Intervista ad Angelo Forgione per il Roma Napoli

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Versione integrale

 

Un caffA? con Forgione

Intervista ad Angelo Forgione per il Roma

Napoli 18 maggio 2017

La nuova frontiera della divulgazione identitaria passa attraverso le giovani leve arrivate nel periodo post -neoborbonico, firma eccellente di questo nuovo filone letterario A? senza dubbio Angelo Forgione, che ha elaborato, in questi tempi, lai??i??idea dellai??i??appartenenza territoriale espressa anche attraverso il mondo del calcio, in questo caso sponda Napoli azzurra. Molto interessanti sono considerate dai piA? le sue tesi socio ai??i?? economiche del fenomeno che contraddistingue il nord ricco e opulento al sud sfruttato e tenuto nella incomprensibile ristrettezza. Il suo primo libro, ai???Made in Naplesai???,Ai?? editore Magenes,Ai?? ai??i?? 15, ha raggiunto unai??i??ottima se non eccelsa distribuzione di vendita, soprattutto nell’antica capitale sebezia. Proviamo a conoscerlo piA? da vicino.

  1. Da dove nasce l’interesse per i temi che tratti?

Nasce dalle mie radici e dalla mia indole. Sono napoletano, e poi sono curioso. Essere napoletani impone lai??i??osservazione di mille contrasti tra bello e brutto, tra nobile e plebeo, tra sfarzo e miseria. La curiositAi?? ti conduce a non ignorarli, a non considerarli normali, a capirli e a decifrare la realtAi?? in cui vivi per come si A? originata, non limitandoti a una semplice fotografia del presente. Napoli A? uno stimolo continuo e io non le sono mai stato indifferente, neanche nellai??i??etAi?? dellai??i??incoscienza. La mia realtAi?? e la mia indole mi hanno condotto a capire Napoli, il Sud, lai??i??Italia, e a voler raccontare tutto.

  1. Dunque, Napoli A? responsabile nel tuo sentire l’esigenza di raccontare. Se tu fossi nato a Milano o Bologna avresti intrapreso la stessa strada?

Non saprei dire quanto mi avrebbe potuto stimolare un ambiente diverso, meno difficile e piA? inclusivo. Gli impulsi sarebbero stati certamente diversi, ma penso che alla fine la veritAi?? A? al centro di tutto, e prima o poi vi si arriva se A? quella la meta, da qualsiasi parte si intraprenda il cammino. Di certo, partendo dal mio ambiente, ho percorso anche il tragitto di quelle cittAi??. A breve, infatti, sarAi?? nelle librerie il mio terzo lavoro, imperniato sulle vicende incrociate di Napoli e Milano, le capitali morali dai??i??Italia, quella pre-unitaria e quella post-unitaria, i due paradigmi per comprendere lai??i??intera vicenda storica della Penisola. La veritAi?? appartiene a tutti e passa dappertutto.

  1. Spesso nel tuo blog scrivi di storia napoletana. PerchAi??, a tuo avviso, A? importante ricordare?

PerchAi?? lai??i??identitAi?? A? un aspetto vitale di un luogo, ed A? un valore da preservare nel mondo globalizzato. LAi?? dove cai??i??A?, esiste un popolo. Lai??i??identitAi?? napoletana sopravvive miracolosamente, rivitalizzandosi continuamente, nonostante tutto. Napoli si A? fatta, piA? di ogni altro luogo occidentale, cuore di una riflessione che riguarda le metropoli piA? antiche dai??i??Europa, che hanno smarrito il loro orientamento. Se nai??i??A? accorta lai??i??UNESCO, che protegge lai??i??antica Neapolis per i suoi valori universali senza uguali che hanno esercitato una profonda influenza su gran parte dellai??i??Europa e oltre. E prima ancora se nai??i??A? accorto lai??i??ICOMOS, un comitato di oltre settemila tra architetti, geografi, urbanisti e storici dellai??i??arte che giAi?? nel 1995 ha certificato che Napoli ha radici culturali completamente diverse da qualsiasi altra cittAi?? italiana e che il confronto sarebbe inutile anche con cittAi?? vagamente somiglianti come Barcellona e Marsiglia, poichAi?? Napoli rappresenta lai??i??unicitAi??. Il problema A? che lai??i??unicitAi?? napoletana, la sua identitAi??, sono state declinate sotto il profilo folcloristico nellai??i??ultimo secolo, tantai??i??A? che i turisti si recano a Napoli principalmente per i suoi colori, per i suoi sapori, per i suoi suoni, spesso dimenticando la sua aristocratica cultura, e solo quando vi si immergono comprendono che A? anche una cittAi?? ricca dai??i??arte. Se vogliamo che Napoli venga percepita per quella gran capitale di cultura qual A? abbiamo lai??i??obbligo di raccontarla per bene, anche ai napoletani.

