Il Paese della Tragicommedia: L’incontro di Teano, tra Giuseppe Maria Garibaldi e Vittorio Emanuele di Savoia, una farsa tutta italiana

i padri della mafia

Il Paese della Tragicommedia: L’incontro di Teano, tra Giuseppe Maria Garibaldi e Vittorio Emanuele di Savoia, una farsa tutta italiana

Di Fiore Marro

Caserta 11 dicembre 2018

Una nazione nata dal tragico accordo tra la Massoneria inglese in collaborazione con quella di Francia e con i Savoia, quest’ultimi in veste di manovalanza.

La Spedizione dei Mille fu una delle peggiori sceneggiate della storia italica, potremmo bollarla come una commedia, ma le problematiche che ha causato allora, e che durano ancora oggi, sono state drammatiche per il popolo del Sud: una miriade di moltissimi problemi, irrisolvibili per noialtri malcapitati cittadini del Regno delle Due Sicilie.

La tragicommedia di cui parliamo, quel famoso incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, o incontro di Teano, ebbe luogo il 26 ottobre del 1860, e fu l’ultima vicenda della storia risorgimentale perché concluse di fatto, e diede la parola fine, alla spedizione dei Mille, con buona pace della tanto sospirata repubblica. In un intrigo internazionale, il nizzardo recitò, assai bene, la parte di contrabbandiere e avventuriere qual’era, impersonando la parte dell’uomo senza interessi, senza macchia e senza paura, andandosene come un Cincinnato con due sacchi di fagioli a Caprera … Un’isola che ha poi reso i figli “dell’Eroe” ricchi, lasciandoli con ben altro che con due sacchette di fagioli!

Il Savoiardo Vittorio Emanuele II aveva occupato, da laico, come voleva il dettato massonico, i territori pontifici delle Marche e dell’Umbria ed era andato incontro a Giuseppe Garibaldi–affiliato massone–che aveva respinto il tentativo di controffensiva dell’esercito borbonico nella battaglia del Volturno e aveva completato la conquista del Regno delle Due Sicilie, con lo scopo di impedire che la spedizione continuasse fino alla conquista di Roma, e che avrebbe provocato poi l’intervento di Napoleone III e messo a repentaglio le conquiste effettuate.

Garibaldi ottenne che i volontari garibaldesi entrassero, dopo una selezione, nell’esercito regolare sardo, con il medesimo grado rivestito nella spedizione, e successivamente si ritirò a Caprera. L’incontro ebbe il significato di un’adesione del generale alla politica di Casa Savoia, deludendo le aspettative di coloro che auspicavano la fondazione di una repubblica meridionale di stampo mazziniano che avrebbe dovuto in seguito estendersi anche ai domini papali, conquistando poi Roma.

Tutto era stato stabilito: nella notte tra il 4 e il 5 marzo 1861 il piroscafo a vapore salpato dal porto di Palermo e diretto a Napoli fu fatto esplodere a largo dell’isola d’Elba, portando con sé non solo i documenti relativi ai finanziamenti inglesi contenenti i registri che avrebbero palesato le enormi irregolarità nella gestione della Sicilia–dove veniva rendicontato il “furto” di asini e muli carichi di oro, calici e quadri sottratti dai laici e massoni —ma anche Ippolito Nievo, suo onesto comandante, appena tredici giorni prima della proclamazione dell’Unità d’Italia!

Il luogo dell’incontro fra Garibaldi e Vittorio Emanuele II è stato ufficialmente fissato a Teano, presso il ponte di Caianello–odierno ponte San Nicola, nella frazione di Borgonuovo. La precisa località in cui ebbe luogo l’incontro, conosciuto come “Incontro di Teano,” però, essendo avvenuto in campagna, è tuttavia argomento di discussione. Il ponte di Caianello (o di San Nicola) dista meno di 200 metri dal confine del limitrofo Comune di Caianello (costituito da nuclei abitati sparsi e pertanto considerato all’epoca dell’episodio storico decisamente meno importante di Teano), il cui territorio si frappone tra quello di Teano e quello di Vairano Patenora, i cui abitanti ancora rivendicano il loro come luogo dell’incontro. Secondo altri documenti, infatti, il punto esatto dell’infausto incontro si individuerebbe nel bivio di Taverna della Catena, nell’abitato dell’odierna Vairano Scalo, frazione del Comune di Vairano Patenora. La tragicommedia di cui parlavamo prima ha quindi il sapore della parodia quando si pensa alla battaglia che intercorre, ancora oggi fra i due comuni in provincia di Caserta che litigano ancora oggi contendendosi la “paternità” dell’incontro, mentre il Sud continua ad impoverirsi e a spopolarsi…

A pensarci bene, e con la Lega che avanza, conviene ancora vantarsi di quell’incontro? Non sarebbe meglio un bel tacere?

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