Un Re è e rimane tale se si ha fede in lui e nel suo nome.

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Carlo di Borbone durante il suo intervento per il Giubileo della Misericordia.

Un Re è e rimane tale se si ha fede in lui e nel suo nome, non è rispettoso, per qualsiasi suddito, abiurare le decisioni di un Sovrano, sennò a cosa serve un Re? Viva ‘O Rre!!!

di Fiore Marro

Caserta 17 maggio 2016

Quando Gennaro De Crescenzo mi ha avvisato che il Principe Carlo di Borbone ci invitava a Roma per partecipare al Suo fianco, in occasione del Giubileo della Misericordia per sabato 14 maggio 2016, ho aderito con entusiasmo e senza minimamente immaginare che avrei assistito dal vivo a un evento storico eccezionale. Con me ho voluto tutti coloroA che considero Fratelli di lotta , quelli silenziosi ma costanti, al di là del fatto che abbiano o meno la tessera dei Comitati Due Sicilie o aderito ai CDS. Ho invitato oltre 80 amici uno ad uno, perché ritenevo che meritassero di vivere questa magnifica giornata accanto al simbolo vivente della nostra storia duosiciliana e borbonica. Ero felice perché così potevo ripagare con un minimo di impegno mio la loro passione, il loro amore incondizionato verso la nostra Storia, la nostra Patria, il nostro territorio, la nostra identità borbonica. Orgogliosamente al mio fianco c’erano le Due Sicilie, quelle che ho da sempre voluto rappresentare; bella gente, con il sangue nelle vene di pescatori siciliani, di pastori della Sila, di mandriani d’Abruzzo, carbonari di Basilicata, contadini di Puglia, cafoni e montanari della Campania; uomini duri, avvezzi alla fatica, reattivi ad un cenno, ad uno sguardo.. istintivi ed accorti come sanno esserlo solo coloro che vivono sulle montagne e sul mare. Saranno loro il motivo per cui vale la pena battersi.

La celebrazione, durante la quale le Principesse Maria Carolina e Maria Chiara hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione ha raggiunto il momento più importante quando S.A.R. il Duca di Castro ha annunciato la Sua decisione di voler ammettere le proprie figlie alla successione nella guida della Casa Reale. Tale annuncio ha lasciato alcuni interdetti, ma la ritengo una decisione che denota grande coraggio e determinazione. Un fatto eclatante che mi ha spinto istintivamente a dire al mio vicino in chiesa ( Gennaro De Crescenzo),” ora come raccontava Mario Puzo, indicando le battaglie dei nostri d’America : prepariamoci a passare i prossimi giorni sui materassi” . Inutile ribadire che come CDS continueremo a restare fedeli al Duca di Castro, con gli stessi sentimenti che proviamo per la figura di Re Francesco II di Borbone.

Anche noi non avremo timore di gridare: viva Maria Carolina la Regina. Era dai tempi degli Aragonesi che Napoli non vantava una Regina e il buon Re Carlo ha provveduto a ripristinare questo bel momento di Storia. L’Inghilterra ha avuto modo di avvalersi della grandezza di Elisabetta I e l’Austria della dimensione regale di Maria Teresa , Caterina I di Russia è stata la più grande regina della storia dell’est; cosi anche noi con la principessa Maria Carolina ci auguriamo di poter vantare un futuro degno del suo Casato.

Purtroppo l’annuncio ha scatenato il livore dei soliti ignobili soggetti e anche di qualche nostra anima bella che non ha compreso l’importanza di questo momento storico. E’ in questi frangenti che si professa il rispetto e l’amore per il proprio Principe. Un Re è e rimane tale se si ha fede in lui e nel suo nome. Non è rispettoso, per qualsiasi suddito, contestare le decisioni di un Sovrano, altrimenti a cosa serve un Re? Viva ‘O Rre!!!

