‘0 Trammammuro –Il primo ascensore fu iniziativa napoletana

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‘0 Trammammuro –Il primo ascensore fu iniziativa napoletana

Di Fiore Marro

Caserta 3 settembre 2018

“ ‘O Trammammuro”- ci disse Rafa Benitez, in Tv, quando all’allora allenatore del Napoli calcio fu chiesto quale parola napoletana avesse appreso per prima. Quella parola di sicuro fece sorridere molti conoscenti della lingua di Partenope ma di sicuro a molti suscitò la voglia di capire di cosa si trattasse, visto che non è certo una parola di uso comune, perché termine antico e perlopiù in disuso. Un grande bravo al tecnico iberico per la sua scelta raffinata, cosa non rara per lui, uomo di cultura .

‘O Trammammuro”, talvolta conosciuto anche come “La sedia volante”, è stato effettivamente il primo ascensore al mondo, il termine “ascensore”, (dal latino “ascendere”, supino “ascensum”,) che significa “salire”, “montare”, anche “discendere” quindi questa locuzione partenopea lo traduce con ‘O trammammuro, ovvero “il tram (dentro) al muro”. Con il termine “tram” si intende un veicolo atto a circolare su un’apposita infrastruttura fatta di binari, corde, ganci, carrucole, cavi d’acciaio, ed obbligato a percorrere, in salita o in discesa, sempre lo stesso tragitto, a più riprese nella giornata.  Quindi immaginate questo sistema scavato verticalmente dentro al muro di un grattacielo o di una costruzione a più piani eil gioco è fatto !!!

E quante immagini pertinenti in una sola parola, quanti diversi piani di contenuto e significato all’interno di un segno !!! L’ennesima espressione che va annoverata tra le tante “primizie” che Napoli e le Due Sicilie possono vantare per quel che concerne i tanti primati italiani.

Gli italiani si sa sono esterofili più che per vocazione oserei dire per piaggeria, per dire si intende che l’inventore dell’ascensore fu uno scienziato e imprenditore americano chiamato Elisha Otis nel 1857, come per l’inventore del telefono senza fili l’ingegnere americano Alexander Graham Bell. La realtà invece ci dice che ad inventare il telefono fu uno ignoto italiano di nome Antonio Meucci. Per l’ascensore, troviamo in alcuni testi la sedia volante, voluta da Luigi XV per farsi raggiungere in tutta segretezza dalla sua favorita duchessa di Chateauroux, nella sua stanza da letto di Versailles. Ma esaurito l’obiettivo, l’impianto fu rimosso dalla reggia dei Borbone di Francia.

Nel Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II, che non aveva le stesse mire di Luigi XV, incaricò l’architetto Gaetano Genovese, che si avvalse della collaborazione dell’allievo Carmelo Garciulo per risolvere il problema della reggia di Caserta, dove era necessario salire i 116 gradoni per raggiungere dal vestibolo inferiore quello superiore. Nel 1844 l’architetto, avvalendosi della Soprintendenza Generale della Real Casa risolse il problema, costruendo un proprio ascensore ante litteram, che chiamò sedia volante dal nome di quella francese chaise volante, con un preventivo di spesa di 3.335 ducati da prelevare dal fondo della Real Casa. L’esempio di questa invenzione non è l’unica nella Reggia di Caserta ma ne esistevano altri due, uno come tavola meccanica costruita da Francesco Collecini nella Real Tenuta di Carditello e un’altra realizzata da Giuseppe Venanzio Marvuglia nella Palazzina cinese di Palermo, non utilizzato per il trasporto delle persone ma delle vivande, entrambi inghiottiti dalle continue spoliazioni della Real Tenuta Agricola iniziata nel ventennio. Così otto anni dopo queste invenzioni (1853), l’americano Elashe Graves perfezionò il sistema di sicurezza della cabina per impedire la caduta violenta al suolo in caso di rottura delle fune di traino, sistema rudimentale già progettato dal Genovese con minore garanzie. Nel 1857, l’americano installò a New York, in un negozio di porcellane a due piani, il primo ascensore a vapore per passeggeri e due anni dopo il Fifth Avenue Hotel fu il primo albergo a dotarsene. Lo sviluppo di questa invenzione si propaga velocemente in tutto il mondo per motivi diversi. E quindi il mondo perpendicolare che vive muovendosi lungo gli edifici, nato alla corte di Napoli e soprattutto, nell’ingegnosa testa di Gaetano Genovese, progenitore del moderno ascensore come racconta Angelo Forgione in Made in Naples, oggi è menzionato come un normale architetto al servizio della corte.

E’ comunque in questo caso come in molti altri, quando si tratta di idioma o vernacolo napoletano anche ‘o trammammuro batte l’ascensore per 3 a 0 !

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