La Hollywood Napoletana: Il VOMERO

La Hollywood Napoletana: Il VOMERO

Nicotera 5 settembre 2014

Ed ancora una storia taciuta legata alla città di Napoli. Pochi sanno infatti che il Vomero era la “Cinecittà di Napoli”, visto che agli inizi del novecento proprio nel quartiere collinare si trovavano due stabilimenti di produzione cinematografica, la “Partenope film” fondata nel 1910 da Roberto Troncone in via Solimena e la “ Lombardo Film” – rilevata da Gustavo Lombardo e da cui sarebbe poi nata la “Titanus” – in via Cimarosa 186. Il Vomero fu infatti luogo di artisti, e fu con la Lombardo Film che la città Partenopea divenne il sogno di molti attori. Dalla voce di Antonio La Gala apprendo:” Con la Lombardo Film, il Vomero divenne la “Hollywood” napoletana, almeno per un decennio e diventò facile incontrare per strada molti artisti”(1). Il cinema pero a quel tempo si chiamava cinematografo. La Lombardo Film ha perciò conferito al Vomero il merito di essere stata la culla della Titanus, ne è testimonianza il festeggiamento al teatro Diana dei 70 anni della Titanus. Lombardo fin da subito si mise in proprio, e nel 1909 Gustavo riuscì a divenire rappresentante esclusivo per Napoli e le province meridionali, di importanti case di produzione come l’Itala Film di Torino, la Saffi Comerio di Milano o le straniere Eclaire(2). Per chi non è esperto del settore è difficile oggi ricordare la figura di Gustavo Lombardo un nome che non suona familiare a nessun cinofilo moderno. Senza dubbio fu Lombardo ad incarnare la figura del vero pioniere in questo settore. Inventò così il noleggio di film e con questo sistema si assicurò lauti profitti. Negli stabilimenti del Vomero produsse a conti fatti oltre 50 film e gestì sale cinematografiche in tutta Napoli  città.Le riprese  dei film vennero effettuate in teatri di posa al Vomero  o affittati dalla casa di produzione Polifilms del cav. Di Luggo. Poi proliferarono le sale cinematografiche a partire dalla prima, l’Ideal, che sorse in via Scarlatti nel 1913. Oggi, al posto di questa bellissima sala in stile Liberty, che i vecchi vomeresi ricordano ancora, vi è un megastore su diversi piani. Le sue pellicole fecero sempre scalpore grazie alla figura di Leda Gys, interviene il La Gala:” fra i volti noti vi fu Leda Gys che Gustavo Lombardo aveva sposato in quegli anni”(2). Come detto in calce la presenza degli stabilimenti propiziò la nascita di un notevole indotto. Esisteva così un centro di lavorazione delle pellicole,la Eliocinegrafia di via Tito Angelini 79(3). I tipici prodotti Lombardo film raccontano di una Napoli allegra, brillante, festaiola ebbra di indiavolate Piedigrotte e di vivaci canzoni cita Scialò (4).

Tuttavia, nonostante la grave crisi esplosa al termine della prima guerra mondiale,che colpì l’industria cinematografica nazionale, la Lombardo seppe resistere, e ciò fu possibile grazie al fatto che essa stessa distribuiva le proprie produzioni e quelle di terzi. Nello stesso anno sorse l’Unione Cinematografica Italiana, consorzio che riunì buona parte delle grandi case italiane in difficoltà, in particolare quelle torinesi e romane, al quale Lombardo decise di non aderire. Proprio alla fine degli anni ’20 la casa cinematografica si trasferì nella vicina Roma, dove i forti incentivi del governo richiamarono i volti noti della celluloide e diede i natali alla grande Titanus. Lombardo a Cinecittà riuscì a produrre pietre miliari per la storia del cinema italiano, la scuola napoletana primeggiò con : molti film di Totò  Fermo con le mani del ’37, Catene e Poveri ma belli. Assicurò l’appoggio a molti giovani registi come: Fellini, Visconti Petri e Olmi usciti proprio da questa scuola Napoletana(5). Lombardo si spense a Roma nel ’51 il cinema italiano deve molto a questo pioniere che riuscì a renderlo grande, partendo da un piccolo laboratorio in via Domenico Cimarosa, sulla collina del Vomero.

(1)   Antonio La Gala  Vomero Storia e storie. Casa Editrice Lettere Italiane Guida 2004 Napoli pag 162.

(2)   G. P. Brunetta, Storia del cinema italiano: il cinema muto 1895-1929, Ed. riuniti, 2001, p. 42

(3)   Antonio La Gala ……..opera citata pag 163.

(4)    P.Scialò La sceneggiata. Rappresentanza di un genere popolare Edizioni Guida Napoli pag 179

(5)   V. Paliotti, E. Grano – Napoli nel cinema – Napoli, Marotta e Cafiero, 2006

Maria Lombardo

 

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