La mia Gaeta e quella dei CDS – Febbraio 2017

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La torta del decennale offerta dagli amici de ” Le ali di Checco”

 

La mia Gaeta e quella dei CDS

Caserta 13 febbraio 2017

Nonostante le centinaia di incontri fatti in giro per le Due Sicilie, il momento di Gaeta rimane comunque e sempre un’emozione forte, l’emozione .

Emozione forte come quella dei mattoni, trasportati anche dal sottoscritto lungo il tragitto verso il monumento che tutti sogniamo di realizzare in nome delle città martiri delle Due Sicilie; emozioni forti come quelle di esporre davanti a 500 persone, anche se Compatrioti, argomenti che, pur standoci a cuore e pur essendo , come si sul dire, il nostro pane quotidiano, si affrontano sempre con grande senso di responsabilità, perchè essere là vuol dire rappresentare un mondo, quello dei Comitati Due Sicilie, onore .

Inutile nascondere che ascoltare l’inno di rivolta dei figli delle Due Sicilie, quel canto di lotta, di rabbia e di appartenenza, dal titolo inconfondibile : Malaunità, spinge chiunque di noi a esaltare l’anima identitaria; forse sarò la voce del grande Eddy Napoli, ma mai connubio tra voce, parole e musica, come in questo caso, è stato così fortemente riuscito: una forza viscerale! E poi gli amici con cui ho diviso la conferenza, Gennaro De Crescenzo splendido padrone di casa, Pino Aprile icona della divulgazione nostrana, Pino Marino e la sua splendida idea di fare un film che affronti le nostre tematiche, Marina Carrese de Il Giglio, insomma, non fosse altro che per i loro nomi, sono davvero fiero di far parte di questo simposio.

Convegno intervallato dai saluti di amici come Amedeo Colacino, sindaco di Motta Santa Lucia, il comune calabrese, come dice una registrazione telefonica della segreteria comunale,del brigante Villella, e poi i miei ragazzi della Real Cappella Napolitana, con i loro canti, le loro emozioni, le loro villanelle e con l’inno di Paisiello, con le strofe di Carlangelo Chiarandà Scillamà, altro fuoriclasse del movimento CDS e poi chiudere la splendida ricorrenza con Povia, il nostro principe, con le sue canzoni controcorrente, la sua faccia pulita, il suo coraggio, che ci ha deliziato introducendo la serata con la canzone O Rre di Luigi Magni, non cantata ma sussurrata, con la sua voce delicata, piena di patos, di armonia ancestrale, che nasce dalle sue origini che sono anche le nostre, una festa più che un concerto, che si è chiuso con il brano che non appartiene più solo a lui, ma a tutti noi innamorati delle Due Sicilie, quel pezzo che non poteva trovare titolo diverso di Sud, e mentre lui la intonava, la gente applaudiva, cantava con lui, piangeva, è non certo per dolore , ma solo perchè sentiva forte il senso delle parole, di questa che non è semplicemente una canzone, ma un grido di libertà e una denuncia al mondo.

Poi il nostro decennale, con la location trovata da Antonio Ciano, senza di lui davvero non saprei come sarebbe andata a finire. I nostri primi 10 anni di associazione: nessuno di noi avrebbe mai immaginato, quel giorno della nascita, nello studio di Pietro Matrisciano, che saremo arrivati fino a sedere a Gaeta, a Civitella, a Carditello, eppure sabato eravamo l, dieci anni dopo, qualche capello bianco in più, qualche chilo pure, ma stavamo ancora assieme, come quel giorno a Caserta, e con il sottoscritto, Luca Longo, Giuseppe Simonetta, Massimo Cuofano, Mario Bellotti, Cosimo De Gioia a ricordare che dieci anni sono nulla se c’è amicizia, fede, passione, sentimento, voglia di riscatto, e con noi, circondati dai tanti ancora che come noi, ci credono ancora, Michele Ladisa, Assunta Cafiero, Giuseppe Serino, Luigi Spina, Giovanna De Vita, Marco Bramato, Gabriella Rapposelli, Espedito Basile, Franco De Angelis, Carlangelo Chiarandà, Umberto Perlingieri, Roberto Golisciano, Simone Lesti, Riccardo Spadafora, e i tanti altri soci presenti, una serata intima, amicale, informale, un momento spirituale ma che racconta anche così quel che abbiamo cercato di voler essere, una Nazione non un partito. Un grazie anche agli amici che ci hanno affiancato e sono venuti a farci gli auguri, Gino Giammarino , Gennaro Conte, Don Luciano Rotolo, Gabriella Sabato, Davide Brandi, Marzia Caccioppoli, Alberto Petillo, Carmine Pelosi, Franco Palumbo alias Roppopp che ha allietato la nostra serata con i suoi brani e la sua forza canora, e tanta altra gente che ringrazio ancora per la loro vicinanza, il loro calore, la loro amicizia. Grazie.

La mattina del 12, l’alzabandiera di Alessandro Romano, la messa di Don Luciano e Don Massimo, gli abbracci, i sorrisi, le tante foto, le pacche sulle spalle e i tanti che non conoscevo, ma che hanno voluto manifestare la loro amicizia e il loro apprezzamento per quel che facciamo.

Ultimo pensiero, un grazie particolare e sentitissimo a Chiara Foti, efficiente segretario nazionale dei CDS, che ha svolto il lavoro di collegamento in maniera davvero armonica.

Forza e onore

Fiore Marro

Presidente Nazionale dei Comitati Due Sicilie.

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6 pensieri su “La mia Gaeta e quella dei CDS – Febbraio 2017

  1. Grande Fiore, complimenti e buon anniversario. Dieci anni sono tanti, e a Gaeta, a Caserta dieci anni fa pochi ci avrebbero scommesso. In fondo però sono ancora pochi. Vi auguro ogni bene. Ad maiora. Peccato non esserci, ma fin quando le cose si faranno come Ordine Costantiniano, noi non ci saremo.

  2. Anch’io come karmine56 temo che si stia facendo solo folklore.
    Un conto sono le cerimonie di ricordi, le celebrazioni (giustissime) su persone, luoghi, episodi etc, altro ben importante sarebbe impegnare l’associazione in iniziative che diano visibilità alle rivendicazioni identitarie e soprattutto a risvegliare le coscienze assopite dei meridionali.

    Battaglie contro la vendita in monopolio delle grandi catene di distribuzione del nord di soli prodotti del nord nell’intero sud,
    Una battaglia per la risurrezione dello storico Banco di Napoli usato come bancomat dal milanese Craxi e poi affondato con il marchio affidato ad una banca del nord,
    Una battaglia parallela per combattere la presenza asfissiante di tutti gli istituti di credito del nord presenti in tutte le città del sud,
    …e mi fermo qui ma ne potrei elencare a decine.
    Se ci si incontra tra noi solo per celebrare ricordi anche nobili e doverosi da ricordare facciamo la fine dei carbonari, restiamo ininfluenti verso l’obiettivo prioritario: rivendicare la nostra storia del passato per costruire una nostra storia del futuro

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