Personaggi e simboli del presepe napoletano

presepe05Il presepe napoletano A? una tradizione antica presente in tutto il sud Italia, mostra la nascita di GesA? tradizionalmente ambientata nella Napoli del Settecento. CiA? che pochi sanno riguardo a questa tradizione cosAi?? cara alle famiglie, A? che ci sono personaggi chiave e simbologie particolari racchiuse nelle scenografie che si sviluppano intorno alla grotta in cui A? collocata la Sacra Famiglia. Vediamo insieme quali sono:

Benino o BenitoAi??: Questa figura A? un riferimento a quanto riportato nelle Sacre Scritture:Ai??Ai??E gli angeli diedero l’annunzio ai pastori dormientiAi??. Il risveglio A? considerato inoltre come rinascita. Benino o Benito, nella tradizione napoletana, A? colui che sogna il presepe e guai a svegliarlo: di colpo il presepe sparirebbe.

Il vinaio e Cicci Bacco: Il percorso del presepe napoletano A? anche rappresentazione della ai???rivoluzione religiosaai??? che avverrAi?? con la morte del Messia. Difatti il paneAi??e il vino, saranno i doni con i quali GesA? istituirAi?? l’Eucaristia, diffondendo il messaggio di morte e resurrezione al Regno dei Cieli. Ma contrapposto a ciA?, cai??i??A? la figura di Cicci Bacco, retaggio delle antiche divinitAi?? pagane, dio del vino, che si presenta spesso davanti alla cantina con un fiasco in Il pescatore: A? simbolicamente ilAi??pescatore di anime. Il pesce fu il primo simbolo dei cristiani perseguitati dall’Impero Romano. Infatti il divieto di raffigurare Dio fino al III sec., comportA? la necessitAi?? di usare dei simboli per alludere alla DivinitAi??. Tra questi cai??i??era il pesce, il cui nome greco (ikthys) era acronimo di “IesA?s KristhA?s TheoA? YiA?s SotA?r” (GesA? Cristo Figlio di Dio e Salvatore).

I due compari: i due compari, ziai??i?? Vicienzo e ziai??i?? Pascale, sono la personificazione del Carnevale e della Morte. Infatti al cimitero delle Fontanelle di NapoliAi??si mostrava un cranio indicato come ai???A Capa ai???e ziai??i?? Pascaleai??? al quale si attribuivano poteri profetici, tanto che le persone lo interpellavano per chiedere consigli sui numeri da giocare al lotto.

Il monaco: viene letto in chiave dissacrante, come simbolo di un’unione tra sacro e profano che si realizza nel presepe napoletano.

La zingara: A? una giovane donna, con vesti rotte ma appariscenti. E’ un personaggio tradizionalmente in grado di predire il futuro. In questo caso la sua presenza A? simbolo del dramma di Cristo poichAi?? porta con sAi?? un cesto di arnesi di ferro, metallo usato per forgiare i chiodi della crocifissione. Questo personaggio A? perciA? segno di sventura e dolore.

Stefania: A? una giovane vergine che, quando nacque il Redentore, si incamminA? verso la NativitAi?? per adorarlo. Bloccata dagli angeli che vietavano alle donne non sposate di visitare la Madonna, Stefania prese una pietra, l’avvolse nelle fasce, si finse madre e, ingannando gli angeli, riuscAi?? ad arrivare al cospetto di GesA? il giorno successivo. Alla presenza di Maria, si compAi?? un miracoloso prodigio: la pietra starnutAi?? e divenne bambino, Santo Stefano, il cui compleanno si festeggia il 26 dicembre.

La meretrice: Simbolo erotico per eccellenza, contrapposto alla purezza della Vergine, si colloca nelle vicinanze dell’osteria, in contrapposizione alla NativitAi?? che A? alle spalle.

I re magi: Rappresentano il viaggio notturno della stella cometa che si congiunge con la nascita del nuovo ai???sole-bambinoai???. In questo senso va interpretata la tradizione cristiana secondo la quale essi si mossero da oriente, che A? il punto di partenza del sole, come A? chiaro anche dall’immagine del crepuscolo che si scorge tra le volte degli edifici arabi. In origine rappresentati in groppa a tre diversi animali, il cavallo, il dromedario e l’elefante che rappresentano rispettivamente Europa, Africa e Asia. La parolaAi??magiAi??A? il plurale diAi??mago, ma per evitare ambiguitAi?? si usa direAi??magio. Si trattava di sapienti con poteri regali e sacerdotali. Il Vangelo non parla del loro numero, che la tradizione ha fissato a tre, in base ai loro doni, oro,incenso e mirra, cui A? stato poi assegnato un significato simbolico.

I venditori: sono rappresentativi per ogni mese dell’anno: Gennaio macellaio o salumiere; Febbraio venditore di ricotta e formaggio; Marzo pollivendolo e venditore di uccelli; Aprile venditore di uova; Maggio rappresentato da una coppia di sposi recanti un cesto di ciliegie e di frutta; Giugno panettiere o farinaro; Luglio venditore di pomodori; Agosto venditore di cocomeri; Settembre venditore di fichi o seminatore; Ottobre vinaio o cacciatore; Novembre venditore di castagne; Dicembre pescivendolo o pescatore. Stanno a significare che la nascita di Cristo deve essere presente nella nostra vita in ogni momento dell’anno e non solo a Natale.

Chiara Foti segretario nazionale CDS

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