Sud e magia: la notte di San Giovanni

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Credenze, usanze e riti fanno da cornice a quella che in tutto il sud Italia viene ritenuta la notte piA? magica dell’anno, la notte di San Giovanni a cavallo tra il 23 e il 24 giugno. In questa notte avvolta da misteri e leggende secolari danzano insieme magia ed energie divinatorie che si intrecciano e si fondono, dando vita ad una vasta e affascinante cultura popolare ricca di riti, strane credenze e bizzarre abitudini.

Nei cieli pare si possano vedere nubi che in realtAi?? altro non sono altri che le janare, le streghe dell’entroterra campano che si riuniscono intorno al grande noce che apparirAi?? solo per loro. Al noce delle sanare A? legata pare, anche al tradizione del nocillo, il Ai??liquore a base di noci dal potere energizzante (ed in alcuni casi curativo) molto utilizzato in Campania. Chi vuole produrre il suo nocillo, pare debba proprio aspettare questa notte per raccogliere le noci con il mallo ancora morbido ed iniziare lai??i??infusione. Precauzioni in abbondanza sono poi prescritte per evitare che le streghe, di passaggio si fermino sull’uscio di casa. Per evitarle sarAi?? bene porre diAi??fronte allai??i??uscioAi??un belAi??mucchietto di saleAi??o unaAi??grande scopa;Ai??le megere, per poter entrare, saranno primaAi??obbligate a contareAi??granello per granello e saggina per saggina: cosAi?? il tempo passerAi??,verrAi?? mattina e dovranno per forza tornare a nascondersiAi??nei loro antri.Ai??Oppure, per evitare che sai??i??introducano nelle abitazioniAi??scendendo dal camino, occorrerAi??Ai??posare sulle braci le molle e la paletta incrociate: e chi camminandoAi??per stradaAi??non vorrAi?? incontrarle , sarAi?? dai??i??uopo che si munisca diAi??lanterne, torce e strumenti musicaliAi??con i quali accompagnareAi??canti a squarciagola, che di certo terrorizzeranno le streghe anche perchAi??, per farsi coraggio, i musicanti avranno prima avuto lai??i??accortezza di rimpinzarsi diAi??lumache cotte nellai??i??aglio,Ai??odore odiato dalle megere.

A questa notte sono poi attribuite anche grandi proprietAi?? divinatorie e pertanto, la possibilitAi?? per ogni uomo di accedere a delle conoscenze riguardanti il suo futuro. Per questo nell’alto casertano fino agli anni ’60Ai??nonne, mamme e vecchie zie raccontano di un Ai??rito secondo cui le giovani vergini, dopo aver recitato una preghiera nude davanti allo specchio, avrebbero potuto vedere riflessa per qualche secondo lai??i??immagine del loro futuro sposo. E coloro che non si sarebbero mai sposate, magari vittime di una morte prematura? In quel caso avrebberoAi??visto riflessa lai??i??immagine di una bara da morto!

Nel napoletano invece, le giovani erano solite sciogliere del piombo in un recipiente pienoAi??acqua e lasciarlo a riposo per tutta la notte. Il piombo fuso a contatto con lai??i??acqua, nel suo indurirsi, era solito assumere le forme piA? inusuali e disparate, in questo caso perA? tali forme venivano considerate divinatorie. Si credeva infatti che il solidificarsi della sostanza non avvenisse a caso ma bensAi?? secondo leggi occulte e misteriose che avrebbero fatto assumere allai??i??elemento, una forma che avesse a che fare con il mestiere svoltoAi??dalAi??futuro marito: una scarpa per un calzolaio, un paio di forbici per un sarto, un martello per un fabbro e via dicendo. Tale pratica pare fosse in uso anche in altre zone dai??i??Italia ma con la variante dellai??i??uovo al posto del piombo.

In alcuni luoghi della Basilicata A? credenza comune cheAi??la notte di San Giovanni, laAi??rugiadaAi??che bagna i prati acquista miracolose facoltAi??:Ai??rotolarsi nellai??i??erba bagnataAi??renderAi?? il fisico scattante, vigoroso e bello. E passeranno persino i reumatismi.Ai??Persino determinateAi??erbe raccolte bagnate di rugiadaAi??in questa magica oscuritAi?? sono miracolose: lai??i??artemisia, laAi??ruta, lai??i??iperico, laAi??salviaAi??(contro il mal di pancia), laAi??menta(contro lai??i??influenza), ilAi??rosmarinoAi??(controAi?? le calvizie), ma soprattutto -eccolo di nuovo- lai??i??aglioAi??perchAi?? come dice il proverbio: ai???Chi nonAi??prende aglio a San Giovanni,A? povero tutto lai??i??annoai???.Ai??Raccontano anche che, solo aAi??mezzanotte in punto, una pianta diAi??felceAi??che nasce accanto ai riviAi??fiorisca: chi riuscirAi?? aAi??cogliereAi??questo fioreAi??(di cui nessuno ha mai svelato la forma) acquisterAi?? fama diAi??saggioAi??nonchAi?? laAi??capacitAi?? di leggere il passato e prevedere il futuro.

NeAi??La figlia di IorioAi??diAi??Gabriele Dai??i??Annunzio,Ai??OrnellaAi??dice adAi??Aligi:

E domani A?Ai?? Santo Giovanni,
fratel caro: A? San Giovanni
Su la Plaia me ne voai??i?? gire
per vedere il capo mozzo
dentro il Sole allai??i??apparire,
per vedere nel piatto dai??i??oro
tutto il sangue ribollire
.

Questo si riferisce allai??i??antica abitudine delleAi??ragazze abruzzesiAi??che si svegliavano allai??i??alba per guardare ilAi??sorgere del soleAi??poichAi?? la prima che avesse visto nel disco luminoso e sanguignoAi??ilAi??volto di San GiovanniAi??decapitato dopo la danza dei sette veli di SalomA?, entro lai??i??anno si sarebbe felicemente maritata.

 

Infine un ruolo centrale in questa notte lo ha il mare.Ai??Sulle coste di tutta Italia infatti, c’A? lai??i??usanza di appiccare fuochi in spiaggia in onore del santo aspettando la mezzanotte per fare il bagno. Nei paesi vesuviani perA?, A? consuetudine che i giovani uomini non debbano bagnarsi perchA?, proprio nel giorno di San Giovanni, il mare potrebbe portarli via con sAi??. Cai??i??A? inoltre chi, proprio nella notte dei falA?, raccoglie la sabbia (considerata benedetta) portandola in camera da letto come ai???amuletoai???Ai??per combattere laAi??sfortuna.

 

Un pensiero su “Sud e magia: la notte di San Giovanni

  1. Ti segnalo che a Civitella Roveto, un paese in provincia de L’Aquila (ex Regno delle Due Sicilie), che ha per patrono San Giovanni Battista, il giorno 24 giugno, prima che sorga il sole, la cittadinanza va a bagnarsi nel fiume Liri. Alla cerimonia partecipa anche il Parroco della locale chiesa, che celebra una messa su un altare posto in prossimità del fiume. Si tratta, con ogni probabilità di un’antica usanza pagana poi fatta propria dalla Chiesa. Ti abbraccio, Ferdinando Corradini, ARCE (ex Terra di Lavoro), ora Frosinone

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