Rapporto Von Mechel sulla battaglia dei Ponti della Valle – 1 ottobre 1860

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Rapporto Von Mechel sulla battaglia dei Ponti della Valle – 1 ottobre 1860

Comando dellaAi?? 2.A? Brigata della 2.A? Divisione

N.Ai?? 624

Caiazzo 12 ottobre 1860

Al Signore

Maresciallo di Campo, Commend.re

  1. Gaetano Afan de Rivera

Comandante la 2.A? Divisione di Fanteria

in Casina Maddaloni

In pronta evasione al ragguardevole foglio or ora pervenutomi di ieri N.Ai?? 888, mi affretto farle descrizione del

combattimento sostenuto colla mia Brigata il giorno 1Ai?? corrente. Dietro ordine ricevuto dal Comandante in Capo ho tenuto una conferenza col Colonnello Ruiz in Caiazzo, che doveva colla sua Brigata muoversi a norma dai??i??istruzioni da me tracciategli sopra Caserta Vecchia. Ad effettuarsi ciA? sarebbe stato desiderabile che la detta Brigata avesse passato il Volturno presso Limatola, ma il tempo materiale mancava per i preparativi, e la costruzione di un ponte, e cosAi?? dovetti fare il giro vizioso per Amorosi, approfittando del ponte da me fatto erigere. Partiva essa da Caiazzo alle ore 3 pomeridiane, arrivando in Amorosi alle 8, e proseguiva alle 11 per seguire il suo mandato, come retro indicato. La sera del 30 stesso ho fatto riunire la mia Brigata dai vari

accantonamenti in Amorosi, e, lasciandovi soltanto lo Squadrone Dragoni, per sorvegliare i due ponti nel Volturno, e sul Calore, pel servizio delle pattuglie ed altro, a mezza notte mi sono messo in movimento col resto di tutta la mia Brigata nel seguente ordine:

Il Plotone dei Cacciatori a Cavallo, avanguardia

Quattro Compagnie del 3Ai?? Carabinieri, Magg. Gahter.

Due pezzi della Batteria N.Ai?? 15, Cap. Sury.

Quattro pezzi della Batteria N.Ai?? 10, Cap. Tabacchi.

3A? Compagnia Zappatori Minatori, Cap. Perini.

Quattro Compagnie del 3Ai?? Carabinieri, Aiut. Magg. Migyz.

Quattro pezzi della Batteria N.Ai?? 15, Cap. Fevot.

Quattro Compagnie del 1Ai?? Carabinieri, Maggiore Goldlin.

Bagaglio e munizioni di riserva.

Quattro Compagnie del 1Ai?? Carabinieri, Aiut. Magg. Ulmann.

Squadroni Usseri, Cap. Sprotto, dietroguardia.

Per passare il ponte provvisorio del Calore, la Batteria da Campo N.Ai?? 15 impiegava unai??i??ora completa di tempo, sicchAi?? la Brigata Ruiz guadagnA? due ore di vantaggio sopra di me. CiA? nulla ostante, lai??i??ho raggiunta e depassata al di lAi?? subito di Dugenta. Io non ho potuto sopprimere un rimarco per un tale ritardo, invitandola di proseguire e non mancare allo scopo delle di Lei istruzioni.

Avanzai sino alle Cantinelle, ed ivi lasciai quattro pezzi della batteria N.Ai?? 15, nonchAi?? bagaglio e munizioni di riserva sotto custodia dello Squadrone Ussari. Arrivato alla crocevia, formata dalle strade, conducenti una S. Agata, e lai??i??altra in Maddaloni, distaccai il 2Ai?? Battaglione di manovra del 3Ai?? Leggieri, comandato dallai??i??Aiutante Maggiore De Wieland alla finestra onde raggiungere la condotta dai??i??acqua del ponte della Valle. Nel paese stesso della Valle vi staccai lai??i??intero 2Ai?? Battaglione Carabinieri Leggieri per guadagnare le alture e la montagna a destra, e spingersi cosAi?? sulla cima del secondo monte onde ottenere una congiunzione almeno visuale con la Brigata di Ruiz, che perA? si A? fatta invisibile per aversi tenuta troppo a destra. Il distacco del 2Ai?? Battaglione aveva poi il duplice motivo di assicurarmi da ogni sorpresa da quel lato. Al Maggiore Migy comandante questo Battaglione ho assegnato due pezzi della Batteria di montagna N.Ai?? 10, sotto il comando dellai??i??Alfiere Dusmet.

