Vitti ‘na crozza: storia di una canzone

cetraNel 1950Ai??PietroAi??GermiAi??si reca inAi??SiciliaAi??per iniziare le riprese del film ai???Il cammino della speranzaai??? (Terroni, nellai??i??ipotesi iniziale). Ad Agrigento incontra ilAi??MaestroAi??Franco Li CausiAi??al quale chiede di comporre ai??? un motivo allegro-tragico-sentimentale ai??? da inserire nelAi??film. Nessuna delle proposte del Maestro soddisfa il regista, sin quando a Favara (mentre si svolgevano le riprese) un minatore,Ai??GiuseppeCibardo Bisaccia, recita a Germi unaAi??poesia popolare, cheAi??comincia cosAi??: ai???Vitti ai???na crozzasupra nu cannoni / fui curiusu e ci vosi spiari / idda mai??i??arrispunniu cu gran duluri / muriri senza toccu di campani.ai???

Germi, affascinato dai versi, chiede a Li Causi di musicarli. ai???La canzone entra di diritto nellaAi??colonna sonora del filmAi??cosAi?? da essere conosciuta in breve tempo in tutta Italia. VerrAi?? conosciuta la canzone, non lai??i??autore della musica, non citatoAi??nAi?? sulla locandina del film, nAi?? nei titoli di testa o di coda: autore delle musiche, di tutte le musiche, risulta CarloAi??Rustichelli, famoso autore di colonne sonoreai???. Grazie al film e a un disco fatto incidere da Li Causi al tenore Michelangelo Verso questo ai???pezzetto sonoroai??? di Sicilia otterrAi?? una diffusione internazionale.

alcune scene del film

Paradossalmente, il successo crescente del brano (molti altri incideranno la canzone, che sarAi?? cantata anche da Domenico Modugno) non si accompagna al riconoscimento per lai??i??autore della musica. Al contrario, la canzone, anche in pubblicazioni importanti, passa,Ai??erroneamente,Ai??per tradizionale, viene, addirittura, segnalata come ai??? unAi??vecchio canto di guerra siciliano: lo cantarono gli insorti di Garibaldi nella spedizioneAi??dei Mille, lo cantarono i fanti siciliani, sul Carso, sul Pasubio, sul Piaveai???.

FrancescoAi??GiuffridaAi??ci fornisce queste informazioni nellai??i??articoloAi??pubblicato sullaAi??Rivista del GalileiAi??del maggio 2009 (n.15). ai???Ma, scrive ancora Giuffrida, altre questioni ha fatto sorgere la nostra canzone: cosa vuol dire esattamente? Di cosa parlaai????

ai???Vitti ai???na crozzaAi??potrebbe essere una ballataformata da tre o piA? canzuni di cui siAi??sonoAi??perse varie componenti. Ma forse si deve proprio a questa possibilitAi?? di interpretazioni varie, a questo mistero, a questaAi??serieAi??di allusioni proprie di ai???Vitti ai???na crozzaai??i?? se il canto ha subito affascinato. Riporto quiAi??qualche possibilitAi?? di interpretazione, che chi naviga in internet giAi?? conosce: ilAi??cannuniAi??non A? un cannone, ma unaAi??torreAi??a cui venivano appese le gabbie coi condannati, fino alla loro riduzione in ossa consunte dalle intemperie e dal sole, perchA? servissero da monito ed esempio. Main nessun dialettoAi??della nostra Isola cannuni ha il significato di torre, torrione o simili; certo, possiamo trovare ai??i?? per esempio a Mazzarino ai??i?? lai??i??uso di chiamare laAi??torre delAi??castello ai???u cannuniAi??(il cannone); ma A? quella torre a essereAi??ai???u cannuniai??i??Ai??, non tutte le torri e, in ogni caso, la ai???crozzaai??i?? sarebbeAi??ai???mpisaAi??e nonAi??supra.

IlAi??cannuniAi??non A?Ai??cannuni, bensAi??Ai??cantuni, che, nelleAi??pirrereAi??del trapanese ai??i?? cioA?Ai??nelle miniere, nelleAi??caveAi??ai??i?? A? unAi??concio di tufo, di arenaria, ed anche il luogo di lavoro dei minatori; ricordiamo qui che il Cibardo Bisaccia era proprio minatore, madellai??i??agrigentino. A? possibile che, imparata la poesia nella provincia di Trapani o da qualcuno proveniente dal trapanese, abbia poi sostituito, in maniera del tutto automatica, il termine per lui senza significato con un termine piA? familiare.

Ipotesi affascinante ai??i?? sposta lai??i??attenzione dalla guerra a un disastro in miniera, frequente fino a qualche decennio fa in Sicilia ai??i?? ma, proprio per lai??i??assenza di raccolte di componimenti poetici, ormai difficilmente verificabile.

In ogni caso, sia che la poesia alluda a fatti di guerra o a disastri minerari o a condannati a morte, stona parecchio quellai??i??assurdo ritornello, il famigerato tirollalleru che nei primi anni ai??i??60 qualcuno infilA? tra una strofa e lai??i??altra, consegnando il canto alfilone piA? ai???turisticoai??i?? del folkloreAi??siciliano. Ritornello che male si accorda con lai??i??impianto generaleAi??del canto, e che induce ad un accompagnamento che si discosta nettamente dalle prime esecuzioni, quelle per intenderci presenti nel film o registrate dal tenore MichelangeloAi??Verso, piA? vicine agli intendimenti del Maestro Li Causiai???.

Per concludere, ricordiamo che soloAi??nel 1979 laAi??SIAEAi??riconobbe al Maestro Li Causi la paternitAi?? della musica.

Fonte:Ai??http://www.argocatania.org/

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