Songhe ‘e maccaruni che regneno ‘a panza

fiore telemia 15 gennaio 2015 bianconero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fiore Marro

 

Songhe ‘e maccaruni che regneno ‘a panza

di Fiore Marro

Caserta 22 gennaio 2015

Voglio raccontarvi una storiella minima, che ho vissuto in prima persona. A dicembre del 2007 fondammo i Comitati Due Sicilie, a gennaio del 2008 fui contattato dal Movimento per le Autonomie piA? conosciuto come Mpa, un partito politico meridionalista (fintamente meridionalista) che auspicava lai??i??idea, appunto, di un’ autonomia territoriale che partiva dalla Sicilia fino a arrivare in Abruzzo, abbracciando quindi quel territorio che una volta era lo Stato delle Due Sicilie.

Venni contattato perchAi?? sempre a marzo del 2008, si apprestavano le elezioni nazionali di senato e parlamento. Mi fu chiaramente detto che la necessitAi?? del movimento era quella di inserire nelle loro liste persone legate alla cultura identitaria e quindi la sinergia era necessaria per tutti, tanto per noi ai???nostalgiciai??? quanto per loro giAi?? avvezzi alla politica. Infatti nelle liste cai??i??erano consiglieri regionali, deputati e senatori uscenti, qualche sindaco e altro e soprattutto era necessario per dare forza e voce al territorio sudista. AccettaiAi?? lai??i??invito e mi candidai alla lista Campania 2, Camera dei Deputati.

Preso da questo entusiasmo, presenziai a tante riunioni, alle feste del movimento, ai congressi, agli articoli sui giornali, alle interviste televisive, tutto per la Causa, per la lotta identitaria, tutto per amore delle Due Sicilie.

Poi un giorno, durante una cordiale chiacchierata privata con lai??i??attuale senatore del Pdl Antonio Milo (che poi fu uno dei due eletti al parlamento in Campania, ma in quel momento consigliere regionale campano), votato nelle liste Ccd,Ai?? preso dallai??i??enfasi del momento, che credevo scioccamente, vero, mi permisi di parlare di ai???Rivoluzione Meridionaleai???, di Guido Dorso, di Nicola Zitara, di economia alternativa, di Tommaso Moro, e di quel sogno di liberazione che mi accompagnava da anni; bene, dopo avermi fatto parlare ed esprimere le mie aspirazioni, la lezione di Milo fu un cammeo che non dimenticherA? mai piA?, una lezione senza possibilitAi?? di replica. Mi disse: “Fiore A? tutto bello quello che dici, ma songhe ‘e maccaruni che regneno ‘a panza e vuje nu tenete manco a sarza per condirli ai??i??

Poco A? cambiato da allora, tranne la mia voglia di lasciar perdere la politica, rimane dentro di me comunque la volontAi?? di voler regalare piccole gemme da questo nostro scrigno identitario, anche se il cammino comunque non farAi?? maiAi?? gridare al miracolo, qualsiasi cosa di positivo si possa raccontare, tra lai??i??altro in questi anni cai??i??A? poco da stare allegri, tra austerity e anti politica che A? oramai un “must”Ai?? virale di questa epoca balorda, neanche le grazie riescono piA? aAi?? far sorridere. Ma noi dobbiamo provarci

Io cosa propongo?

Immagino un Sud che dia opportunitAi?? alle giovani generazioni, che consenta a chi vuole investire di farlo rapidamente, che sulla base di pochi passi ci metta in condizione di utilizzare i fondi europei. Non per fare porcherie clientelari ma per realizzare progetti seri che creino lavoro e diano una speranza di vita ai giovani. Pochi hanno capito che la gente si A? rotta le scatole delle liturgie della politica.

La disaffezione alla politica la si puA? combattere solo con la forza dei fatti. Le direttrici dello sviluppo economico dovranno partire dalle potenzialitAi?? del territorio. Dobbiamo risanare la costiera, dobbiamo ridare lustro ai nostri beni storici (penso a Carditello), restituire il coraggio agli imprenditori della filiera casearia, sfruttando per bene i fondi europei.

