Laai??i?? ai???buonaai??? Scuola

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Laai??i?? ai???buonaai??? Scuola

Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai?? Grande giornata, martedAi?? 19 maggio, allai??i??Istituto Comprensivo 31Ai?? Circolo ai???Giuseppina Guacci Nobileai???/Scuola Media ai???Paolo Borsellinoai???!

In unai??i??atmosfera festosamente chiassosa, come quella che solo i bambini sanno creare, si A? commemorata quella che fu la stazione della prima ferrovia italiana che, il 3 ottobre 1839, collegA? Napoli con Portici.

Sono anni che, oltre a chi scrive, alcune insegnanti delle suddette scuole (esse si trovano proprio a ridosso di quella via che era ai???a strada ai???e fierro – come gli abitanti della zona continuavano a chiamarla fino a pochi lustri fa perchAi?? nella sua pavimentazione vai??i??erano ancora incastrati gli antichi binari) si attivano per far capire a chi di dovere che quel muro sporco e scassato A? un monumento unico in Italia, unai??i??architettura commemorativa che solo Napoli possiede perchAi??, come giAi?? detto, fu a Napoli che mosse il primo treno della penisola. Allora, perA?, non era ancora Italia, era Regno delle Due Sicilie e quella ferrovia e quel treno segnarono un ulteriore punto di vantaggio dello Stato Borbonico su tutti gli altri della penisola.

GiAi?? negli anni novanta, quel monumento in fieri fu ai???adottatoai??? dallai??i??allora 31Ai?? Circolo Didattico. In merito, seguirono articoli su giornali locali e perfino un servizio sul TG regionale ai??i?? ma, per mancanza di opportunitAi?? politica, nessuno si A? mai mosso. Evidentemente, quel pezzo di muro, quel frammento di storia agli amministratori locali non interessava. MartedAi?? scorso, invece, per la prima volta, di autoritAi?? ce nai??i??erano diverse: dai rappresentanti circoscrizionali (oggi si chiamano municipalitAi??) ai presidenti, agli assessori ed ai consiglieri, fino ad arrivare al Sindaco (quale onore!) Luigi De Magistris.

Ovviamente, perA?, trattandosi di politici, quasi tutti hanno fatto a gara a mettere in mostra la loro poca (o artata) conoscenza della storia: per qualcuno, infatti, la ferrovia era solo un giocattolo che permetteva al Re Borbone di raggiungere piA? agevolmente Portici (ma allora, caro assessore Cuorvo, mi spiega perchAi?? cai??i??era una biglietteria?); secondo altri, Pietrarsa A? un museo che ospita i treni che si sono mossi dallai??i??unitAi?? dai??i??Italia in poi (ma lo sa, caro Sindaco, che quellai??i??opificio, insieme con lai??i??acciaieria di Mongiana, in Calabria, era la maggior industria del Regno delle Due Sicilie, proditoriamente chiusa dai ai???fratelli dai??i??Italiaai??? i quali, per sigillarla, usarono come ai???ceralaccaai??? il sangue degli operai che vi lavoravano?

ChissAi?? se questi ai???particolariai??? sono noti pure allai??i??ex presidente della repubblica, Giorgio Napolitano che, rispondendo ad una lettera degli alunni, ha promesso il suo interessamento: infatti, il rudere A? rimasto quello che eraai??i??

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Ma veniamo alla festa: una colorata e sonora kermesse nella quale gli alunni di alcune classi, egregiamente organizzati dalle loro maestre: Teresa Anniciello, Rosaria Esposito e Maria Rosaria Toso, hanno dato il meglio di sAi??, esibendosi in canti, recite e balli davanti alle loro famiglie.

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Alla fine, negli occhi di quei ragazzi, rossi in volto per lai??i??eccitazione e lai??i??emozione del momento che li aveva visti protagonisti di un importante avvenimento, si leggeva anche un piA? che motivato orgoglio: quello di essere i discendenti dellai??i??antica capitale di un regno di primati: una cittAi?? un tempo veramente rilevante e che, si auspica, grazie a loro, leve delle nuove generazioni, potrAi?? ai??i?? forse – ritornare ad esserlo.

ErminioAi?? de Biase

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