Riflessione sugli eroi italiani

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Nello EspositoAi??

Riflessione sugli eroi italiani

Dopo la grande guerra, al municipio del mio paese arrivo’ un invito da Roma a partecipare economicamente alla realizzazione dell’altare della patria. L’allora amministrazione rispose che aveva gia’ contribuito a commemorare gli eroi della grande guerra con la realizzazione nella piazza principale di un monumento ai caduti.

All’epoca furono tanti i paesi che parteciparono alla realizzazione dell’orrendo (architettonicamente) altare della patria romano, ed altrettanti realizzarono monumenti dove seppellirono le spoglie mortali di soldati morti in nome di una bandiera, una bandiera giovane,quella italiana.

Le conseguenze sono oggi visibili in molte piazze dei comuni di tutta la penisola, parallelepipedi marmorei di fascista architettura;

ad affiancare e quasi a gareggiare in una ipotetica competizione per la piu’ brutta rappresentazione dell’architettura manumentale metropolitana, si possono ammirare migliaia di statue degli eroi del risorgimento, garibaldi, mazzini, cavour…il conte, o anche delle iconografiche rappresentazioni dell’unita’ d’italia.

Ma come e’ possibile che per un evento, durato pochi anni, che ha segnato le sorti di ventuno regioni, ottomilanovantadue comuni, e milioni di persone commemoriamo pochi eroi e neanche un morto? Possibile che per avere i primi morti eroi nazionali dobbiamo aspettare la grande guerra del 1915?

Molte trasmissioni televisive di carattere turistico, mostrano i risorgimentali luoghi decantandone la maestosita’, la bellezza, la purezza dell’aria, narrando e romanzando con particolare maestria la storia che quei luoghi hanno vissuto dal 1860 al 1863… tanta precisione e neanche un morto.

Tre anni di guerra, che hanno modificato la geografia e la vita di popoli, e gli italiani ricordano solo i luoghi dove garibaldi si e’ fermato a mangiare, a dormire o finanche a pisciare, e neanche un morto da rigraziare per questa splendida impresa storica, e non parlo dei duosiciliani, briganti o soldati borbonici, ma di almeno uno dei mille, un piemontese, un’anima italiana morta per mano borbonica.

La verita’ e’ scritta nella paura che l’italia ha della propria storia e nella scarsa fiducia nel senso patriottico degli italiani.

Ricordare una battaglia, un morto, un eroe di una guerra accenderebbe la curiosita’ e la voglia di sapere di un popolo che ha voglia di riscoprire la propria storia, l’italia ha preferito creare delle icone di eroi per sostituire dei mercenari, ha esaltato i luoghi dimenticando chi ci e’ morto, ha messo in scena un romanzo che ha fatto dimenticare la sofferenza dei propri antenati.

Non meravigliatevi se vi sequestrano una sciarpa allo stadio, chi ci governa ha talmente paura del nostro senso di patria da non piangere neanche chi e’ morto per far si che lui sia al potere.

Nello Esposito

Referente CDS Zona Stabiese.

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