Programma per il Raduno CDS nella serata 5 ottobre 2019

cds belvedere 5 e 6 ottobre 2019

Napoli, 29 settembre 2019

di Lucia Di Mauro

Andrò, qui, ad illustrare il programma della serata di sabato 5 ottobre, prima giornata del Raduno CDS 2019.

In primis è prevista la presentazione di tre lavori bibliografici:

  1. La minestra è maritata di Gennaro Avano. Il prof. Gennaro Avano, in questo suo scritto, ha voluto ricostruire il percorso storico della gastronomia meridionale, dalla dietologia greca ippocratico-galenica passando per le tavole di Federico II fino ai nostri giorni. Nelle intenzioni dell’autore il libro non vuole essere un mero ricettario ma una via per ripercorrere il come formativo di quell’humus duosiciliano, causa ed effetto dell’identità della nostra gente mediterranea, pluralismo di culture che hanno saputo fondersi in un equilibrio di diversità. Questa è la nostra ricchezza, che ci caratterizza come un unicum al mondo.
  2. Discorsi Duosiciliani di Cosimo de Gioia. Cosimo de Gioia, un ingegnere che ha fatto del proprio rigoroso habitat formativo uno strumento di pensiero e di ricerca (anche storica), propone in queste sue pagine una riflessione sulla figura e sugli scritti di don Massimo Cuofano, esponente simbolo delle avanguardie del meridionalismo borbonico e persona di profondo riferimento umano. Al lettore si propone una scrittura coinvolgente ma non banale, nei cui temi l’autore si inoltra con rispetto e desiderio di verità, aprendo la strada ad ulteriori riflessioni.(Qui si può leggerne un estratto)
  3. Mario Bellotti, “nostro” Coordinatore per il nord Italia, inoltre, illustrerà il suo lavoro di prossima pubblicazione, di cui ci presenta un primo assaggio in questa pagina: ”Nel testo che sto per pubblicare avanzo l’ipotesi che il nostro re Ferdinando (Ferrante) I di Napoli sia stato per tutti gli Italiani un’immensa occasione persa per diventare la prima tra le nazioni europee. La nostra missione, oggi più di ieri, è disvelare, approfondendoli, gli argomenti identitari, vera arma di difesa contro i falsi meridionalisti”.

Il prosieguo della serata si svolgerà con la riflessione dell’avvocato Franco De Angelis, abilmente declinata in dieci punti “roccaforte”, dai quali chiunque voglia iniziare un dialogo con il meridionalismo duosiciliano non può prescindere.

Ecco, di seguito, quanto suggerisce alla nostra discussione il De Angelis.

I DIECI COMANDAMENTI DEL SUD

Premesso che una nazione democratica come gli Stati Uniti d’ America, dopo la cruenta e devastante guerra civile tra gli Unionisti del nord e i Confederati del Sud, abbia voluto pacifica la nazione Americana onorando i caduti di ambo le parti, lasciando che i Confederati vinti continuassero ad esibire pubblicamente le proprie bandiere, a raccontare le proprie battaglie e la loro storia, senza nessun ammonimento da parte dell’autorità federali, In Italia invece si è preferito tacitare questo periodo storico derublicandolo ad una semplice annessione, impedendo di fatto qualsiasi manifestazione pubblica ed esibizione di simboli e bandiere del Regno delle due Sicilie.

Pertanto, come premesso,chiunque, politico, partito, movimento o Istituzione si voglia sedere con noi identitari intorno un tavolo per ragioni meramente elettorali, deve dimostrare di rispettare e far

riconoscere a tutti i livelli polito/ istituzionale, i seguenti punti:

1. Riconoscere ufficialmente il Regno delle Due Sicilie, quale territorio facente parte dell’Italia.

2. Riconoscere la sua storia iniziata nel 1130 d.c. con la nascita del Regno di Sicilia per opera del

normanno Ruggero II, e terminata il 20 marzo 1861, con la reggenza di Francesco II di Borbone.

Un territorio e i suoi confini che malgrado l’avvicendarsi delle Corone Europee, quali, Normanni,

Svevi, Angioini, Aragonesi, Asburgo e infine i Borbone, rimasero piu’ o meno gli stessi per 731

anni, da cui è scaturita una vocazione naturale all’ europeismo.

3. Riconoscere ed autorizzare l’esibizione di simboli, bandiere, ricorrenze storiche e i Reggenti

legate al periodo sopra detto.

4. Riscrivere la Storia dell’ invasione da parte dei Piemontesi/Francesi, attingendo dalla bibliografia

di scrittori e storici del Sud.

5. Inserire testi scolastici che abbiano rivisitato la storia dell’invasione.

6. Riconoscere la figura di S.A.R. Carlo di Borbone, quale erede del Regno della dinastia dei

Borbone.

7. Onorare il Sacrario, in tutte le ricorrenze nazionali ufficialmente riconosciute, di Francesco II di

Borbone, quale ultimo Sovrano del Regno delle Due Sicilie.

8. Ultimo ma non meno importante, le scuse ufficiali del Presidente di turno della Repubblica

Italiana.

9. Considerare le regioni del SUD come una macro regione.

10. Ridefinire culturalmente, storicamente e geograficamente,come atto identitario, gli Antichi

Confini che fino al 20 marzo 1861 distinguevano il Regno delle Due Sicilie dallo Stato Pontificio.

Dulcis in fundo ci sarà il momento degli interventi personali e della discussione

In un contesto epocale dove la ricerca del consenso, dei numeri esponenziali, della quantità privilegia l’impatto emotivo e superficiale alle questioni trattate, Comitati Due Sicilie si propone con piccole, permettetemi il termine, “perle” di qualità, nella certezza che proprio nella qualità potremo dissotterrare e ricreare radici d’identità.

Lucia Di Mauro

(segretario nazionale CDS)

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