Cambia la toponomastica a Rometta, in Sicilia, quando l’identità comincia a fare breccia seriamente

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Cambia la toponomastica a Rometta, in Sicilia, quando l’identità comincia a fare breccia seriamente

Di Fiore Marro

Caserta 13 agosto 2018

Il 21 giugno scorso, il sindaco di Rometta (ME), Avv. Nicola Merlino , ha autorizzato il cambio della denominazione, della via Bixio, in Via Vittime dell’ eccidio di Bronte.

La decisione, viene presa dopo la delibera della Giunta Comunale del 3 agosto 2017. Un altro tassello importante raggiunto, nella nuova scia della riscoperta identitaria, che sta coinvolgendo un poco tutte le amministrazioni comunale del sud italico già Regno delle Due Sicilie; decisione che si aggiunge alle numerose “battaglie” che si scorgono un poco su tutti i fronti, come un fiume carsico.

A Rometta quindi  non vi sarà più via Nino Bixio ma Via vittime dell’eccidio di Bronte, riconoscendo così, finalmente, a chi di dovere il loro valore e cominciando a cancellare anche nella toponomastica e speriamo presto anche dai libri scolastici, i finti miti che la storiografia di regime, ha spacciato per eroi chi invece ha solo cagionato dolore, disperazione, sangue, ferro e fuoco nelle nostre contrade.

Siamo anche noi in attesa, a San Nicola la Strada, in una speranze oramai secolare, di un cenno da parte del sindaco, a cui indirizzammo illo tempore, una richiesta in favore dell’ultimo re delle Due Sicilie, Francesco II di Borbone, indicando anche il luogo dove poter dedicare una piazza, una via, un largo, posto nei pressi del Parco S.C.C.A.C. e dell’Hotel City, che affaccia proprio sul Viale intitolato a Carlo III,  una intestazione al Sovrano borbonico darà vita ad “un unicum” che potrà essere visitato dai turisti che transitano sul Viale che conduce alla Reggia Borbonica di Caserta; abbiamo bisogno di riconoscerci in qualcosa di identitario, ci auguriamo quanto prima si prenda in considerazione la nostra richiesta, queste azioni di altri Comuni speriamo siano uno sprone che possa scuotere gli animi dell’amministrazione comunale di San Nicola la Strada, il comune dove risiedo.

La rilettura della nostra storia è vitale, per una ripresa territoriale, perché anche se il passato è un segnale di direzione, non un palo dove appoggiarsi, l’impegno sociale e politico identitario, deve essere viatico di nuova forza.

Come presidente dei CDS ricordo ancora con fervore e enorme soddisfazioni i giorni di Caste San Giorgio, dove si ottenne una Piazza per Francesco II, con tanto di festa e presenza di S.A. Beatrice di Borbone Due Sicilie, come rappresentante ufficiale di casa Borbone, nel 2013.

Nino Bixio assieme a tanti altri, penso per esempio a quel Pilade Bronzetti in quel di Castel Morrone di Caserta, continuano a beneficiare di riconoscimenti assolutamente pezzotti, il compare di Garibaldi infatti dal 6 al 10 Agosto del 1860, a Bronte, si è reso protagonista di un atto scellerato ed infame che la storia quella vera e non quella paludata della storiografia ufficiale e scolastica ci ha tramandato e condannato come “l’eccidio di Bronte”. Un gesto infame, classico dei colonizzatori, pronti a esecuzioni sommarie in nome di chissà quale autorità, difficile da riconoscere quando si occupa uno Stato legittimo, come in questo caso nostro.

Non esisterà più a Rometta una strada intestata a quell’infame assassino che è stato Nino Bixio ma vi sarà, invece, Via vittime dell’eccidio di Bronte; per l’evento e la cerimonia, le autorità e l’amministrazione del comune siciliano hanno in programma un grande momento di festa, per l’occasione, per la fine di agosto e la prima parte di settembre.

La Sicilia continua coraggiosamente quel percorso di riscoperta storica che è pure una risposta a chi invece sostiene che si può fare a meno della Trinacria, per il progetto di ricostruzione del regno, cosa a mio sommesso avviso totalmente fuori luogo, dopo la piazza a Ferdinando II a Noto nel 2008, e il gesto coraggioso del  Il sindaco di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, Enzo Sindoni che prese a picconate la targa di piazza Giuseppe Garibaldi, maledicendo l’eroe risorgimentale come “un feroce assassino al servizio di massoneria e servizi inglesi”. Presa a martellate la vecchia targa in memoria del falso eroe in camicia rossa, Sindoni a rinominò la piazza ‘IV luglio’. In riferimento a un evento dimenticato, di una battaglia navale del 1299 con seimila morti.

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