Antichi mestieri napolitani: pizzaiuolo

9O pizzajuolo era il venditore di pizze.
Questo mestiere è molto antico e nasce ben prima della pizza così come è conosciuta oggi. Infatti, in origine, con la parola pizza si identificava semplicemente una pasta di frumento senza lievito, condita con olio, formaggi, acciughe e, successivamente, anche pomodori. Il piazzaiolo, quindi, cucinava la pietanza in un forno a legna e le vendeva a chi passava dalla sua bottega. Inoltre, chi era così fortunato da disporre di un locale più grande, riusciva anche a creare una sala in cui far accomodare i clienti. Molto spesso, per attrarre più clienti, il pizzaiolo si avventurava anche tra i vicoli della città, con un grande recipiente di stagno nel quale appoggiava le pizza appena sfornate.
Questo mestiere ebbe subito un grande successo tra la popolazione, poiché con pochi soldi era possibile comprare un alimento abbastanza sostanzioso. Alcuni pizzaioli, per incentivare l’acquisto, fornivano gratis una piccola pizza, altri, invece, utilizzavano la pizza Ogge a oltto, cioè quella che si poteva mangiare subito e pagare dopo circa una settimana.
Col passare dei secoli, il mestiere di pizzaiolo, oltre a diventare sempre di più un’arte, ha perso il suo carattere ambulante e, oggi, il pizzaiolo lavora nelle pizzerie o, in alcuni casi, possiede un proprio forno in cui produce anche pane, focacce, ecc… Se si pensa poi alle origini, dove l’unica pizza consumata era quella alla marinara, con acciughe olive, olio e origano, ci accorgiamo delle numerose varianti nate dopo la creazione della Margherita: oltre agli abbinamenti con qualsiasi tipo di ingrediente, troviamo anche la pizza al metro, il calzone e la pizza fritta.
Di solito, attirava la clientela le seguenti grida: “Uhe, ca je me cocio! Comme so’ vullente, favorite” (Ehi, qui mi scotto! Come sono bollenti, favorite)
. “Tenghe ‘a lava e ll’uoglie” (Ho la lava e l’olio).
“Nu sorde mange ‘a mamma e ‘a figlia” (Un soldo, mangia la mamma e la figlia).

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