A noi innamorati delle Due Sicilie non servono codici, codicilli e avvocati tristi (o interessati) ma persone affascinate della storia nostra, di questa terra e di questa gente. Gente pronta per le battaglie ancora da combattere e da vincere. Chi crede ancora in questo resti con noi o venga a darci una mano. Chi non ci crede può allontanarsi anche ora. Come ha detto appunto in una nota Gennaro De Crescenzo. Certo che abbiamo capito che per le “vostre” leggi dinastiche greco – romaniche – germaniche di ispirazione sumero – ebraico -cristiana una donna non può ereditare una corona di un Regno, ma Maria Carolina non è stata designata ad “ereditare” un Regno ma : ” a riconquistarlo”!  Visto che molti dei vostri avi non furono capaci di difenderlo il nostro Regno, cercate almeno di riscattare l’Onore dei Vostri Padri che permisero che si perdesse. Aiutatela in questa gravosa missione piuttosto che inseguire prammatiche e legislazioni obsolete.

Un ringraziamento e un abbraccio a tutti i delegati CDS arrivati da ogni parte d’Italia per essermi stato accanto. Non cito i nomi perché ci vorrebbe una pagina intera per farlo.

Auguri alla Real Casa dei Borbone delle Due Sicilie per questa decisione coraggiosa. Che Dio protegga sempre la Nostra amata Patria, i Suoi figli e il Nostro Vessillo gigliato. Viva le Due Sicilie libere.

Forza e onore.

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4 pensieri su “Un Re è e rimane tale se si ha fede in lui e nel suo nome.

  1. Concordo e mi compiaccio con te Fiore! Ricanquistare quel Regno è solo una chimera, ahimè!, ma mi piace immaginarlo e con esso un tempo felice!
    saluti
    Donato rana

  2. Io sono meridionalista e Duo-siciliano, e lo sarò per sempre, ma tornare alla Monarchia, essendo nato in una Repubblica democratica, proprio non me la sento.
    Per il futuro sogno, essendo l’unica cosa che possiamo fare, la

    “REPUBBLICA DELLE DUE SICILIE”

  3. Mi piace l’articolo e quanto contiene, ma vorrei fare due obiezioni.
    1) La successione in linea femminile è vietata dalla Legge Salica, Il titolo 59.5 recita infatti:
    « Nessuna terra (salica) può essere ereditata da una donna, ma tutta la terra spetta ai figli maschi. »La legge risale a Re Clodoveo, ma è valida solo nei Regni assolutisti, come quello dei Savoia. Per tale legge, il trono di Torino, che spettava a Maria Cristina di Savoia, fu dato al principe cadetto Carlo Alberto dei Carignano.
    2) Tanto rispetto per i Borboni, di Napoli e Parma-Piacenza, ma è ad oggi impossibile restaurare la monarchia. Aspettate tempi migliori, con la confusione ideologica in cui viviamo, qualcosa dovrà pur cambiare. Lla storia è un continuo ricorso e Maria Carolina sarà la Beodicea del Regno di Napoli (due Sicilie …). Saluti

  4. Repubblica delle due Sicilie o Regno delle due Sicilie o eventuali dispute dinastiche sono argomenti che molti meridionalisti affrontano e discutono; per quanto mi riguarda da associato all’Associazione di volontariato socio-culturale ” Comitati delle Due Sicilie” perseguo i fini statutari dell’Associazione e in particolar modo : 1. Ricercare le fonti dirette dell’ultra secolare storia delle regioni ricadenti entro gli ex confini del Regno delle Due Sicilie, con particolare riguardo al periodo borbonico. 2.Diffondere la vera storia delle regioni ricadenti entro gli ex confini del Regno delle Due Sicilie.
    Ecco ho visto l’invito del Principe Carlo, come un premio alla nostra attività culturale tesa a rivalutare il periodo borbonico e a riscrivere la storia secondo criteri di verità. Per noi il Principe è un’Icona e rappresenta la storia da rivalutare e da difendere e noi tutti abbiamo il compito di diffonderla non solo tra la gente meridionale, bensì in tutto il mondo affinchè la verità sia sinonimo di giustizia. Forza e Onore!

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