I re che hanno fatto grande il Sud: Carlo I d’AngiA?

Palazzo_Reale_di_Napoli_-_Carlo_I_d'AngiA?Nacque nel 1226, ultimo dei sette figli di Luigi VIII di Francia e Bianca di Castiglia. Destinato inizialmente alla carriera ecclesiastica, la morte del padreAi??in quello stesso anno e poi, nel 1232, quella di due fratelli lo lasciarono erede di vasti possedimenti nella Francia centrale, fra cui l’AngiA? e il Maine. Nel 1246 sposA? Beatrice, figlia di Raimondo Berengario IV ed erede della Provenza, gettando cosAi?? le basi della sua futura potenza. Tale unione fu appoggiata anche da papa Innocenzo IV, che temeva un possibile matrimonio tra Beatrice e Corrado, figlio di Federico II. Alla morte dell’imperatore, il pontefice cominciA? a cercare un nuovo sovrano per il Regno di Sicilia e, quando nel 1252 Corrado IV pretese sia la dignitAi?? imperiale sia la corona di Sicilia, egli si rivolse a Riccardo di Cornovaglia e all’AngiA?. Le trattative perA? fallirono con entrambi. Nel 1261 divenne papa Urbano IV, legato alla casa regnante francese cui si rivolse per cacciare Manfredi e gli Svevi dall’isola. Anche in questo caso i negoziati durarono a lungo, proseguendo anche sotto il pontificato di Clemente IV, per concludersi il 30 aprile 1265. Il 6 gennaio 1266 C. fu incoronato in Laterano re di Sicilia e in quello stesso mese partAi?? con l’esercito verso il Sud. Il 26 febbraio ebbe luogo la battaglia di Benevento nella quale trovA? la morte Manfredi. Facendo valere la sua influenza come vicario in nome del papa e come capo del guelfismo in Piemonte, Lombardia, Toscana e Umbria (v.Ai??Ghibellini e guelfi in Italia), il 23 agosto 1268 C. riconfermA? il possesso del Regno battendo a Tagliacozzo Corradino, da lui fatto decapitare a Napoli il 29 ottobre dello stesso anno. SeguAi?? quindi il fratello Luigi IX nelle crociate contro Tunisi acquisendo nuovi territori e i titoli di re d’Albania (1272), re di Gerusalemme (1277) e principe di Acaia (1267-1277). La sua politica dispendiosa provocA? nel 1282 i Vespri siciliani e il passaggio dell’isola nelle mani degli Aragonesi, nella figura di Pietro, figlio di Giacomo I d’Aragona e genero di Manfredi. Fra i due antagonisti la guerra infuriava violentissima quando il 7 gennaio 1285 C. morAi?? a Foggia, seguito a distanza di alcuni mesi dal suo avversario.

Il giudizio degli storici nei confronti del re angioino A? stato sin dall’inizio molto controverso, diviso tra coloro che hanno fermamente condannato la sua eccessiva sete di potere, la sua crudeltAi??, i suoi atteggiamenti dispotici e la sua spregiudicatezza, e coloro che, invece, ne hanno generosamente elogiato il coraggio, la religiositAi?? e la fermezza. CosAi?? gli storici francesi si sono abitualmente espressi con toni molto positivi fino ad autentiche apologie, specie da parte di quelli che hanno visto in lui il vero erede e successore di Carlo Magno; i tedeschi invece, valutando molto negativamente l’annientamento della casa di SveviaAi??-considerata un esempio di illuminato progresso, lo hanno giudicato un brutale arrogante, avido e privo di sensibilitAi??. Nella storiografia italiana hanno prevalso, fino alla fine del XIXAi??secolo, i toni nazionalistici ed antifrancesi, specie con riferimento alla vicenda dei Vespri Siciliani. Va comunque notato come, negli ultimi decenni, gli storici si siano espressi quasi ovunque con maggiore equilibrio, sottolineando luci ed ombre del regno di Carlo e finendo per descriverlo come un sovrano brutale ma dotato di una religiositAi?? quasi bigotta, introverso ma capace di impensabili momenti di sensibilitAi??, onesto e cavalleresco ma anche crudele ed arrogante; esemplari, per queste valutazioni, rimangono le due guerre combattute (1266e 1268) rispettivamente contro MAnfrediAi??e contro Corradino, in cui le sue vittorie risultarono favorite sia da coraggiosa determinazione che da spregiudicata furbizia. Un simile giudizio equanime era stato anticipato secoli prima da Dante, che, pur non amando particolarmente il re angioino, lo colloca nell’AntipurgatorioAi??tra le anime che stanno per iniziare la loro espiazione, in mezzo a molti altri sovrani tra i quali proprio il suo grande avversario Pietro III di Aragona, che il poeta descrive mentre canta il Salve ReginaAi??insieme a Carlo.

Fonte: Treccani, Wikipedia

Chiara Foti coordinatore giovani CDS

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