In pochi anni possiamo riprenderci la bellezza della nostra costiera e rilanciare seriamente il turismo.

Dobbiamo evitare di fare gli errori del passato. L’industria agroalimentare del Sud A? messa in ginocchio e solo certificando tutta la filiera possiamo uscirne. Bisogna impegnarsi a risolvere le ataviche problematiche dei trasporti su strada, vedi la Salerno – Reggio Calabria, togliere tutte le ecoballe depositate tra Giugliano e Villa Literno,evitare il saccheggio territoriale che si vuol attuare in Basilicata, bonificare davvero le aree depresse come Taranto per esempio, per procedere al risanamento ambientale di quelle aree. Scegliere la soluzione tecnologica piA? adeguata per la chiusura del ciclo dei rifiuti e il problema non dovrAi?? piA? esistere. I nostri figli sono piA? importanti delle bandiere di partito. Guardiamo alla concretezza dei fatti. Smettiamo di scegliere sulla base degli ideologismi. Dobbiamo dare la speranza di poter cambiare le cose, con scrupolositAi?? e non con giochi di prestigio.

Forza e onore

2 pensieri su “Songhe ‘e maccaruni che regneno ‘a panza

  1. Caro Fiore,se non si fosse provato almeno ad entrare in contatto con l’ambiente politico(ricordo che ci fu una sorta di sondaggio nel movimento se instaurare un primo contatto con MPA) non avremmo potuto avere conferma(se mai ce ne fosse bisogno)di quanto la attuale politica sia stata e lo sarà ancora per anni,lontana dalle esigenze e dalle aspirazioni del popolo in generale e di quello meridionale in particolare.Le parole ,in verace idioma partenopeo, sono state, credo,una dimostrazione di cosa sia la politica nel nostro paese e di cosa ci voglia per esserne protagonisti.Non serve a nulla il piacere,il desiderio,la missione di migliorare il destino dei propri concittadini, ma servono maccaruni e sarza.
    I fatti ,come tu sottolinei, necessari a poter cambiare il destino di un popolo più che disaffezionato, direi stomacato dalla politica e da questi politici,saranno veramente i soli strumenti che permetteranno di cambiare l’attuale situazione;ma purtroppo gli ostacoli da superare saranno quelli interposti proprio dalla politica, in specialmodo quando non ci sarà una identità di vedute e soprattutto di interesse tra benessere collettivo e “maccaruni e sarza” per i soliti noti.
    La filiera agroalimentare,il patrimonio turistico,le infrastrutture e quant’altro sono gli elementi che potranno farci recuperare il terreno perso (direi sottrattoci) ma prima di tutto dobbiamo noi dimostrare di amare il nostro territorio rispettandolo e non dando adito a nessuno di criticare i nostri comportamenti ,troppo spesso diretti alla cura del nostro giardinetto di casa ,più che al rispetto di ciò che è della collettività.
    In conclusione, diamoci da fare tutti per ciò che appartiene a tutti. Scusandomi per la prolissità del commento , non posso fare a meno di congratularmi con te per l’animo ,la passione che sai infondere nelle tue discussioni ogni qualvolta parli della nostra terra.
    Con grande simpatia
    Riccardo Russo

  2. sono d’accordo su tutto quello che hai scritto caro amico mio!! , lo sottoscriverei al 101%, ma purtroppo vedo nella realta’ ,che i movimenti,comitati,associazioni che dicono di lottare per il sud non sono uniti per un progetto unitario.bisogna essere pragmatici mio caro fiore, e cioè qual’è il risultato che vogliamo ottenere?? un futuro per i nostri figli!! vero?? e allora mettiamoci l’essere per raggiungerlo tutti assieme. dopo facciamo sfoggio del nostro sapere…della nostra prosopopea, delle nostre ragioni, chi si sente del regno delle due sicilie, chi si sente giacobino, chi brigante e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!!!! i( idee sacrosante)
    ps: se mi chiedevi a proposito dell’MPA ti potevo evitare quella brutta esperienza..ma forse non ci conoscevamo.. ciao

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