Il paese della Valle era occupato da poche forze nemiche, un Battaglione di avamposto che si ritirA? o fuggiva piuttosto appena ebbero notizia del nostro avvicinarsi. Gli abitanti del paese2 ci accolsero con grandi clamori di gioia ed espansioni di fedeltAi?? al Re. Avanzai sino ad 800 metri in faccia al ponte, le di cui gallerie erano gremiti di gente armate; poscia feci sciogliere una Compagnia del 3Ai?? Carabinieri in catena estendendola a destra ed a sinistra della strada, e nel tempo stesso, circa le 6 a.m. il Capitano Aiutante Maggiore De Wieland aperse il fuoco, e principiarono a giuocare i due pezzi della Batteria N.Ai?? 15, postati sulla strada contro il ponte. Durava perA? grande fatica il 2Ai?? Battaglione del 3Ai?? di avanzarsi contro un nemico assai piA? forte, e che vomitava un fuoco terribile, avendo occupato non solo il condotto dai??i??acqua, ma tutta la boscaglia sino in cima al monte, ed anche il mulino in prossimitAi?? al ponte.Ai?? Spingendosi perA? avanti il 1Ai?? Tenente Suter, con un plotone, si gittava ove piA? fisso trovava il nemico, e si trovava giAi?? compromesso con quel plotone, quando il Signor 1Ai?? Tenente D. Emilio De Meckel alla testa della Compagnia, che comandava con brillante coraggio, ed abnegazione, giungeva a svingolare dal pericolo il suo camerata, e preso il mulino a viva forza, scacciandone il nemico. Pur troppo questo valoroso giovane Uffiziale ha dovuto pagare il suo slancio, e la sua bravura colla propria vita.

Ho dovuto ora spedire tre Compagnie e poi la quarta in rinforzo al Battaglione medesimo. Quando queste tre Compagnie del 3Ai?? Carabinieri condotte dal Maggiore Gackter giunsero sopraluogo, il Capitano Aiutante Maggiore De Wieland uomo di gran valore e di particolare talento, come condottiero di truppe era giAi?? ferito.

Il 3Ai?? Battaglione cosAi?? riunito respinse il nemico che difese palmo per palmo il terreno. Al di lAi?? del ponte due pezzi nemici inquietavano ancora questo bravo Battaglione; ma i migliori Tiragliatori del medesimo, avendo applicato un giusto fuoco sugli Artiglieri, fecero ben presto tacerli. Allora tutti si slanciarono sulla posizione a dritta: il ponte fu preso e presi furono eziandio da alcuni uomini due pezzi che il nemico nella sua ritirata tentava condurre seco. In sulle prime il nemico aveva tentato anche una sortita dalla sua posizione; ma fu rincacciato.

I due pezzi che ancora rimanevano dalla Batteria N.Ai?? 10 furono al principio postati sotto il Capitano Tabacchi, che mostrava sempre coraggio personale e buon volere, a piede del monte alla sinistra del ponte, e poi spediti sopra la montagna medesima per appoggiare i movimenti del 3Ai?? Battaglione.

Il nemico perA?, giAi?? piA? forte assai di noi, fu rinforzato nella ritirata stessa da fresche truppe, che giungevano dal Convento di S. Michele. Il nemico cercA? di ricomporsi ad onta del vivo e preciso fuoco delle nostre Artiglierie.

Alle ore 9 poi ho fatto avanzare due altri pezzi della Batteria da Campo N.Ai?? 15 che prima furono postati a sinistra della strada di contro al ponte, ma spinti poscia i quattro pezzi insieme, sotto il ponte, innanzi sulla via di Maddaloni, e battendo il nemico con un fuoco preciso, sempre con questi quattro pezzi, sino a S. Michele. Il Capitano FAi??vA?t personalmente ha diretto tale fuoco, aperto dal Capitano Suryz e dal 1Ai?? Tenente Brunner.

