo e il sorriso di orgogliosa soddisfazione con cui questo andava incontro al nemico.

Altri raccontarono:

ai???Non dimenticheremo mai quello sguardo fiero ed eroico sul volto di quel ragazzo che, al grido di ai???Viva Francesco IIai???, andA? contro il nemico pur sapendo che avrebbe incontrato la sicura morteai???.

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dipinto “Battaglia del Volturno” probabilmente del pittore bergamasco Frizzoni

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