I tradimenti che hanno fatto l’Italia: lo sbarco a Marsala

Scaled Imagea cura di Chiara Foti

Terra di Lavoro 21 luglio 2016

Nell’articolo precedente abbiamo lasciato il brigadiere Francesco Cossovich con il compito assegnatogli dal luogotenente del Regno delle Due Sicilie diAi??intercettare il Piemonte e il Lombardo, le due navi adibite al trasporto dei mille delle quali si conoscevano perfettamente gli scopi. La manovra tattica del corrotto Cossovich va a buon fine e la flotta borbonica parte in difesa delle coste con un considerevole ritardo che la farAi?? trovare alla giusta distanza di sicurezza per permettere al Piemonte e al Lombardo di raggiungere indisturbate Marsala dove potranno poi procedere allo sbarco.

Per rassicurare i mille inoltre, si incrocia alla loro rotta una nave commerciale inglese che aveva lo scopo di confermare il via libera ai mille e di mandare a Torino la notizia che l’operazione era oramai riuscita. Della notifica, come riporta Abba nei suoi scritti, se ne occupa personalmente Nino Bixio:Ai??ai???Dite a Genova (non puA? dire Torino, ovviamente) che il Generale Garibaldi A? sbarcato a Marsala oggi a un ai???ora pomeridianaai???.

La scelta di Marsala non A? casuale,Ai??infatti questa cittAi?? non A? presidiata da truppe borboniche le quali, soffocata la rivolta del 7 Aprile dello stesso anno, hanno lasciato Marsala tra le acclamazioni della folla e i ringraziamenti del sindaco della cittAi?? che, dopo poche ore, si metterAi?? a disposizione di Garibaldi. Inoltre Marsala A? virtualmente in mani inglesi ed i rapporti con il governo Ai??borbonico non sono dei migliori.

Le navi Ai??ArgosAi??eAi??Intrepid, di cui abbiamo parlato nel primo articolo, presidiano il porto. Su moltissimi Ai??capannoni Ai??edAi?? edificiAi?? si vede sventolare lai??i??Union Jack, la bandieraAi?? britannica Ai??eAi?? prenderla a cannonate, anche se per errore, puA? causare gravissimi incidenti diplomatici.Ai??Quindi con la protezione degli inglesi, i mille sbarcano senza problemi e solo dopo lo sbarco il comandante della spedizione napoletana,Ai??Guglielmo Acton, che ha giAi?? in saccoccia i trenta denari del tradimento, informa gli inglesiAi??Ingram e Cossins, che era costretto a fare fuoco sui ribelli. Gli inglesi acconsentono garbatamente, purchAi?? non si spari sulle loro bandiere, che, come abbiamo visto prima, sventolano ovunque.Unica vittima del cannoneggiamento di Acton risulterAi?? essere un cane.

Acton, altro traditore, fu poi sottoposto al consiglio di guerra. PassA? con la marina sabauda il 7 Settembre 1860 e non si fece scrupolo di partecipare agli assedi di Ancona e Gaeta contro i suoi stessi ex commilitoni. In seguito naturalmente, le sue prodezze gli fecero guadagnare un posto da senatore del regno dai??i??Italia.

Ad accogliere i mille c’erano pochissime persone, a riguardo riportiamo le parole di Cesare Abba:ai???La cittAi?? non aveva capito nulla; ma la ragazzaglia era giAi?? venuta in turbaai???. E poi aggiunge:Ai??ai???Alle porte della cittAi?? comparvero gli ufficiali di marina in calzoni bianchi (le truppe inglesi quindi, non quelle borboniche) e venivano giA? al portoai???.

Arrivati a questo punto, la testa di ponte piemontese per le successive spedizioni in Sicilia era operativa.

 

Fonte: www.inuovivespri.it

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