Il combattimento continuava e si rimaneva maestro della posizione, meno che di S. Michele, chai??i??era rimasta in mano del nemico. La vastitAi?? della posizione stessa disperse perA? le nostre forze, e giAi?? dal 1Ai?? Battaglione Carabinieri Leggieri, che formava il grosso della mia Colonna, ho dovuto destinare due Compagnie ad occupare il mulino, e guardare lai??i??entrata sinistra del ponte, perchAi?? dalla Valle di Durazzano, e di Cervino cominciarono a mostrarsi delle fisse masse nemiche4. Due altre Compagnie del medesimo Battaglione furono spedite sopra la montagna a dritta del ponte in sostegno al 3Ai?? Carabinieri, ma queste, avendosi tenute troppo a dritta, produssero molto meno effetto che fosse stato nel caso contrario. Unai??i??altra Compagnia ancora sempre dello stesso Battaglione fu spinta come avamposto innanzi sulla strada verso Maddaloni, ma il comandante della stessa, Capitano Vymann, si A? pure tenuta a destra, deviando dal proprio incarico, ed ascese la montagna a destra per soccorrere il 3Ai?? Battaglione, e venne cosAi??, quando suonava la ritirata, egli stesso ferito, ed alcuni uomini tagliati e fatti prigionieri.

Intanto il 2Ai?? Battaglione Carabinieri Leggieri, comandato dal Maggiore Migy non appariva al punto assegnatogli. Ecco quanto – ho estratto – asserisce questo Sig. Comandante nel suo rapporto in proposito5:

ai???Il 1Ai?? di manovra con due pezzi di montagna passava ad occupare il vallone, incamminandosi verso il monte grande e S. Michele; mentre il 2Ai?? di manovra, comandato dal Maggiore De Werra, era destinato a raggiungere la principale altura, approfittando per la marcia del terreno boscoso. La cima del monte si divide in due alture, lai??i??una dominante lai??i??altra, e boscose tutte due. Il nemico teneva occupate ambedue, e si difendeva gagliardamente. Il Battaglione diminuiva di numero, defaticato essendo oltre ogni credere dallo ascendere e discendere, avendo inoltre fatto lunga marcia notturna, ed entrato in azione senza riposo o rinfresco di sorta.

Trovavasi allora il Maggiore Migy giAi?? imbarazzato, quando apparsegli in aiuto il 2Ai?? di manovra, con alla testa il Maggiore De Werra che animava la truppa. Allora spinsero innanzi e raggiunsero la cima inferiore. Il Maggiore De Wistenbach colle due Compagnie di riserva, ed i due pezzi, anzichAi?? progredire in linea retta nel vallone, fecero movimenti indietro per trovare la base del monte onde venire in soccorso al Battaglione. E difatti uno dei pezzi lo raggiunse sul monte, e lai??i??altro lo seguAi?? dai??i??appresso. Il nemico aveva ripreso la seconda cima, gli fu fatto fuoco addosso col pezzo, ma ben presto il Tenente Dusmet, giovane Uffiziale di sangue freddo, dichiarA? mancargli la mitraglia. Qui essendo Uffiziali e Truppa estenuati di forze fisiche, il Maggiore Migy fece battere la ritirata, eseguendola con tutte le regole dellai??i??arte militare.

Io sono certo che il Maggiore si sarAi?? impegnato di tutta sua possa per respingere il nemico da quelle montagne,e che gli non siavi riuscito, per la grande stanchezza della propria gente. A questa non riuscita perA? devesi ascriverlo che il nemico ha rivolto tutte le sue forze contro il 3Ai?? Battaglione.

Come dissi, il nemico ricevette continuamente rinforzi da S. Michele e da Maddaloni, tentava di riordinare le sue file, e prese di nuovo posizione. Per sconcertarlo ordinai al Capitano Tabacchi di passare con i due pezzi il ponte, ma i Zappatori Minatori fecero grande fatica a levare la barricata fortissima eretta dal nemico allai??i??entrata, ed intanto il Capitano Tabacchi, per impiegare il tempo batteva il nemico col suo fuoco sulla collina opposta. Unai??i??ora hanno impiegato i Zappatori per demolire la barricata. Allora il Capitano Tabacchi passA? il ponte, trovando perA? altra barricata anche allai??i??uscita. Erano le ore 3 p.m., la mia gente sebbene estenuata dalla fatica ed in parte anche dalla difettosa sussistenza (non avendo avuto tempo materiale dopo ricevuto lai??i??ordine del Comando in Capo per fare anche qualche sforzo in proposito) teneva sempre fermo nella posizione.