  1. Cosa pensi del revisionismo storico borbonico e duosiciliano?

A? prezioso, ma non va incanalato nella rabbiosa contrapposizione Nord-Sud, non in unai??i??esaltazione neo-meridionalista gravida di improduttivi nostalgismi, ma va convogliato nellai??i??autentico meridionalismo intellettuale. La revisione storica, qualsiasi essa sia, A? importante se condotta seriamente. La storia non puA? aderire a unai??i??unica versione dei fatti, A? una scienza indagabile e necessita di ricerca per purificare la contaminazione dei racconti e approssimarsi quanto piA? possibile alla comprensione della realtAi?? che si vive nel presente. Sulla storia borbonica, poi, si A? costruita lai??i??Italia, e lai??i??Italia si A? fatta con le armi, non con la volontAi?? popolare. A? unai??i??esigenza improcrastinabile raccontare la storia degli sconfitti con maggiore equilibrio. Non si puA? piA? perdere tempo.

  1. PerchAi?? hai voluto fondare un movimento come VANTO e in cosa si differenzia dagli altri (molti) movimenti ai???meridionalistiai????

VANTO A? un acronimo che sta per Valorizzazione Autentica NapoletanitAi?? a Tutela dellai??i??Orgoglio. Si tratta di valorizzazione, cioA? di individuazione di valori napoletani, di napoletanitAi?? autentica, che non va confusa con le imposture costruitevi attorno. Si tratta di orgoglio da tutelare, cioA? quello di testa da proteggere dai dannosi sentimenti di pancia. Non so in cosa lai??i??idea VANTO sia differente, ma di certo prova ad elevarsi culturalmente, a usare e a fornire gli strumenti della cultura per proteggere la napoletanitAi?? da chi la sabota, sia che si tratti di napoletani che di non napoletani. E questo vale anche per la meridionalitAi??, di cui Napoli A? punta dellai??i??iceberg, il bersaglio piA? facile.

  1. A chi sono rivolte le tue opere, cioA? qual A? il tuo pubblico, se ti rivolgi ad un pubblico ben preciso?

Scrivo per esprimere me stesso e scrivo per chi vuole conoscere la storia dai??i??Italia, di Napoli, e la societAi?? in generale da un punto di vista alternativo. A? chiaro che il mio pubblico sia composto da chi vuole conoscere Napoli e il Sud, la loro storia, la storia dai??i??Italia vista da Sud. Cai??i??A? tanta gente, anche non meridionale, che ha voglia di vederla in modo diverso da come la pone il racconto convenzionale. Devo dire che diverse attestazioni di apprezzamento arrivano anche dagli stranieri, tanto per Made in Naples quanto per Dovai??i??A? la Vittoria, che ha interessato la stampa spagnola e persino lai??i??importante network americano ESPN.

  1. Come valuti il fenomeno Gomorra?

Il dibattito A? delicato. La denuncia del Male A? esercizio giusto, e il successo del libro Gomorra, del resto, A? nato proprio per questa. Gomorra ha acceso la falsa speranza di poter combattere con efficacia la malavita organizzata attraverso una piA? ampia condanna. Nessuno imputA? a Saviano di gettare fango su Napoli, Caserta e la Campania tutta quando diede alle stampe il suo primo libro. Nel frattempo, la Camorra A? rimasta ugualmente dominante, e sono spuntati pure nuovi inquietanti fenomeni. A? proprio con lai??i??eccessiva spettacolarizzazione del Male che la denuncia di Saviano ha iniziato a perdere parte dei consensi del popolo campano e di parte del mondo della cultura. A guardar bene le cose, non si puA? negare che il simbolo della lotta al malaffare sia diventato al tempo stesso icona della dannazione, e abbia reso il luogo da cui estirpare il male esso stesso il Male inestirpabile. Saviano, oggi, A? per alcuni un eroe e per altri uno sciacallo. Il fatto A? che una narrazione del Male non puA? cancellare la speranza e non puA? finire per proporre modelli del male invece che smontarli. Lai??i??immagine di Napoli, nel mondo, A? stata eccessivamente caricata di valori negativi, imposti da insistenti e redditizi filoni letterari e cinematografici, che hanno ancor piA? occultati i valori positivi. Tutto con gran facilitAi??, e Dio solo sa quanta fatica si faccia per accendere le luci sulle eccellenze napoletane.

