SCOZIA: Con l’indipendenza piA? di 100mila assunzioni

Luca Longo

Da ai???Il Sole 24 Oreai???

La Scozia cerca lavoratori stranieri: Ai??Con l’indipendenza piA? di 100mila assunzioniAi??

<< Altro che Ai??the most stingy nation in the worldAi??, la nazione piA? tirchia del mondo. La Scozia accelera sull’autonomia, scaldando un elettorato in bilico per il referendum secessionista del 2014. Ma nelle piA? di 660 pagine della Ai??Guide for independenceAi?? pubblicata dallo Scottish National Party, la parola A? un’altra: benefit. Per le imprese, con una corporate tax sulla scia del regime super agevolato dell’Irlanda. E per i giovani: Edimburgo, da succursale all’estremo nord di Londra, si candida a capitale degli high skilled workers. I neoprofessionisti ad altissimo tasso di competenze in fuga da universitAi?? e aziende incagliate nelle crisi.

A? vero: non A? solo sui top graduates europei e asiatici che si gioca la partita di Alex Salmond, primo ministro della Scozia e leader di un Snp rimbalzato dai bassifondi elettorali al timone politico di Edimburgo. La Guide for Indipendence insiste su terreni piA? corposi. Come il taglio alle aliquote sulle imprese, giA? dal 20% di Londra a un 17% che si avvicina al fisco leggero di Lussemburgo (15%) e Dublino (12,5%). O la rivendicazione di una quota dell’81% sulla produzione dei giacimenti di petrolio e gas naturale del Mare del Nord. L’oro nero sulla costa est dell’Isola sforna meno barili di un tempo, ma il patrimonio resta valutato dai 6 ai 12 miliardi di sterline l’anno.

L’apertura ai migranti piA? qualificati, prima e dopo gli studi universitari, cavalca il boom occupazionale previsto da Salmond in caso di devolution. Il solo taglio di tre punti alla corporate tax, secondo Salmond, potrebbe creare fino a 27mila posti di lavoro grazie all’indotto dei big “attratti” a nord del Vallo con il nuovo schema fiscale. E il rialzo dell’export del 50%, previsto entro il 2017 in caso di indipendenza, significherebbe almeno 112mila assunzioni. Quale risorsa migliore delle migliaia di giovani e giovanissimi che scelgono l’Isola per gli studi universitari? Nel mirino ci sono soprattutto i ricercatori di area scientifica e tecnologica, Ai??cruciali per la strategia industrialeAi??, e i talenti fuori dai confini Ue. Il pacchetto non esclude ritocchi alla regole d’accesso sui visti, per Ai??incentivare gli studenti extra-comunitari a continuare i propri studi in ScoziaAi??. I neoassunti, a quanto A? emerso, sarebbero destinati soprattutto alle zone meno sviluppate del paese, come motore in piA? nello sviluppo industriale. Le lauree triennali, nei 19 atenei del Paese, sono a costo zero per i cittadini scozzesi e dell’area Ue. >>

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Lai??i??indipendenza, o almeno una autonomia sostanziale, A? solo benefica per quelle regioni che al momento sono ai margini dellai??i??economia occidentale, pur facendone parte geograficamente e politicamente.

Luca Longo

Ai??

Ai??

2 pensieri su “SCOZIA: Con l’indipendenza piA? di 100mila assunzioni

  1. E’ un sogno ! Ed è anche un grande dispiacere e rammarico : non abbiamo uno Stalmond e non abbiamo un partito o movimento politico pari al SNP. Abbiamo purtroppo tutta una serie di personaggi che vogliono fare riforme di ogni genere,ma non vogliono riformare le loro convinzioni maturate sulla scia di una idea unitarista e centralista ,idea inculcata nella loro mente da una scuola che da 150 anni e più insegna ” a senso unico”,quello del mito vittoriano-garibaldese . E quello che è ancora più triste ,questi personaggi sono seminati su tutto l’arco politico tanto che per identificarsi si uniformano adottando i famosi tre colori per scrivere il nome di un partito – quello che al momento pare debba prendere il bastone di comando -,si adotta la parola Italia per altro partito e ancora per altro si ricorre a Fratelli d’Italia o a Italia dei Valori : tutti ignorano le notizie del tipo Scozia,tutti ignorano che esistono più popoli su questa penisola,tutti ignorano quella idea che si chiama autodeterminazione riferita al modo di vivere di un popolo ,tutti ignorano le federazioni o le confederazioni e così tanto altro . Certo fremiti di voglia di autonomia,di libertà in casa propria,di rispetto per la tradizione ,ce ne sono,così come si manifestano nel territorio della antica Repubblica di Venezia,nel Tirolo del Sud,definito Alto Adige e anche in altri territori . Quella che sconcerta in modo particolare è la Sicilia,che tanto chiasso ha fatto nella storia per ottenere la sua indipendenza (e indipendente è stata come Regno di Sicilia e in un certo modo anche come parte delle Due Sicilie ), ora Regione Autonoma con poteri di uno Stato sovrano,che non riesce a governarsi come si deve e fa riferimento a Roma Capitale ove arrivano i suoi (uomini e donne)politici di mestiere sconnessi totalmente dalla loro terra. Noi comunque teniamo aperto il cuore alla speranza di una giusta fortuna per la nostra Patria .

  2. Complimenti Luca, come sempre sei molto preciso ed incisivo nei tuoi articoli. Bisogna però dire che purtroppo a noi meridionali ci hanno imposto la nostra appartenenza come una vergogna e finchè non recupereremo la nostra dignità ed il nostro orgoglio, l e nostre tradizioni e principalmente il desiderio di amare e di restare nelle nostre Terre lottando contro burocrazia e mafie varie politiche ed economiche di DUOSOCILIANI come hanno fatto da secoli gli Scozzesi che si dichiaravano e si dichiarano orgogliosamente COTS e non Scottish, non potremo risorgere. Grazie quindi a te, ai Comitati Due Sicilie, all’Associazione Neoborbonici che ci spronano a rivedere in maniera diversa il nostro passato e a guardare ad un futuro migliore per noi ed i nostri figli e nipoti.
    Grazie nuovamente di cuore! Gabriele Ferrandino

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