Il nemico teneva ancora un ultimo pezzo sul monte di S. Michele, col quale giocava sulla mia Artiglieria di campagna, ed alternativamente con granate sulla mia truppa, ma con poco effetto. PerA? il nemico aveva allora, a quanto pare, concentrate tutte le forze, e si gettava da tre lati sopra circa 300 uomini del 3Ai?? Carabinieri, che erano in prima linea verso S. Michele. Questi pochi bravi tenevano fermi, difendevasi ognuno sul suo posto sino a che furono fiancheggiati e rinchiusi dal nemico: allora soltanto battevano unai??i??onorata ritirata, perchAi?? a traverso il nemico con vero eroismo. Si A? dovuto deplorare la perdita di qualche bravo soldato che pagA? colla vita lai??i??eroismo e di qualche altro, che fatto prigioniero, solo perchAi?? disarmato a viva forza o ferito, in questai??i??ultimo numero conta il 1Ai?? Tenente Fravers, che rimase prigioniero, ferito gravemente. Fra altri fu ferito anche il 1Ai?? Tenente Carlo Sutter, che giAi?? erasi distinto, e fu nominato piA? sopra. Al ponte perA? fu preso ancora prigioniero e fermato il nemico, che ivi ha perduto, colpito da una palla nel petto, il Generale Eberhard, il quale si era avanzato personalmente a cavallo per animare le proprie truppe.

E qui io deggio fermarmi per dir alcunchAi??Ai?? sulla condotta del Comandante del 3Ai?? Carabinieri Cacciatori. Il bene applicato fuoco, e la quieta colla quale fu preso il ponte, la circospezione militare, colla quale egli condusse il combattimento al di lAi?? del ponte, nonchAi??Ai?? lai??i??ordine perfetto, con il quale affrontA? con un pugno di gente il nemico numerosissimo e con il quale seppe ritirarsi, fanno apparire il Maggiore Gachter come un distintissimo Uffiziale superiore.

GiAi?? sul mezzogiorno io mi era convinto, sebbene allora la mia truppa era in vantaggio, e con le poche forze che aveva a disposizione, in confronto a quelle del nemico, non avrei potuto mantenermi a lungo in questa posizione. Ma per tentare ogni via a rimediarvi, A? spedito il Capo del mio Stato Maggiore Signor Capitano Dellifranci a rintracciare notizie della Colonna Ruiz, e tentare di ottenere una congiunzione fra me e questa. Detto Capitano di buon grado si prestava alla gita pericolosa, ma, sebbene si aveva inoltrato sino al Castello Morrone, non riusciva di trovare il Colonnello Ruiz, e sopra questa notizia soltanto mi sono deciso ad ordinare definitivamente la ritirata. Certamente la mia gente si sarebbe tenuta ancora diverso tempo in quella posizione, se non avessi fatto suonare la ritirata, la quale successe militarmente, lentamente ed in ordine, sempre mantenendo il fuoco per tenere in freno il nemico. Questo incoraggiato dal nostro piccolo numero si mise a perseguitarci, e volle infine scendere sulla consolare ma circa 100 uomini risoluti si voltarono allora spontaneamente, e come furiosi, lo ricacciavano sul Monte e nelle Gallerie del Ponte. Contemporaneamente, e per ubbidire alla suonata, ritiravano anche le altre Compagnie disparse nella posizione.

I due pezzi del Sig. Capitano Tabacchi che non hanno potuto uscire dal ponte, non essendo pervenutiAi?? gli Zappatori a demolire la seconda barricata, hanno dovuto essere tirati da uomini, distaccando gli animali, che per la strettezza del ponte non hanno potuto girare il pezzo onde uscire dalla parte opposta. Ritardavano cosAi?? questi due pezzi, e non potendo piA? scendere per la via del mulino lungo il ponte, han dovuto attraversare la boscaglia nella fucileria del nemico, la quale aveva ferito il mulo di un pezzo nonchAi?? il conduttore. Il pezzo nel contempo urtando sopra uno scoglio, aveva anche rotte le ruote. Venne allora abbandonato quel pezzo che non potevasi caricare a schiena di uomini per non compromettere le vite di questi, e non arrischiare la perdita probabile dellai??i??altro pezzo.