  1. Cosa significa raccontare la napoletanitAi?? attraverso il calcio?

Significa raccontare unai??i??espressione contemporanea dei napoletani, forse lai??i??unica in cui il popolo sa essere compatto e non dannatamente individualista. Il Napoli accende la fascinazione del territorio, A? il simbolo dellai??i??auto-riconoscimento nella squadra che porta il nome della propria cittAi??, della propria provincia, A? un veicolo di appartenenza a una precisa identitAi?? culturale. Lo A? piA? di tutte le squadre, anche della stessa Roma, squadra di una cittAi?? piA? grande ma condivisa con la Lazio. E se le cittAi?? del Sud offrono gran supporto alle squadre del Nord, Napoli A? in gran maggioranza napoletana, proprio per quella spiccata identitAi?? che affeziona al territorio. E poi A? lai??i??unica squadra della cittAi??, per cui non cai??i??A? bisogno di fare distinzione linguistica. Lai??i??aggettivo ai???Napoletanoai??? vale per il tifoso e per il cittadino. A Roma vi sono il romanista e il laziale, a Torino il torinista e lo juventino, a Milano il milanista e lai??i??interista, a Napoli lai??i??appartenza calcistica e la cittadinanza combaciano per sovrapposizione e si unificano. Col Napoli non A? difficile raccontare un aspetto della napoletanitAi??. E col Calcio A? facile raccontare la storia dai??i??Italia. Col mio libro Dovai??i??A? la Vittoria racconto proprio la storia italiana filtrata dal Calcio, che A? espressione industriale e sociale del Paese. Il Calcio A? uno strumento di lettura tra i piA? efficaci, insospettabilmente.

  1. Quale futuro ti auguri per il Sud?

Un futuro certamente diverso dal presente. Il Sud di oggi A? respingente, per erroracci dellai??i??Unione italiana ma anche dalla piA? giovane Unione europea, che sembra avere poco a cuore la valorizzazione della Florida dai??i??Europa, in una posizione geografica strepitosa, al centro del Mediterraneo. Risorse enormi, risorse sprecate per un territorio che A? in coda alla classifica di competitivitAi?? delle regioni dellai??i??Unione Europea. Il Mezzogiorno A? ricco di risorse ma povero di ricchezza, e questa A? lai??i??esatta dimensione di quel che suol dirsi ai???coloniaai???. Il Sud non era arretrato rispetto al Nord prima del 1861 ma poi A? nata la ai???Questione meridionaleai???. Ora A? scivolata, insieme alla Grecia, in una questione Sud-Europea, allo stesso modo coloniale. Basta vedere come lai??i??Italia si sia piegata allai??i??Europa per la realizzazione del TAP nel Salento, in un contesto in cui il nord e il sud del Continente sono in contrapposizione per garantirsi un ruolo privilegiato come hub di approvvigionamento energetico. Di gas, in Italia, ne abbiamo anche fin troppo, e perA? il nostro Governo ha cantierizzato unai??i??opera invasiva dicendola necessaria per alimentare fonti energetiche e ridurre la dipendenza italiana dal gas russo di Gazprom. Ci hanno raccontato che dal TAP dovrebbe giungere gas dell’Azerbaijan, ma i giacimenti azeri vanno verso la netta diminuzione della risorsa, e il governo di quel paese ha chiesto alla Russia di importare del gas per soddisfare la sua domanda. Morale della favola, attraverso il TAP potrebbe ugualmente giungere in Europa del gas russo. Dunque, altro che riduzione della dipendenza da Gazprom ma gas a costi lievitati. Con buona pace della volontAi?? popolare dei salentini. A proposito ai??i?? la Gazprom A? il colosso che sponsorizza lautamente la UEFA Champions League e che, indirettamente, porta non gas ma milioni di euro al calcio continentale. Vedete che il Calcio catalizza i massimi interessi e i piA? grandi temi in cui siamo coinvolti?

Fiore Marro

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