Gigi Di Fiore “Gli ultimi giorni di Gaeta”

58243_1393135548001_5392008_nUn altro grande lavoro di Gigi Di Fiore che, dopo la ai???Controstoria dellai??i??UnitAi?? dai??i??Italiaai??? (da poco passata con successo ai tascabili) e ai???I vinti del Risorgimentoai???, ci fornisce un altro strumento importante nella difficile battaglia per la veritAi?? storica. Un’altra dimostrazione che, al contrario di quanto affermano gli storici ufficiali, sono sempre piA? necessarie pubblicazioni che sappiano raccontare la storia in maniera scientifica ma anche piacevole. Nel caso degli ai???Ultimi giorni di Gaetaai???, al consueto rigore dellai??i??autore (che utilizza anche numerosi documenti inediti) si unisce una grande passione per le storie narrate come un cronista ai???in diretta dal fronteai??? e, spesso, lai??i??affetto per le storie di quei soldati dimenticati per troppo tempo e che ancora oggi possono essere un prezioso esempio di coerenza, di lealtAi?? e di senso di appartenenza: tre elementi, visti i tempi, piA? che mai necessari dalle nostre partiai??i??

 

 

I cento giorni di storia italiana meno raccontati nei libri scolastici: A? l’assedio di Gaeta, che segnA? la fine del regno delle Due Sicilie e l’annessione del sud al resto dell’Italia. Quei tre mesi restano invece il simbolo di un’annessione nata male, con due eserciti regolari a farsi guerra: quello piemontese del nord e quello napoletano del sud. Una vicenda che costA? oltre mille morti con tantissime vittime tra i civili rimosse dalla storia ufficiale.

Nel saggio di Gigi Di Fiore, attraverso nuovi documenti e testimonianze soprattutto di parte piemontese, attraverso uno stile raccontato cai??i??A? la narrazione della vita quotidiana nei due schieramenti contrapposti, le descrizioni di personaggi anche minori, aneddoti. Ma soprattutto, il dettaglio delle sofferenze dei civili e dei danni subiti dalla cittAi?? di Gaeta in tre mesi di impietoso bombardamento. L’ultima resistenza dello stato delle Due Sicilie, allora ancora riconosciuto da tutte le diplomazie mondiali, in un testo che ne approfondisce e racconta tutti i dettagli, con una bibliografia di ben 8 pagine. ai???Abbiamo avuto conquistato alla causa lai??i??efficacia dei cannoni Cavalli a lunga gittataai??? scrisse Cialdini, in un documento inedito, alla fine dellai??i??assedio

Nei nuovi documenti del ministero della Guerra, citati nel testo, si ritrova proprio la conferma dell’uso sperimentale fatto dei micidiali cannoni Cavalli a lunga gittata a Gaeta, sulla pelle dei militari borbonici e dei civili gaetani. Un uso su cui vengono spese parole entusiaste, come di una nuova arma da perfezionare sempre piA? per il futuro. Una specie di “bomba atomica” dell’epoca per spezzare i residui di resistenza dell’esercito di Francesco II di Borbone. E poi, nelle cifre finali dei comandi piemontesi, i costi di tanto impegno di uomini e mezzi: 25 milioni per espugnare Gaeta.

Il libro si compone di Introduzione – Prologo – 12 capitoli – 3 appendici, piA? due grandi foto dai??i??epoca sullai??i??assedio nei riguardi di copertina.

L’AUTORE

Gigi Di Fiore, inviato speciale del Mattino di Napoli in passato redattore al Giornale di Montanelli, ha ottenuto nel 2001 il premio Saint Vincent per il giornalismo. Ha scritto diversi saggi su due temi principali: Risorgimento-fine regno delle Due Sicilie-brigantaggio; criminalitAi?? organizzata. Il suo testo “1861 – Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato”, pubblicato nel 1998 e oggi introvabile, viene citato da tutti gli autori successivi che si sono occupati di quell’eccidio (Pino Aprile compreso). Vincitore del premio Pedio per la ricerca storia, del Landolfo d’oro per gli studi sull’eccidio del 1861. Il suo libro “Controstoria dell’unitAi?? d’Italia”, edito da Rizzoli nel 2007, A? stato piA? volte ristampato ed A? stato vincitore del premio Melfi, nonchAi?? finalista del prestigioso premio Aqui terme storia. Sui temi della storia del sud, ha scritto anche per la Utet nel 2004 “I vinti del Risorgimento” e per Grimaldi il romanzo “Gli ultimi fuochi di Gaeta”. Sulla camorra, ha pubblicato molti testi a partire dal 1993, qualcuno adottato anche all’universitAi?? di Napoli.

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