I feriti durante lai??i??azione furono trasportati parte in una Casina postata a dritta della strada, fra il ponte ed il paese della Valle sotto la sorveglianza e cura del meritissimo Chirurgo Maggiore Kanfmann, mentre lai??i??altra parte fu deposta in una casa in Valle stesso sotto cura dellai??i??altro Chirurgo Maggiore Perrone, pure meritissimo per lai??i??impegno col quale si dedicava al suo Ministero.

Colla lenta ritirata della Brigata, i quattro pezzi della Batteria N.Ai?? 15 mantennero un fuoco vivo, e sempre preciso, per guadagnare il tempo onde procurare i mezzi di trasporto e caricare i feriti che vennero cosAi?? incamminati per la volta di Amorosi. MercAi?? quel fuoco giusto e il sangue freddo degli Artiglieri si A? potuto completamente ricomporsi la Brigata. Particolare menzione deggio del Capitano D. Errico FAi??vA?t, Comandante la Batteria da Campo N.Ai?? 15. Con ammirevole sangue freddo, Ai?? diretto i pezzi e con tale effetto che ha fatto tacere piA? volte le Batterie nemiche. Al suo bene diretto fuoco devesi ringraziare se si A? potuto curare lai??i??asportazione dei feriti, senza molestia del nemico. Egli si A? quello che piA? di qualunque altro si A? distinto, e si A? fatto meritissimo in questo combattimento. Terminata come detto la spedizione dei feriti fu continuata la marcia retroguardia sino alle Cantinelle.

Tentai qui ancora una volta di rintracciare notizie della Colonna Ruiz mediante pattuglie di Cavalleria spinte sino oltre Limatola, ma infruttuosamente. Sulle operazioni della Colonna Ruiz ho sottomesso speciale rapporto al Comando in Capo, ed in conciso dirA? qui solo qualche cosa in proposito. Due errori sono incorsi in tali operazioni che produssero nocivissimo effetto sul mio combattimento, e questi sono:

1Ai??. La lenta marcia ed arrivo ritardato di assai nella Platea di Caserta Vecchia.

2Ai??. Di aversi tenuto attaccato troppo letteralmente alle mie istruzioni, non facendo alcun calcolo del lungo combattimento in cui mi sentiva impegnato (intendendo il fuoco vivo delle Artiglierie) e non facendo la menoma divergenza verso la sinistra, vale a dire verso di me; ma non tentando neppure una congiunzione.

Della non riuscita completa di essa Colonna nello scopo del suo mandato [il] Sig. Colonnello Ruiz va scevro di ogni biasimo, bisogna ciA?, come le gravi perdite di prigionieri della Colonna, ascrivere allai??i??indisciplinatezza degli Uffiziali (con eccezioni) e delle Truppe che componevano quella Brigata, nonchAi?? ad altre circostanze che non A? mio incarico di qui numerarle.

Le nostre perdite sono visibili dagli stati qui uniti, ma le perdite del nemico saranno state ben maggiori. Il giusto fuoco delle nostre Artiglierie ed i provati Tiragliatori del 3Ai?? Battaglione provvisti di carabine federali gli hanno fatto soffrire delle perdite sensibilissime. Pezzi furono presi due, uno A? stato dato in consegna al Capitano Tabacchi, e lai??i??altro non potendosi levare dalla posizione ove stava senza gran perdita e fatica, fu reso inabile, cosAi?? furono resi inabili anche due – 300 fucili nemici. Le carte di Ufficio del Generale Bixio pure prese furono sottomesse al Comando in Capo.Ai?? Prigionieri furono fatti 7 Uffiziali e 45 soldati che furono spediti in Capua. Il nemico che ci stava di fronte era tutto di truppe regolari, cioA? la Divisione Bixio. Se quellai??i??accanito combattimento non ha avuto dei successi per noi di proficua natura, non era certamente meno onorevole per i miei Uffiziali e per le mie truppe, che hanno combattuto eroicamente.

Non mi resta ora da aggiungere che di essere ritornato alla mia Brigata negli accantonamenti di Amorosi e S.

Salvatore, lasciando il 1Ai?? Battaglione ancora per la notte del 1Ai?? e la mattina del 2Ai?? corrente agli avamposti in Dugenta.

 

Il Generale Comandante la Brigata

Firmato De Mechel

Per copia conforme allai??i??originale

Il Tenente Colonnello Capo dello Stato Maggiore

Achille Coco

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