I re che hanno fatto grande il Sud: Federico II di Svevia

FedericoIIEra il 26 dicembre del 1194, Costanza D’Altavilla, figlia di Ruggero II il Normanno si trovava a Jesi, nella marca anconitana, in viaggio per raggiungere il marito, Enrico VI, a Palermo, dove il giorno prima era stato incoronato re di Sicilia. Data l’etAi?? avanzata, tra la popolazione vi era un diffuso scetticismo circa la gravidanza della sovrana e fu per tale motivo che nella piazza principale di Jesi venne allestito un baldacchino dove ella partorAi?? pubblicamente dando alla luce Federico II di Svevia, che sarAi?? in seguito conosciuto con l’appellativo di stupor mundi. Nel 1198, dopo la morte del marito, Costanza fa incoronare il piccolo Federico di soli 4 anni re di Sicilia e lo pone sotto la tutela del neo eletto pontefice Innocenzo III; il 17 maggio dello stesso anno, anche lei morirAi??, lasciando Federico solo in un momento di dissesto politico e istituzionale. Egli vivrAi?? un’infanzia difficile a Palermo, cittAi?? cosmopolita dove si mescolavano cristiani, ebrei e musulmani provenienti da tutti i paesi del bacino del Mediterraneo e dalla Germania. Questa esperienza influirAi?? molto sulla sua formazione. A quindici anni il re si sposta per la prima volta verso l’Europa settentrionale e attraversando la penisola italica si rende conto delle ostilitAi?? da parte dei popoli lombardi, memori delle vicende sofferte con il suo nonno paterno, Federico Barbarossa. In Germania tenta di riavvicinare i nobili riottosi evitando i conflitti. Nel 1215 Ottone di Brunswick tenta di unire le corone di Germania e di Sicilia entrando perA? in conflitto con Papa Innocenzo che lo depone e lo scomunica. Poi, dopo un lungo braccio di ferro diplomatico e militare, Federico, che ha rinnovato fedeltAi?? alla Chiesa e promesso do comandare una Crociata in Terra Santa, viene incoronato Re di Germania. Nel 1220 rientra in Italia dove viene incoronato imperatore da Papa Onorio I, poi prosegue verso la Sicilia, dove lo attende l’ingrato compito di normalizzare la situazione politica e sociale. La lotta contro le baronie sicule dura tre lunghi anni ma si conclude con successo. Per indurlo a portare a compimento la promessa di una crociata, Papa Onorio accetta di incoronare Federico Imperatore in San Pietro a Roma. Ora l’influenza di Federico si espande in tutta Europa.

 

Lo stupor mundi non fu un grande re solo dal punto di vista diplomatico e militare, il punto di forza per cui maggiormente viene ricordato fu la forte spinta culturale che diede al Sud il suo regno.

A NapoliAi??fondA? l’UniversitAi??Ai??nel 1224, dalla quale sarebbe uscito il ceto di funzionari in grado di servirlo, senza che i sudditi a lui fedeli dovessero recarsi fino a BolognaAi??per studiare (evitando una sorta di fuga dei cervelli). FavorAi?? anche l’antica e gloriosa scuola medica salernitana. Ai??Agli studenti di umili origini, se capaci, furono pagati gli studi. Pervaso della giusta convinzione di essere unico nella sua genia, sapeva apprezzare lai??i??intelligenza allo stato puro, infischiandosi completamente delle origini di sangue di chi era capace.Ai??Per quanto riguarda la cultura allai??i??interno del Regno alla corte della reggia di Palermo nacque la Scuola siciliana nella quale i vassalli si esercitavano a raccontare lai??i??amore e alla quale si deve lai??i??invenzione del sonetto.

Questa lungimiranza nellai??i??investire nella cultura e nella ricerca allai??i??interno del proprio Regno non A? lai??i??unico aspetto ai???modernoai??? di Federico II: benchAi?? la sua cultura fosse cattolica A? stato sempre pronto a confrontarsi con la cultura mussulmana (la sesta crociata) tanto che la cittAi?? di Lucera divenne un insediamento musulmano allai??i??interno del Regno e gli fu sempre leale.

Federico II aveva scelto i suoi collaboratori piA? diretti tra giuristi e notai, e nelle province aveva invece dato gli uffici a militi e cavalieri. Tutta lai??i??alta nobiltAi?? feudale era stata quasi in massa esclusa da ogni partecipazione diretta al governo del Regno. La cultura era il requisito maggiore in base al quale il re sceglieva i suoi funzionari. Giunse ad effetti ben lontani dalle intenzioni dei re normanni, suoi avi e predecessori quali Ruggero II e Guglielmo I. Mantenne la classe feudale lontana dal governo, fino a renderla addirittura estranea e ostile allo stato, limitandone lai??i??esercizio dei diritti feudali, togliendole completamente lai??i??amministrazione della giustizia criminale, riconoscendo legittimi i diritti dei vassalli contro il signore, innalzando nelle assise, nei parlamenti convocati per ascoltarlo, accanto ai feudatari, i borghesi, i rappresentanti delle comunitAi?? cittadine, cercando di sostituire nel comando dei castelli la classe feudale con capitani non nobili.La costruzione dello stato amministrativo voluto dallo Stupor Mundi, poneva tutta la nobiltAi?? che non veniva educata secondo i suoi criteri e principi di cultura e disponibilitAi?? al servizio del potere centrale unitario, come una forza estranea e nemica, da tollerarsi finchAi?? non fosse possibile abbatterla definitivamente.

La vera forza di Federico II A? stata la sua onestAi?? e purezza dai??i??animo che lai??i??hanno portato a incidere fortemente nello sviluppo della cultura del suo tempo; lai??i??importanza di una figura cosAi?? A? oggi ancora piA? incredibile se la si confronta con quella dei politici contemporanei.

 

Chiara Foti coordinatore CDS giovani

Fonti: Siciliae Regnum, www.lintellettualedissidente.it

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